12 curiosità sul panettone, che forse non sapevi.
Il panettone, tipico dolce natalizio milanese, è il re indiscusso delle feste di Natale. Oggi il Caseificio Nobili ti svela, però, 12 curiosità sulla storia di questo dolce, che forse non sapevi. 12 curiosità sul Panettone 1. L’origine Le storie sull’origine di questo dolce sono molte, ma esistono tre leggende principali. La prima narra che il panettone, sia nato per errore, durante il pranzo di Natale, preparato per Ludovico il Moro. Il cuoco di corte avrebbe, infatti, scordato il dolce in forno, facendolo bruciare, ma lo sguattero Toni, trovò la soluzione per servirlo lo stesso, unì all’impasto salvabile burro, uvetta e canditi, dando così origine al Pan di Toni, poi divenuto panettone. Un’altra leggenda vuole che il tipico dolce natalizio sia stato inventato da Ughetto degli Antellari per conquistare Adalgisa, figlia del fornaio Toni. Infine, altra leggenda attribuisce la nascita del panettone alla monaca Ughetta, che per il giorno di Natale aggiunse all’impasto di pane e zucchero, burro, canditi e uvetta, tracciando sulla sommità del dolce una croce, in segno di benedizione. 2. La prima testimonianza La prima testimonianza del panettone risale al 1599, nel registro delle spese del Collegio Borromeo di Pavia. Infatti, è presente il riferimento al Pane di Natale, servito agli studenti ospiti della struttura durante il pranzo di Natale. 3. La forma La forma del panettone, come la conosciamo oggi, e nata solo intorno al 1920, quando Angelo Motta, cercò di modificarne la ricetta per renderla più gustosa. Per questo utilizzò una guaina di cartone, detta guepiere, per fasciare il dolce, dandogli una forma a fungo, che permetteva di renderlo meno bruciato e più soffice. 4. I panettoni di San Biagio A Milano è tradizione conservare una fetta del panettone, mangiato a Natale, per consumarla a digiuno il 3 febbraio, festa di San Biagio. Infatti, questa tradizione deriva da un rito propiziatorio contro raffreddori e mal di gola, in quanto San Biagio è il protettore della gola, “San Biase l benediss la gola e el nas” (San Biagio benedice la gola e il naso). 5. Il rito del ciocco Un’altra tradizione legata al panettone, che però è andata a perdersi col tempo, è quella del ciocco. Il ciocco era una moneta d’oro o d’argento che veniva nascosta dentro alla Carsenza, antenato del panettone, poiché chi trovava il dono nella propria fetta avrebbe avuto fortuna per tutto l’anno nuovo. 6. Il pane-spezzato Pietro Verri racconta che nel IX secolo si era consolidata una tradizione natalizia legata al panettone, o meglio alla sua primaria ricetta. La tradizione voleva che venisse spezzato con le mani dal capofamiglia, che poi distribuiva i pezzi agli altri componenti della famiglia, in una sorta di rievocazione dell’Ultima Cena. 7. Il marchio panettone artigianale La Camera di Commercio di Milano ha registrato il marchio di panettone prodotto artigianalmente. Il marchio può essere utilizzato solo se si segue il regolamento del disciplinare di produzione, redatto dal Comitato dei Maestri Pasticceri Milanesi. 8. La prima comparsa nel vocabolario Il termine Panaton, per indicare il classico dolce natalizio milanese, compare per la prima volta nel glossario milanese-italiano nel 1606 e nel 1839 compare con il termine Panaton de Natal. 9. Il panettone è il dolce natalizio preferito dagli italiani Secondo Coldiretti tra panettone e pandoro, la contesa la vince il panettone, che durante il periodo natalizio viene preferito da 3 italiani su 4. 10. L’evento per gli amanti del panettone Ogni anno, dal 2008, a Milano a fine novembre si tiene l’evento Re Panettone, il cui fulcro è l’esposizione dei migliori panettoni artigianali italiani. 11. Come il bon ton consiglia di mangiare il panettone Se il panettone viene servito in naturalezza andrebbe mangiato con le mani, tenendo la fetta con la mano sinistra e mangiando con la destra, staccando dei piccoli pezzi. Se invece viene servito con salse e crema, allora bisogna disporre la fetta lateralmente su un piattino, accompagnandola alla crema, e utilizzare forchetta e cucchiaio da dolce. Con la forchetta si tiene ferma la fetta, mentre con il cucchiaio si spezzano i pezzi e si raccoglie la crema. Inoltre, il dolce andrebbe servito prima della frutta e categoricamente non insieme al caffè. 11. Il paninettone: come riciclare il Panettone avanzato Panini Durini, un concept Made in Italy nato nel 2011 a Milano, ha pensato di utilizzare il panettone avanzato per fare dei panini salati, seguendo l’indicazione della pasticceria salata.Conoscevi queste curiosità sul Panettone? Allora potrebbe interessarti anche 10 curiosità sul Pandoro.
