Panettone gastronomico: 20 idee per farcirlo.
Il panettone salato è un’idea magnifica per i tuoi aperitivi o antipasti durante le feste! In questo articolo ti suggeriamo 20 modi per farcirlo in modo goloso. L’unica accortezza che devi usare, in fase di farcitura, è di accoppiare gli strati a libro, tenendo un lato vuoto tra uno l’altro per poterli prendere facilmente! Farciture gourmet Uova di lompo o di salmone e mascarpone all’aneto Avocado e salmone affumicato Ananas e gamberi Crema di asparagi e ricotta e capesante Fettine di mela e gorgonzola Farciture a base di pesce Burro e salmone o acciughe Mousse di tonno o di salmone Salsa tonnata e insalata Gamberi in salsa rosa Baccalà mantecato Farciture con salumi Prosciutto cotto di Praga e provola affumicata Prosciutto cotto e paté di carciofi Paté di prosciutto cotto e fettine di sedano Prosciutto crudo e maionese Salame e cavolo cappuccio Farciture vegetariane Paté di olive nere e mozzarella a fettine Paté di funghi o paté di melanzane Crema di gorgonzola e ricotta con noci Formaggio spalmabile e zucchine grigliate Uova strapazzate con cipollottoTi è piaciuto questo articolo? Se cerchi altre idee sfiziose, leggi anche 20 idee per farcire tramezzini, tigelle e panini.
I posti più strani dove stagionare i formaggi.
In Italia esistono moltissimi tipi di formaggio, noi del Caseificio Nobili siamo esperti nella preparazione di formaggi freschi, ma la stagionatura è un argomento sempre molto interessante. Sapevi, ad esempio che grotte e cantine vengono ancora utilizzate a questo scopo? Per questo tipo di stagionatura e conservazione i materiali con sono state costruite o scavate hanno una particolare importanza. Particolarmente adatti sono i materiali lapidei porosi, come il tufo e le rocce calcaree e arenarie, che mantengono più stabile la temperatura. Di norma la temperatura è tra i 10 e i 15°C con una percentuale costante di alta umidità (80 – 90%), che non deve superare il 90% onde evitare la formazione di muffe. Formaggi stagionati in grotta I formaggi pecorini di grotta sono formaggi a lunga stagionatura prodotti con latte di pecore e maturati nelle grotte per circa sei mesi, finché la pasta non diventa dura e friabile. Ne sono un esempio il Pecorino di Filiano DOP e il Pecorino Romano DOP. Il Pecorino di Filiano di Potenza è stagionato in grotte di tufo mentre il Pecorino Romano utilizza grotte Etrusco-Romane presenti in tutte le province del Lazio. Il Formaggio Grotta del Caglieron della provincia di Treviso è invece di latte vaccino e stagionato in grotte di pietra arenaria per una durata compresa tra i 60 e i 90 giorni. Tra i formaggi vaccini stagionati in grotta ricordiamo anche i diversi tipi di Caciocavallo Pugliese e Irpino. Formaggi di fossa La terra del formaggio di fossa si estende da Talamello, in provincia di Rimini, passa per Sogliano, e arriva al confine con le Marche fino alle valli del Montefeltro e del Metauro. Il formaggio viene messo in sacchetti di tela bianca e adagiati a strati nelle tipiche fosse ovali di tufo. Può essere di pure latte di pecora, di vacca, misto oppure di bufala. Formaggi stagionati in miniere e tunnel ferroviari A Valpelline, in Val d’Aosta, esiste un magazzino di stagionatura per la Fontina che è stato ricavato in un’antica miniera di rame, sfruttata fino al 1946. Le rotaie di estrazione del minerale sono oggi utilizzate per movimentare le forme di formaggio. Anche in Valtrompia (BS), Valserina e Valbrembana (BG) esistono miniere che vengono oggi utilizzate per la stagionatura di diversi formaggi locali. In Francia il tunnel ferroviario de La Collonge è stato adattato perfettamente per la stagionatura di un formaggio locale. Formaggi stagionati in castelli e prigioni Castelli e roccaforti, grazie alla loro struttura, possono essere utilizzati per la stagionatura dei formaggi all’interno di apposite aree allestite nei sotterranei. È il caso, ad esempio, del Castello di Schio, in provincia di Vicenza, che viene utilizzato per la stagionatura di prodotti agricoli e alimentari dal 2010. Hai mai provato un formaggio stagionato in una antica prigione medioevale? In alcune zone d’Italia, come a Sogliano al Rubicone (FC), esiste questa possibilità.Ti ha incuriosito questo articolo? Forse potrebbe interessarti conoscere anche i latti più strani per fare i formaggi.
