Degustazione di formaggi: come realizzarla a casa

Realizzare a casa una degustazione di formaggi da chef è più facile di quello che pensi. Perfetta come antipasto o aperitivo con ospiti, per le sue caratteristiche può diventare anche un ottimo piatto principale. Ecco come realizzarla a casa. Come predisporre la degustazione di formaggi Puoi presentare la tua degustazione di formaggi su un classico tagliere in legno, oppure su una lastra di pietra lavica, che va molto di moda, o un piatto da portata di colore scuro, in modo che i formaggi siano in contrasto con il supporto e che faccia ancora più scena. Sicuramente è un’ottima idea portare in tavola con i formaggi cracker, grissini o pane, da mangiare insieme ai formaggi più saporiti oppure tra un assaggio di formaggio e l’altro per rendere la bocca più neutra. Quanti formaggi proporre in una degustazione? Di solito si consiglia di procedere con una scelta di almeno 5 formaggi diversi. Puoi procedere con un tema, ad esempio scegliendo i prodotti di una determinata regione, o addirittura diversi tipi e stagionature dello stesso tipo di formaggio, con una degustazione “orizzontale”. Fai attenzione se scegli una degustazione di tutti formaggi erborinati (ovvero quelli con la muffa blu all’interno) perché, avendo un gusto particolarmente forte, potrebbero non piacere a tutti ed essere troppo impegnativa. Il nostro consiglio, se non sei un esperto, è di proporre i formaggi che più ami, o che ti hanno stupito. Prepara il tagliere in senso orario, partendo da quelli più freschi e morbidi a quelli più saporiti e stagionati. Salse, composte e confetture da abbinare ai formaggi In genere i formaggi si abbinano bene con il miele, la mostarda, le confetture e le marmellate. In commercio ci sono composte pensate specificatamente per accompagnare i formaggi, ma puoi anche realizzarle a casa. Gli abbinamenti sono fantasiosi e studiati per esaltare il gusto dei diversi tipi di formaggio. Cipolle di tropea e uvetta, ad esempio, è un abbinamento perfetto per formaggi semi stagionati, mentre le gelatine al vino bianco o rosso si sposano perfettamente con i formaggi erborinati. I formaggi più dolci, morbidi e cremosi sono esaltati da confetture di fragola, mirtillo, pera angelica e fico. Qui sotto una ricetta facile e veloce per la tua degustazione da chef! Salsa per formaggi vaccini delicati: ricetta facile Da abbinare a formaggi delicati a pasta bianca, come la nostra mozzarella Fiorita, è perfetta una salsa a base di cipolle rosse e succo di arancia, con un condimento di senape. Poi realizzarla in pochi minuti come segue: Taglia 500 g di cipolle rosse molto sottili, falle rosolare in una pentola con un filo di olio e un pizzico di sale. Unisci un cucchiaio di zucchero e fai caramellare. Quando la consistenza si farà densa, aggiungi il succo di un’arancia e cuoci per circa 10 minuti. A fine cottura aggiungi un cucchiaio di senape e amalgama bene. Lascia raffreddare a temperatura ambiente in un contenitore coperto da pellicola prima di servire. Abbinamenti tra formaggi e frutta Un’alternativa interessante a composte e salse varie è la frutta. Usa fresca di stagione (uva, pere, pesche, kiwi) per i formaggi morbidi; frutta secca (mandorle, noci, pistacchi, castagne, zenzero essiccato) per quelli più duri, frutta autunnale e sedano (fichi, mele, uva, pere) per gli erborinati. Caprini e pecorini si abbinano bene a frutta fresca estiva (melone, cocomero, pesche e frutti rossi).[ Quali bevande proporre con la tua degustazione di formaggi? Oltre all’acqua, che deve essere sempre disponibile, il formaggio si accompagna bene anche con alcune bevande alcoliche. Leggi gli articoli qui sotto per saperne di più sugli abbinamenti tra mozzarella e birre, vini o cocktail. Abbinamenti tra formaggi e cocktail Birra e mozzarella, un connubio perfetto Quali vini accompagnare alla mozzarella?

Gli hamburger più buoni di New York

Oggi è la giornata mondiale dell’hamburger, scopri quali sono gli hamburger più buoni di New York, a cui proprio non puoi rinunciare se pianifichi un viaggio nella grande mela. I 5 hamburger più buoni di New York 1. Black Label Burger, Minetta Tavern L’hamburger più buono del mondo si gusta a New York alla Minetta Tavern ed è il Black Label Burger. È composto da un mix di 4 differenti tagli di carne: costine, controfiletto, punta di petto e costata, fatto frollare con la tecnica “dry-aged” ovvero mantenuto per un lungo periodo a temperatura, umidità e aerazione controllate. È condito con sale e pepe e burro chiarificato; vengono poi aggiunte le cipolle caramellate cotte con il grasso di manzo. Il pane utilizzato è simile al pan- brioche, con un interno cremoso. 2. L’hamburger del NoMad Hotel Al secondo posto troviamo l’accoppiata formaggio e carne con il cheeseburger del NoMad Hotel. Anche in questo caso la carne è composta da una miscela di carne dry-aged, con un quarto di carne grassa e midollo osseo. A completare il piatto uno strato di cheddar, cipolla rossa e una segreta salsa speciale. 3. Emmy Burger di Pizza Loves Emily Al terzo posto ancora un cheeseburger, l’Emmy Burger della pizzeria “Pizza Loves Emily”. Il panino è composto da una miscela di carne dry-aged, condita semplicemente con sale e scottata con burro chiarificato. In aggiunta alla carne viene utilizzato del Cheddar Grafton invecchiato del Vermont, cipolle caramellate, salsa speciale e salsa aioli con pepe rosso. Il pane utilizzato è quello dei pretzel. 4. Il burger di The Spotted Pig Al quarto posto si classifica l’hamburger di The Spotted Pig a New York, realizzato con una specie di pan-brioche grigliato, un mix di costata, controfiletto, petto e sugna di manzo, e, infine, formaggio Roquefort. 5. Shake Shack burger Al quinto posto un hamburger amato anche per il suo prezzo di soli 5,55 dollari della famosa catena statunitense Shake Shack. Fatto di carne di Angus, cotta a fuoco medio. Da provare la versione Shroom Burger, con fungo fritto ripieno di formaggi fusi.Questo articolo sugli hamburger ti ha fatto venire fame? Prova la nostra ricetta per un hamburger da Nobili.