I 10 piatti preferiti dagli italiani a Natale
Dubbi sul menù di Natale? Espresso Communication, analizzando gli hashtag su Instagram, ha stillato una classifica dei cibi preferiti dagli italiani durante le feste natalizie. Oggi il nostro Caseificio ti svela la classifica dei 10 piatti preferiti dagli italiani a Natale. I 10 piatti natalizi preferiti dagli italiani 1. Lasagna La lasagna è il piatto che più spopola a Natale, con bene 760mila hashtag. Il piatto emiliano a base di sfoglia, ragù e besciamella, sembra aver conquistato anche i palati, al di fuori della regione di origine. Se per Natale vuoi rendere questo piatto ancora più sfizioso, prova la nostra ricetta della lasagna filante. 2. Panettone Il panettone si classifica al secondo posto con 580mila hashtag. Il dolce tipico milanese riscuote gran successo nei social, superando il suo acerrimo avversario il pandoro. Se vuoi saperne di più sui gusti degli italiani su pandoro e panettone scopri il nostro articolo: “Panettone o Pandoro? Qual è il preferito dagli italiani?” 3. Tortellini Al terzo posto troviamo un altro primo, tipico della cucina emiliana, i tortellini, con 450mila hashtag. Con la panna o in brodo, questo piatto conquista adulti e bambini, aggiudicandosi un posto nel podio dei piatti preferiti dagli italiani a Natale. 4. Anguilla Al quarto posto troviamo un secondo tipico della tradizione napoletana, che sembra però aver sconfinato in tutta Italia. L’anguilla è il secondo piatto natalizio preferito dagli italiani, con ben 390mila hashtag. 5. Salumi e formaggi Come antipasto non possono mancare salumi e formaggi, con 293mila hashtag. Salumi e formaggi tradizionali e di prima qualità, come i prodotti del nostro Caseificio, rendono la degustazione dei taglieri una vera esperienza di degustazione, che non può essere persa nemmeno a Natale. 6. Tartine Al sesto posto, troviamo un altro antipasto, le tartine, con 270mila hashtag. Grazie alla varietà di combinazioni di sapori, le tartine sono il secondo antipasto preferito dagli italiani a Natale. 7. Zuppa All’ottavo posto, con 160mila hashtag, troviamo la zuppa. Un altro piatto con cui sbizzarrirsi in cucina, e dalle tantissime varianti a seconda degli ingredienti scelti. Questo piatto non solo riscalda la pancia degli italiani, ma anche il loro cuore a Natale. 8. Pandoro Solo nono posto, invece, per il secondo dolce simbolo del Natale, il pandoro, con 157mila hashtag. La combinazione di zucchero a velo, farina e abbondante burro, conquista però la preferenza di giovani e bambini. 9. Frutta secca Prima di chiudere con il dolce perché non concedersi un po’ di frutta secca? Bagigi, noci, pistacchi conquistano il decimo posto dei piatti preferiti dagli italiani a Natale, con 99mila hashtag. 10. Lenticchie Completano la classifica le lenticchie con 93mila hashtag. Questo è il contorno preferito dagli italiani durante le feste natalizie, sarà mica perché portano fortuna?Ti è piaciuta questa classifica dei 10 piatti preferiti dagli italiani a Natale? Allora potrebbe interessarti anche i 10 dolci più buoni e famosi d’Italia.