Quali sostanze nutritive contiene il formaggio?
Una buna alimentazione deve essere il più possibile equilibrata e varia, perché il nostro organismo ha bisogno di tutti i tipi di nutrienti per funzionare in un modo corretto. Alcuni sono essenziali a sopperire al fabbisogno di energia, altri a rendere possibili i processi fisiologici e ad alimentare il ricambio delle cellule, altri ancora hanno funzione protettive. Per questo in una dieta sana dovremmo inserire anche il consumo di formaggio, da consumare come secondo piatto 2-3 volte a settimana, prediligendo il consumo di formaggi freschi come la mozzarella e la ricotta. Quali sostanze nutritive contiene il formaggio? I formaggi sono ricchi di tutte le sostanze nutritive che sono presenti anche nel latte, essendone dei derivati. Infatti contengono: Proteine Minerali Vitamine Grassi Le proteine In un bicchiere di latte parzialmente scremato da 125 g sono contenute il 3,15% di proteine, in 100 grammi di formaggio ce n’è una quantità dieci volte superiore. I minerali Una delle sostanze più importanti, presenti nei formaggi, sono i minerali, come il calcio, il fosforo e il sodio. Il calcio, infatti, aiuta a mantenere ossa e denti sani e a regolare la coagulazione del sangue. Il fosforo, invece, aiuta a metabolizzare meglio il calcio. Le vitamine Nei formaggi sono presenti le vitamine A, B2, B12 e D le quali soddisfano circa il 30% del fabbisogno giornaliero di un adulto. Grassi Anche i grassi sono necessari a una sana alimentazione e questi sono contenuti in buona dose nei formaggi. I grassi sono necessari per dare la giusta energia al corpo.E tu hai già inserito i formaggi nella tua alimentazione? Allora potrebbe interessarti anche la classifica dei formaggi più light.
Come si conserva il formaggio in frigo?

Ti capita spesso che il formaggio faccia la muffa e non duri per il tempo che avevi sperato? Oggi il Caseificio Nobili ti dà 3 consigli su come conservare il formaggio in frigo e farlo durare più a lungo. 1. Temperatura I formaggi freschi, come mozzarella e ricotta, dovrebbero essere conservati a una temperatura tra i 2 e i 4 gradi, per questo è meglio riporli negli scaffali più bassi del frigorifero dove la temperatura è minore. I formaggi stagionati, come il grana, il pecorino e il parmigiano vanno conservati a una temperatura tra gli 8 e i 10 gradi, quindi il posto migliore sono gli scomparti più alti del frigo. Infine, i formaggi semi stagionati come la provola, il taleggio o la caciotta, invece, andrebbero conservati tra i 6 e 8 gradi, quindi, per loro sarebbero da prediligere gli scomparti centrali del frigorifero. 2. Quali contenitori usare Per quanto comune, la pratica di conservare i formaggi avvolgendoli con la pellicola trasparente è sconsigliata. Se vuoi riporre in frigo un formaggio stagionato, usa la carta alimentare. Per grana, parmigiano e pecorino, invece, è meglio usare panni di cotone o lino inumiditi. Anche i formaggi freschi possono essere conservati in frigo dopo averne consumato una parte, basta utilizzare contenitori ermetici o la carta forno. Un appunto va fatto per la conservazione della mozzarella, che deve essere riposta insieme al suo liquido di conservazione. 3. Cosa fare se si forma della muffa sul formaggio? Se la muffa compare in formaggi stagionati o semi stagionati rimuovila con un coltello o con una spugna abrasiva, se, invece si forma sui formaggi freschi allora è necessario buttare il prodotto. A proposito di muffe e commestibilità, la crosta del formaggio si può mangiare? Scoprilo in questo articolo.