I cibi preferiti dagli italiani a colazione
La colazione è sicuramente un pasto importante per cominciare bene la giornata, infatti, l’85% degli italiani dichiara di fare colazione ogni mattina. Ma quali sono i gusti degli italiani in fatto di colazione? Oggi il Caseificio Nobili ti svela la classifica degli 8 cibi e bevande preferiti dagli italiani per la colazione. I cibi preferiti dagli italiani a colazione 1. Caffè e biscotti Per molti italiani, il 62%, a colazione non può mancare una tazza di caffè, mentre il cibo preferito per fare colazione sono i biscotti, da quelli più semplici con farina, burro e zucchero, a quelli più ricchi con gocce di cioccolato, nocciole. 2. Latte e brioches Al secondo posto troviamo il latte, scelto dal 38% degli italiani, in quanto incontra maggiormente anche il gusto dei bambini e come alimento le brioches, un vero classico della colazione, scelte dal 43% degli italiani. 3. Cappuccino e fette biscottate con creme spalmabili Al terzo posto troviamo un altro classico della colazione, il cappuccino, scelto dal 29% degli intervistati. Sempre al terzo posto le fette biscottate o il pane con burro, marmellata o altre creme spalmabili. 4. Succo di frutta e cereali Al quarto posto della classifica troviamo i succhi di frutta e le spremute, 27% delle preferenze e i cereali (30%), che grazie alle loro moltissime varianti riescono ad accontentare i palati più diversi. 5. Te e yogurt Il te è la bevanda scelta per la colazione dal 23% degli italiani. Lo yogurt, invece, viene mangiato dal 27% degli italiani, circa 1 persona su 4. 6. Acqua e dolci Molti italiani hanno la sana abitudine di bere a colazione almeno un bicchiere d’acqua, circa il 19%, mentre i dolci sono la scelta preferita, come alimento per la colazione dal 20% degli italiani. 7. Tisane e frutta Tisane e frutta conquistano il settimo posto, le prime scelte dal 6% e la seconda dal 13% degli italiani. 8. Centrifughe e colazione salata La colazione salata è scelta da circa il 10% degli italiani, con toast, affettati, uova o formaggi. Mentre come bevande all’ottavo posto si classificano le centrifughe di frutta o verduraTi è piaciuta questa classifica dei cibi e bevande preferiti dagli italiani per colazione? Allora potrebbe interessarti anche i 10 dolci più buoni e famosi d’Italia.
Pandoro o Panettone? Qual è il preferito dagli italiani?
Mancano pochi giorni a Natale e una delle discussioni più accese in questo periodo riguarda i due dolci tipici e rappresentativi del periodo: è meglio il Pandoro o il Panettone? Oggi il Caseificio Nobili vi svela qual è quello preferito dagli italiani. Gli italiani preferiscono il Panettone Secondo un’analisi di Coldiretti 3 italiani su 4 preferiscono acquistare il Panettone, il tipico dolce natalizio milanese. Quest’ultimo riscuote maggiore successo anche nelle recensioni ed è più citato rispetto al Pandoro. Il Pandoro è il dolce natalizio preferito dai giovani Al secondo posto dei dolci più scelti per Natale, però, rimane saldo il Pandoro e sembra anche quello più scelto una volta terminate le feste, durante il resto dell’anno. Il Pandoro, grazie alla sua combinazione di zucchero e burro, è però preferito da giovani e bambini, che sembrano non gradire canditi e uvetta, tipici del Panettone. Panettone e Pandoro artigianali Un altro dato molto interessante, rilevato da Coldiretti, è che gli italiani preferiscono acquistare Panettoni e Pandoro artigianali, piuttosto che industriali, nonostante la sostanziale differenza di prezzo. Sembra infatti che la scelta di farina, uova, burro di qualità, come quello del nostro caseificio, sia di fondamentale importanza per celebrare al meglio le feste natalizie, con un bel dolce tipico.E tu cosa preferisci tra Pandoro e Panettone? Se ti è piaciuto questo articolo allora potrebbe interessarti anche le 10 curiosità sul Pandoro.
I 5 formaggi italiani più buoni da cuocere alla piastra
Vai pazzo per il formaggio filante? Anche noi! È per questo che abbiamo deciso di suggerirti i formaggi perfetti per essere cucinati alla griglia. Caldi, filanti al punto giusto, con quella crosticina irresistibile… abbiamo già l’acquolina in bocca! I formaggi ideali per essere cotti alla piastra sono quelli a pasta dura o semidura, e non troppo stagionati. I 5 formaggi italiani più buoni da cuocere alla piastra 1. Tomino Ha crosta morbida e pasta semidura, che si scioglie facilmente. Una volta cucinato, puoi gustare un piacevole contrasto tra la crosta croccante e l’interno morbido. Per assaporare una versione più gustosa, avvolgi il tomino nello speck e poi cucinalo sulla piastra; è ottimo insieme alle patate lesse o al forno. 2. Fontina Tipica della Valle d’Aosta, la fontina si presta a essere fusa, come sembra suggerire il nome stesso, che potrebbe derivare dal termine francese antico fontis o fondis, a indicare la sua propensione a fondersi col calore. Rimuovi la crosta, taglialo a fette spesse e cucinalo per qualche minuto. Se di media stagionatura, anche la fontina può essere avvolta nello speck prima di essere grigliata. 3. Caciotta romana Originaria del Lazio, la caciotta romana è un formaggio a pasta semidura. Si può cuocere in due modi: in caso di pezzatura grossa, puoi tagliare la caciotta romana infette spesse o a cubetti, con i quali formare degli spiedini; in caso di una pezzatura di dimensioni ridotte, appoggiala direttamente sulla griglia, in modo da fondere i bordi, mantenendo la pasta morbida all’interno. 4. Scamorza La scamorza è ottima per la cottura alla piastra a prescindere dal grado di stagionatura. Tagliata a fette spesse circa 1 centimetro regala tutto il suo sapore. Se la pezzatura non è molto grande, puoi tagliarla a metà, cucinarla e poi servirla su una fetta di pane. 5. Provola Per una provola filante, tagliala a fette piuttosto spesse, cuocila a fuoco medio e poi condiscila a tuo gusto: con pepe, peperoncino, menta, timo, semi come finocchio o sesamo; frutta a guscio grossolanamente tritata, miele o marmellata.Ti è piaciuta questa classifica dei migliori formaggi alla piastra? Allora scopri anche i formaggi più buoni del mondo
7 curiosità sulla mozzarella in carrozza
Croccante fuori e filante dentro, la mozzarella in carrozza è un piacere a cui è difficile resistere. Oltre a esser gustosa, porta con sé alcune curiosità che vogliamo condividere con te. Partiamo! 7 curiosità sulla mozzarella in carrozza 1. Una storia ultracentenaria Ricetta semplice e povera, con una storia ultracentenaria. La mozzarella in carrozza nasce nelle campagne della Campania, nei primi anni dell’Ottocento, per utilizzare mozzarella e pane avanzati e, quindi, non più freschi. 2. Il nome deriva dalla sua forma La mozzarella in carrozza risale all’epoca precedente l’avvento del pane in cassetta (o pancarré). Infatti, originariamente era avvolta da due fette di pane da forno rotondo, ricordando così proprio la ruota di una carrozza. Il tutto viene poi immerso nell’uovo, impanato e fritto. 3. Cambiano gli anni, cambia la forma La mozzarella in carrozza assume la forma quadrata con cui la conosciamo oggi, dopo gli anni ’40, quando il pane in cassetta arriva in Italia, grazie all’esercito americano. La sua evoluzione? Il toast. 4. Un nome che è anche arte “Mozzarella in carrozza” è anche il titolo di una famosa opera d’arte di Gino De Dominicis, un’installazione del 1970 composta da una carrozza vera e propria che custodisce una mozzarella fresca, che viene sostituita ogni giorno. 5. Esiste in più versioni La mozzarella in carrozza ha anche una versione romana e veneziana, che prevedono l’utilizzo del fiordilatte al posto della mozzarella di bufala e l’aggiunta di acciughe o prosciutto cotto. 6. La mozzarella in carrozza protagonista di una scena in “Ladri di biciclette” Vittorio de Sica, in “Ladri di biciclette” dedica una scena alla mozzarella in carrozza. Il protagonista del film insieme al figlio, non potendosi permettere molto, al ristorante decide di gustarsi come portata principale proprio questo piatto. 7. Una mozzarella in carrozza da Nobili Se vuoi rendere questo piatto ancora più buono, usa la nostra Fiorita, fatta con il 100% di latte italiano, e segui la ricetta della nostra mozzarella in carrozza.