Cocktail e formaggi

Vuoi preparare un aperitivo a base di cocktail particolari e formaggi? Oggi, il Caseificio Nobili ti suggerisce quali cocktail abbinare ai diversi tipi di formaggio per valorizzarne il sapore.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] Formaggi freschi Con formaggi freschi, come la nostra mozzarella, la crescenza e il caprino, l’abbinamento migliore sono i cocktail a base di Prosecco, se poi l’evento si svolge nel primo pomeriggio, l’abbinamento con la frutta è quello più indicato. Infatti, conferiranno un tocco elegante e leggero al tuo aperitivo. HUGO: 1 calice di prosecco, 2 cucchiai di sciroppo di sambuco, foglioline di menta. SPRITZ: 1 parte di bitter, 2 parti di prosecco, 1 parte di acqua frizzante. BELLINI: 1 parte di granatina, 1 parte di succo di pesca, 2 parti di prosecco.[/vc_column_text][vc_column_text] Formaggi di media stagionatura Con formaggi di media stagionatura, come taleggio, caciotta e caciocavallo, l’abbinamento perfetto è con un Mexican Mule, un cocktail speziato ma dal gusto molto fresco. MEXICAN MULE: 1 parte di tequila, 2 parti di ginger beer, 2 spicchi di lime, 1/2 cucchiaino di zucchero di canna, mezzo cucchiaino di radice di zenzero tritata. Shakerate per 5-10 secondi con 4 o 5 cubetti di ghiaccio e servite guarnendo con una fetta di zenzero e un peperoncino fresco appena schiacciato. Formaggi a lunga stagionatura Per i formaggi a lunga stagionatura, come pecorino e parmigiano, i cui sapori sono decisi e intensi i cocktail ideale sono freschi e secchi, come il GIN TONIC AL ROSMARINO. Per un gustoso aperitivo analcolico provate con la polpa di un kiwi frullata, ghiaccio e ginger ale. Formaggi erborinati I formaggi erborinati sono quelli che, all’interno della pasta, presentano colonie di muffe che si palesano sotto forma di venature color verde, grigio o blu, come il Blue D’Aoste, il Castelmagno, il gorgonzola. Questi formaggi si abbinano perfettamente con i cocktail dolci a base di rum o whisky, come il Manhattan. MANHATTAN: 2 parti di whisky, 1 parte di vermut dolce, 2 gocce di angostura. Servire in un bicchiere a coppa ghiacciato. Ti è piaciuto questo articolo? Allora potrebbe interessarti anche birra e mozzarella un abbinamento da non sottovalutare.