Gli 8 stili di pizza più amati dagli americani
L’amore per la pizza non è solo italiano, infatti anche negli USA questo piatto è apprezzatissimo, tant’è che ne sono nate diverse versioni a seconda delle tradizioni e delle località. Oggi il Caseificio Nobili ti svela la classifica degli 8 stili di pizza più amati dagli americani. 8 stili di pizza più amati dagli americani 1. NEW YORK STYLE Lo stile di pizza più famoso negli USA è quello newyorchese, che nella Grande Mela chiamano combat food. È nato agli inizi del 1900 come variante della pizza Napoletana. Viene usualmente consumata come street food, mangiata con le mani, piegandola in due. Viene servita a spicchi e la crosta si presenta morbida e sottile, i gusti in cui viene proposta più frequentemente sono margherita, formaggio, o pepperoni. 2. CHICAGO STYLE Altro stile di pizza molto diffuso negli USA è la Chicago style, chiamato anche deep dish pizza. Questa ricetta più che una pizza ricorda una trota, infatti la crosta è molto spessa e alta e la base si compone di strati di formaggio grattugiato, mozzarella e pomodoro. il risultato finale è una base croccante con abbondante farcitura. 3. PIZZA NAPOLETANA La pizza Napoletana entra nel podio ma solo al terzo posto, in quanto ha preso piede solo negli ultimi anni. Le caratteristiche principali della pizza Napoletana sono: pasta a lievitazione naturale, cottura in forno di pietra e condimento con pomodoro e mozzarella per pizza, come quella della nostra linea professionale. Il risultato è una pizza con cornicione alto con una pasta soffice e un sapore italiano inconfondibile. 4. SICILIAN SLICE La pizza Sicilian Slice è una pizza originaria di Palermo, ma che ha avuto successo soprattutto in America. Viene chiamata anche Sfincione Il nome significa letteralmente spugna, e descrive il modo in cui la pasta assorbe gli oli della teglia. È di forma rettangolare, molto soffice e spessa. È condita con pomodoro, formaggio a pasta dura, grattugiato e pangrattato. 5. NEW HAVEN STYLE Questo stile di pizza come dice il nome è nato a New Haven, nel Connecticut. Le sue caratteristiche sono una pasta fine con crosta croccante, cottura in forno a carbone, condimento con pomodoro, origano e pecorino romano (la mozzarella invece viene considerata un’aggiunta). Spesso viene servita su un foglio di carta da forno. 6. MONTANARA La pizza Montanara è di origine napoletana e deve il suo nome ai contadini che arrivavano delle montagne e che mangiavano panini conditi con sugo di pomodoro, basilico e formaggio. La caratteristica principale di questa pizza è il fatto che la pasta venga fritta, e poi condita con salsa marinara, formaggio e basilico. Infine, viene passata nel forno, donandogli un tocco affumicato e rendendo la crosta più ariosa. 7. CALIFORNIA STYLE Al settimo posto troviamo la pizza California style. Questa si distingue per una crosta molto sottile e i condimenti un po’ insoliti per i palati italiani, come l’uso dell’avocado. La sua creazione è attribuita genericamente agli chef Ed LaDou e Chez Panisse di Berkeley. Wolfgang Puck è invece colui che l’ha resa famosa nel resto degli Stati Uniti. 8. PHILADELPHIA TOMATO PIE La Philadelphia Tomato Pie è una pizza che assomiglia per la preparazione allo Sfincione siciliano: soffice, morbida e ben condita. Non una pizza come quella napoletana, ma più una focaccia con la consistenza del pane-pizza, cotta in teglia. Altra caratteristica particolare, la salsa di pomodoro è dolce e molto densa.Conoscevi questi stili di pizza americani? Allora, potrebbe interessarti anche i 10 piatti preferiti dagli italiani.
Perché si dice cheese quando si scatta una fotografia?
Ti sei mai chiesto perché si dice “cheese” quando si scatta una fotografia? Oggi il Caseificio Nobili ti svelerà come è nata questa usanza e perché. Perché si dice cheese quando si scatta una fotografia Per pronunciare la parola cheese – che in inglese significa formaggio – è necessario chiudere i denti e allargare leggermente la bocca, proprio come quando sorridiamo. Quindi, si usa questo espediente davanti alla macchina fotografica, per riuscire a scattare una foto in cui il soggetto risulti con un sorriso naturale. Da prunes a cheese Questa usanza però si è affermata solo nella prima metà del Novecento. Infatti, fino alla metà dell’Ottocento sorridere davanti alla macchina fotografica era considerato una sorta di tabù.Ai soggetti si richiedeva di avere un’espressione seria, in quanto si credeva che in questo modo la persona sarebbe risultata più autorevole; mentre ridere e sorridere era sconveniente, in quanto avrebbe rappresentato una persona frivola dedita a sbronze e scorribande.Mark Twain – scrittore e umorista statunitense – scriveva: “Una fotografia è un documento importante, e non c’è niente di peggio che lasciare ai posteri uno sciocco, stupido sorriso catturato e fissato per sempre”.Per questi motivi quando si scattava una foto non si usava l’espressione “cheese” ma “prunes” (prugne), che per essere pronunciata costringe a serrare le labbra, assumendo di conseguenza un’espressione più severa.Con il tempo il modo di fotografare si è modificato e nel panorama storico sono apparse nuove tecnologie, tutto questo ha contribuito a cambiare anche il modo di porsi davanti all’obiettivo, facendo diventare una consuetudine nel Novecento sorridere in foto. Ad avere grande influenza furono soprattutto l’introduzione delle fotocamere Pocket e Brownie, che richiedevano tempi di scatto notevolmente ridotti rispetto alle macchine usate in precedenza e il diffondersi della fotografia amatoriale. Quando nasce l’espressione cheese per scattare una foto La prima testimonianza sull’usanza di dire cheese quando si scatta una foto risale al 1943. Fu riportata a un cronista del The Big Spring Herald dall’ambasciatore americano Joseph E. Davies, il quale raccontò di averla sentita da un misterioso politico che si scoprì essere poi Franklin Roosevelt. Il presidente Roosevelt la usava appunto per sfoggiare un bel sorriso in foto, proponendo una nuova immagine di sé, sorridente e ottimista.Conoscevi questi fatti sul dire cheese quando si scatta una fotografia? Allora potrebbe interessarti anche le scene di film e serie tv più memorabili con la pizza.