5 curiosità sulla Parmigiana

La Parmigiana di melanzane è uno dei piatti più amati d’Italia, tanto che c’è chi non ci rinuncia nemmeno in spiaggia. Ma qual è l’origine di questo piatto? Perché si chiama Parmigiana? Qual è la ricetta originale? Oggi, il Caseificio Nobili ti svela 5 curiosità sulla Parmigiana. 1. Dove nasce la Parmigiana? L’origine del piatto viene contesa tra 3 regioni Emilia-Romagna, Sicilia e Campania. Se si segue la strada linguistica, la via più semplice conduce in Emilia-Romagna, in quanto Parmigiana sembrerebbe derivare dall’impiego del Parmigiano reggiano, prodotto tipico della regione. Dal punto di vista storico, però, l’ipotesi più accreditata vuole che la parmigiana di melanzane abbia origini siciliane. Infatti, l’ingrediente principale del piatto, le melanzane, furono importate per la prima volta dagli arabi, nel XV secolo, proprio in Sicilia. La prima testimonianza scritta della Parmigiana attribuisce, però, l’origine a Napoli. Infatti, è nel libro “Cuoco galante”, scritto nel 1733 da Vincenzo Corrado, cuoco alle dipendenze delle famiglie aristocratiche napoletane, che compare per la prima volta questo nome. 2. Perché si chiama Parmigiana? Anche l’origine del nome non è così chiara. Alcuni fanno derivare il nome Parmigiana, appunto dal Parmigiano Reggiano usato per la preparazione del piatto; altri invece ritengono che derivi dal siciliano “parmiciana“, ossia persiana, in quanto la disposizione delle melanzane fritte ricorderebbero la forma delle aste di legno che compongono l’oggetto. 3. Qual è la ricetta originale della Parmigiana? La prima ricetta della Parmigiana di Vincenzo Corrado non assomigliava a quella che conosciamo oggi, infatti, al posto delle melanzane usava le zucchine, fritte nello strutto e condite con parmigiano e burro. Più simile, invece, la ricetta che si trova nel trattato “Cucina teorico pratica” di Ippolito Cavalcanti, pubblicato a Napoli nel 1839: “E farai friggere le melanzane e poi le disporrai in una teglia a strato a strato con il formaggio, basilico e brodo di stufato o con salsa di pomodoro e coperte le farai stufare”. 4. Le varianti regionali In alcuni paesi del salernitano e in Sicilia nella ricetta originale della Parmigiana si aggiunge anche del cioccolato fuso tra uno strato e l’altro. In Calabria, invece, ai vari strati si usa aggiungerne uno con uova sode affettate, mentre la Parmigiana di melanzane napoletana prevede che le melanzane vengano rigorosamente fritte due volte. 5. La Parmigiana più grande del mondo La Parmigiana più grande del mondo è stata realizzata a Reggio Calabria alla Sagra della Melanzana nel 2010. Il piatto pesava in totale 378 Kg ed è stato realizzato con 450Kg di melanzane, 40kg di mozzarella, 180 litri di passata di pomodoro. Conoscevi queste curiosità sulla Parmigiana di melanzane? Allora potrebbe interessarti anche 7 curiosità sulla mozzarella in carrozza.
20 idee per farcire tramezzini, tigelle e panini.
Il Veneto è la patria dei tramezzini ma ogni regione ha le sue specialità da farcire! Stai progettando un picnic, un pranzo all’aria aperta o un aperitivo tra amici? Stupisci i tuoi commensali con queste 20 idee per farcire tramezzini, tigelle, panini, piadine ecc… e se a Pasquetta piove? Leggi il nostro articolo su come realizzare un perfetto picnic dentro le mura di casa! Con il pesce: Salmone, avocado a fettine sottili, rondelle di cetriolo e salsa allo yogurt. Gamberetti in salsa rosa e zucchine crude a julienne. Tonno affumicato, mozzarella e capperi. Tonno sottolio, olive verdi e maionese. Vegetariani: Mozzarella, pomodoro, melanzane grigliate e origano. Gorgonzola, mela verde e noci. Pomodori secchi, ricotta e basilico. Feta, olive, cetrioli, pomodoro e origano. Con affettati: Stracchino, rucola e prosciutto crudo. Pollo grigliato, peperoni, salsa diavola e olive nere. Salame (soppressa vicentina), cavolo cappuccio e Asiago. Prosciutto cotto, uovo sodo a fettine e salsa tartara. Prosciutto arrosto, lattuga e senape. Roastbeef, patè di olive, rucola e pomodoro. Pancetta, funghi (o salsa ai funghi) e brie. Salame piccante e scamorza affumicata. Porchetta, cipolla caramellata e peperoni. Arrosto di tacchino, ricotta e pomodori secchi. Mortadella, provola e crema di carciofi. Caprino di capra, prosciutto affumicato e patè di olive.Ti sono piaciute queste idee? Forse potrebbero interessarti anche 10 modi sfiziosi per condire la mozzarella.