I 10 dolci più buoni e famosi d’Italia
I dolci sono una buonissima tentazione, a cui è difficile resistere, soprattutto se sono specialità italiane, quindi come scegliere quale dessert gustarsi? Oggi il Caseificio Nobili vi svela i 10 dolci più buoni e famosi d’Italia. I 10 dolci più buoni e famosi d’Italia 1. Tiramisù Uno dei dolci più famosi d’Italia è l’inconfondibile Tiramisù, le cui origini sono contese tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Noto anche nelle sue numerose varianti, la ricetta originale prevede savoiardi inzuppati nel caffè e crema di mascarpone, uova e zucchero, il tutto ricoperto da una spolverata di cacao. Una combinazione di sapori irresistibile. 2. Cannoli siciliani I Cannoli siciliani sono assai rinomati, anche grazie alla cinematografia italoamericana. Questo dolce tipico siciliano è stato anche inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionale italiani del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. I Cannoli siciliani si compongono di una cialda di pasta fritta detta scòrza e un ripieno di ricotta. Al ripieno vengono poi aggiunti canditi e gocce di cioccolato. 3. Strudel Lo Strudel è un dolce diffuso in tutta l’Europa centrale, con origini antichissime. Preparato soprattutto in Trentino Alto Adige, si compone di un impasto di farina e uova con una farcia di uvetta, pinoli, cannella e mele renette del territorio. Ottimo da gustare con una tazza di te o di vin brulè, davanti a una cima innevata. 4. Cassata siciliana Un altro tra i dolci più buoni e famosi d’Italia è la Cassata siciliana. Base di pan di Spagna e pasta reale, con farcia di ricotta e frutta condita, nonostante questa sia la ricetta originale, ne esistono diverse varianti a seconda della zona. 5. Maritozzo con la panna Il Maritozzo è un dolce tipico del Lazio, il suo nome deriverebbe dall’usanza di offrire questo dessert alle future spose e chi lo donava era definito «maritozzo». Il Maritozzo consiste in una piccola pagnotta impastata con farina, uva, miele, burro, farcita con panna montata e spesso arricchito con pinoli, uva o arancia candita. 6. Pasticciotto Simbolo della pasticceria salentina, il Pasticciotto dopo il ’900 ha preso il sopravvento. È composto da pasta frolla ripiena di crema pasticcera e cotto al forno. Nel tempo però sono nate moltissime varianti, soprattutto per quanto riguarda la forma e la farcitura. 7. Pastiera napoletana La Pastiera napoletana è un dolce tipico delle festività pasquali, che ha avuto il riconoscimento come prodotto agroalimentare tradizionale campano. È una torta di pasta frolla farcita con un impasto a base di ricotta, zucchero, uova e grano bollito nel latte. Nella ricetta classica gli aromi utilizzati sono cannella, scorze d’arancia, vaniglia e acqua di fiori d’arancio. 8. Sbrisolona La Sbrisolona è un dolce del Nord Italia, originario della città di Mantova, ma comunemente prodotta e consumata in Lombardia, Emilia-Romagna e nel Veronese. Si compone di farina bianca, farina gialla e zucchero in parti uguali, amalgamati da abbondante burro. Il tratto caratteristico del dolce sta nella sua consistenza irregolare, dovuta alla lavorazione veloce e al taglio grossolano delle mandorle. 9. Sebadas Dolce tipico della Sardegna, le Sebadas sono un dolce fritto costituito da pasta di farina di semola, acqua, strutto e scorza di limone, con all’interno del formaggio acidulo. Il tutto viene poi ricoperto con miele o zucchero. Insomma, un dolce davvero perfetto per gli amanti del formaggio, come noi. 10. Tenerina La torta Tenrina è un dolce tipico del ferrarese, il cui ingrediente principale è il ciaccolato fondente impastato con uova, burro e farina. La particolarità è data dal fatto che all’esterno si forma una piccola crosticina ma all’interno di questo dolce il cuore è tenero e cremoso.Ti è piaciuta questa classifica dei dolci più buoni e famosi d’Italia? Allora potrebbe interessarti anche i 5 piatti italiani più conosciuti all’estero.
Qual è la differenza tra formaggi freschi e stagionati?
Il mondo dei formaggi è ricco di sapori e gusti diversi che rendono ogni prodotto unico. Nonostante questo, è possibile distinguere i formaggi in due categorie principali: i formaggi freschi e quelli stagionati. Oggi il Caseificio Nobili vi svela le principali differenze tra formaggi freschi e stagionati. I formaggi freschi I formaggi freschi si distinguono da quelli stagionati, innanzitutto, proprio per il processo di stagionatura che per quelli freschi arriva a un massimo di 1 mese e viene chiamato maturazione. Per questo stesso motivo i formaggi freschi hanno anche dei tempi di deperibilità assai maggiori rispetto a quelli stagionati. Quali sono i formaggi freschi Tra i più conosciuti formaggi freschi si trovano: Mozzarella Ricotta Robiola Stracchino Crescenza Caprino Fiocchi di latte Philadelphia o altri formaggi spalmabili Sapore dei formaggi freschi Il sapore dei formaggi freschi ricorda ancora molto quello del latte, questo perché le componenti della materia prima non ha subito molte modifiche, quindi il sapore è ancora simile a quello originale. Inoltre, non c’è alcun cenno di piccantezza, in quanto i trigliceridi del latte rimangono alla loro forma complessa. Rispetto a quelli stagionati hanno, inoltre, una minore sapidità. Consistenza dei formaggi freschi I formaggi freschi sono per lo più a pasta molle, ossia quelli con una consistenza cremosa e tenera. Questo perché i formaggi freschi hanno un contenuto d’acqua superiore al 60%. Valori nutrizionali dei formaggi freschi A differenza dei formaggi stagionati il contenuto di grassi presente in questi formaggi è molto inferiore, infatti vengono definiti alimenti light. Inoltre, i formaggi freschi presentano una quantità maggiore di lattosio, in quanto il loro processo di stagionatura/maturazione è assai breve. I formaggi stagionati I formaggi stagionati differiscono da quelli freschi perché la loro stagionatura dura da 1 mese fino a oltre 12 mesi. La stagionatura è un processo di maturazione, in cui il formaggio subisce una trasformazione enzimatica, che ne modifica principi nutritivi, gusto e consistenza. Quali sono i formaggi stagionati I formaggi stagionati possono essere distintiti in base al tempo di stagionatura. Formaggi a stagionatura media: da 1 a 6 mesi. Asiago, Taleggio, Provola, Scamorza, Caciotta. Formaggio a stagionatura lunga: da 7 a 12 mesi. Emmental, Pecorino, Grana Padano, Parmigiano Reggiano. Formaggi extraduri: oltre i 12 mesi. Formaggi a stagionatura lunga, ma che vengono stagionati per più tempo. Sapore dei formaggi stagionati I formaggi stagionati hanno una grande varietà di aromi e un sapore intenso e sapido, legato alla liberazione del glutammato e alla presenza di maggiori quantità di sale rispetto a quelli freschi. Inoltre, possono avere un accento piccante, dovuto alla lipolisi. Consistenza dei formaggi stagionati I formaggi stagionati, in generale, sono tanto più duri quanto maggiore è la stagionatura, inoltre spesso sono dotati di crosta. Alcuni formaggi stagionati, come il Brie e il Gorgonzola, in fase di stagionatura vengono esposti a particolari muffe, che conferiscono alla pasta una consistenza più soffice. Valori nutrizionali dei formaggi stagionati I formaggi stagionati hanno un contenuto calorico, di grassi, di proteine e di sale maggiore rispetto ai formaggi freschi. I formaggi stagionati hanno però un basso contenuto di lattosio, che tende quasi a scomparire in quelli a lunga stagionatura.Conoscevi queste differenze tra i formaggi freschi e stagionati? Allora potrebbe interessarti anche la differenza tra Provola e Scamorza.