La crosta del formaggio si può mangiare?

Oggi facciamo chiarezza su un argomento curioso: la crosta del formaggio, ovvero la superficie che separa l’interno del formaggio dal mondo che c’è fuori. La crosta si forma già nelle prime fasi di lavorazione e salatura per poi modificarsi nel corso della maturazione e della stagionatura, anche a seconda del tipo di formaggio e dell’ambiente in cui è conservato. Ma la crosta del formaggio si può mangiare? La risposta è: dipende! Poiché la crosta è la parte più esposta a manipolazione e contatto con altre superfici, è anche quella più suscettibile alla contaminazione. Anche nel caso di formaggi con crosta edibile, particolare attenzione va posta sulla loro conservazione domestica, per evitare che si sviluppino microorganismi indesiderati. Formaggi senza crosta Innanzi tutto partiamo dai latticini e dai formaggi freschi: mozzarella, ricotta, stracchino, caprino e formaggi spalmabili non sono provvisti di crosta. Quindi tutto il prodotto può essere consumato senza problemi. Formaggi con crosta edibile, ovvero commestibile. In questa categoria rientrano diversi tipi di crosta. Partiamo da quelli a lunga stagionatura: il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano, il Trentingrana e il Vezzena, sono assolutamente edibili. Basta grattare con un coltello la parte più esterna. Poiché di solito si tratta di croste molto dure è abitudine quella di utilizzarle in cottura per insaporire i piatti. Molti le usano per zuppe, minestroni e risotti. È possibile anche passarle sulla griglia o in padella per una versione molto saporita e gustosa, oppure farle ammorbidire per qualche secondo in microonde. Le croste fiorite (ovvero quelle caratterizzate da una patina di muffa bianca) sono generalmente commestibili e anzi, sono una parte integrante del formaggio e ne arricchiscono l’aroma. Fanno parte di questa categoria formaggi come il Brie o il Camembert. Le croste lavate, come quelle del Puzzone di Moena o del Taleggio, sono batteriologicamente “vive” e conviene eliminarle. La leggera scorza della scamorza e della provola affumicata, così come di altri formaggi poco stagionati, può essere consumata. Formaggi con crosta NON commestibile. In commercio esistono molti formaggi la cui superficie viene trattata con conservanti. Le croste artificiali, ad esempio quelle trattate con paraffine, cere e coloranti, sono tutte da evitare. Questo è il caso ad esempio degli strati protettivi utilizzati per formaggi come il Gouda, l’Edamer, alcuni pecorini o alcuni Fontal. Anche alcuni tipi di provolone e di caciocavallo utilizzano trattamenti simili e quindi è il caso di non consumarne la parte esterna. La crosta degli erborinati (come il Gorgonzola) è considerata non edibile, perché facilmente soggetta a contaminazione con microorganismi indesiderati, a differenza delle muffe contenute all’interno, che sono controllate e caratterizzano fortemente il gusto di questo tipo di formaggi. Quando le croste sono trattate con conservanti, in particolare con l’E235 (natamicina), vanno evitate. Questo è il caso, ad esempio, di alcuni pecorini, caprini freschi, ma anche di Asiago e Montasio. In questo caso l’etichetta del formaggio deve riportare il conservante e la dicitura “crosta non edibile”.
Mozzarella condita: 10 idee sfiziose
La Mozzarella è un alimento gustosissimo anche al naturale, quando sprigiona tutto il suo sapore. Ma se cerchi qualche idea per renderla ancora più appetitosa e diversa dal solito, potresti provare qualcuna di queste sfiziose varianti. L’unica accortezza che ti consigliamo è quella di tagliare la nostra Fior di Latte Fiorita qualche minuto prima di condirla per lasciarle liberare un po’ di latte e non mischiarlo al condimento. Come condire la mozzarella 1. Il metodo classico Con olio extravergine di oliva, sale e pepe. 2. Con le spezie essiccate Mescola un cucchiaino di peperoncino tritato, uno di origano, una manciata di pepe. Condisci con olio extravergine di oliva e il trito di spezie. 3. Con le spezie fresche Metti a marinare le ciliegine Nobili con un intingolo di olio, sale, peperoncino fresco a fettine sottilissime e abbondante menta fresca. Lascia riposare per un ora prima di servire. 4. Alla ligure Cospargi con 2 cucchiai di pesto, allungato con un filo d’olio extra vergine d’oliva per renderlo più cremoso. 5. Alla mediterranea Frullando 4 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva, 2 spicchi d’aglio, mezzo mazzetto di basilico, sale, pepe e un cucchiaino di succo di limone. 6. Alla siciliana Con acciughe (o alici) e un battuto di capperi, origano e pomodori secchi sottolio, da amalgamare con un filo d’olio extra vergine. Potete aggiungere al battuto anche delle olive nere o usarle in sostituzione dei capperi. 7. Al balsamico Con olio d’oliva, qualche goccia di aceto balsamico di qualità o di glassa d’aceto, qualche foglia di crescione tritato o di basilico fresco, sale e un pizzico di pepe. 8. Con la bottarga Con un filo di olio extra vergine d’oliva, basilico fresco tritato e scaglie di bottarga. 9. Con il tartufo fresco Con un filo d’olio extra vergine di oliva, una spruzzata di pepe e scaglie di tartufo. 10. Con miele e foglie di menta Emulsionate 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva, un cucchiaio di miele d’acacia, 2 cucchiai di succo di limone e un pizzico di sale. Versate sulla mozzarella tagliata a fette, guarnite con la buccia di limone a striscioline e le foglie di menta (15-20 foglioline di menta per 500 gr di mozzarella) e spolverate con abbondante pepe.Ti sono piaciute queste idee? Forse potrebbero interessarti anche i migliori abbinamenti tra vini e mozzarella.
Spiedini scamorza e pancetta: ricetta

Cerchi una alternativa gustosa ai soliti spiedini di carne? Oggi il Caseificio Nobili ti propone una ricetta semplice e veloce, gli spiedini di scamorza affumicata e pancetta! INGREDIENTI PER 4 SPIEDINI: Provola affumicata Nobili 500 g Peperone rosso 1 Pancetta 16 fette Olio q.b. Rosmarino 4 rametti Abbiamo utilizzato: Provola affumicata PREPARAZIONE [/vc_column_text][vc_column_text]Comincia la ricetta tagliando la scamorza/provola a cubetti di circa 3 o 4 cm per lato.[/vc_column_text][vc_column_text]Lava e pulisci il peperone, tagliandolo a quadratini della stessa misura della scamorza.[/vc_column_text][vc_column_text]Avvolgi 16 bocconcini si scamorza affumicata con una fetta di pancetta ciascuno.[/vc_column_text][vc_column_text]Mentre infilzi sugli spiedini 4 bocconcini di scamorza ciascuno, alternandoli col peperone, scalda la piastra con un filo d’olio.[/vc_column_text][vc_column_text]Decora ogni spiedino con un rametto di rosmarino e cuocili sulla griglia finchè la pancetta non sarà croccante e la scamorza morbida, ma non squagliata. Servili con dell’insalata o altre verdure precedentemente grigliate. Ti è piaciuta questa ricetta? Allora potrebbe interessarti anche la ricetta dei bocconcini di mozzarella croccanti