Cocktail e formaggi

Vuoi preparare un aperitivo a base di cocktail particolari e formaggi? Oggi, il Caseificio Nobili ti suggerisce quali cocktail abbinare ai diversi tipi di formaggio per valorizzarne il sapore.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] Formaggi freschi Con formaggi freschi, come la nostra mozzarella, la crescenza e il caprino, l’abbinamento migliore sono i cocktail a base di Prosecco, se poi l’evento si svolge nel primo pomeriggio, l’abbinamento con la frutta è quello più indicato. Infatti, conferiranno un tocco elegante e leggero al tuo aperitivo. HUGO: 1 calice di prosecco, 2 cucchiai di sciroppo di sambuco, foglioline di menta. SPRITZ: 1 parte di bitter, 2 parti di prosecco, 1 parte di acqua frizzante. BELLINI: 1 parte di granatina, 1 parte di succo di pesca, 2 parti di prosecco.[/vc_column_text][vc_column_text] Formaggi di media stagionatura Con formaggi di media stagionatura, come taleggio, caciotta e caciocavallo, l’abbinamento perfetto è con un Mexican Mule, un cocktail speziato ma dal gusto molto fresco. MEXICAN MULE: 1 parte di tequila, 2 parti di ginger beer, 2 spicchi di lime, 1/2 cucchiaino di zucchero di canna, mezzo cucchiaino di radice di zenzero tritata. Shakerate per 5-10 secondi con 4 o 5 cubetti di ghiaccio e servite guarnendo con una fetta di zenzero e un peperoncino fresco appena schiacciato. Formaggi a lunga stagionatura Per i formaggi a lunga stagionatura, come pecorino e parmigiano, i cui sapori sono decisi e intensi i cocktail ideale sono freschi e secchi, come il GIN TONIC AL ROSMARINO. Per un gustoso aperitivo analcolico provate con la polpa di un kiwi frullata, ghiaccio e ginger ale. Formaggi erborinati I formaggi erborinati sono quelli che, all’interno della pasta, presentano colonie di muffe che si palesano sotto forma di venature color verde, grigio o blu, come il Blue D’Aoste, il Castelmagno, il gorgonzola. Questi formaggi si abbinano perfettamente con i cocktail dolci a base di rum o whisky, come il Manhattan. MANHATTAN: 2 parti di whisky, 1 parte di vermut dolce, 2 gocce di angostura. Servire in un bicchiere a coppa ghiacciato. Ti è piaciuto questo articolo? Allora potrebbe interessarti anche birra e mozzarella un abbinamento da non sottovalutare.

20 idee per farcire tramezzini, tigelle e panini.

Il Veneto è la patria dei tramezzini ma ogni regione ha le sue specialità da farcire! Stai progettando un picnic, un pranzo all’aria aperta o un aperitivo tra amici? Stupisci i tuoi commensali con queste 20 idee per farcire tramezzini, tigelle, panini, piadine ecc… e se a Pasquetta piove? Leggi il nostro articolo su come realizzare un perfetto picnic dentro le mura di casa! Con il pesce: Salmone, avocado a fettine sottili, rondelle di cetriolo e salsa allo yogurt. Gamberetti in salsa rosa e zucchine crude a julienne. Tonno affumicato, mozzarella e capperi. Tonno sottolio, olive verdi e maionese. Vegetariani: Mozzarella, pomodoro, melanzane grigliate e origano. Gorgonzola, mela verde e noci. Pomodori secchi, ricotta e basilico. Feta, olive, cetrioli, pomodoro e origano. Con affettati: Stracchino, rucola e prosciutto crudo. Pollo grigliato, peperoni, salsa diavola e olive nere. Salame (soppressa vicentina), cavolo cappuccio e Asiago. Prosciutto cotto, uovo sodo a fettine e salsa tartara. Prosciutto arrosto, lattuga e senape. Roastbeef, patè di olive, rucola e pomodoro. Pancetta, funghi (o salsa ai funghi) e brie. Salame piccante e scamorza affumicata. Porchetta, cipolla caramellata e peperoni. Arrosto di tacchino, ricotta e pomodori secchi. Mortadella, provola e crema di carciofi. Caprino di capra, prosciutto affumicato e patè di olive.Ti sono piaciute queste idee? Forse potrebbero interessarti anche 10 modi sfiziosi per condire la mozzarella.

Mozzarella condita: 10 idee sfiziose

La Mozzarella è un alimento gustosissimo anche al naturale, quando sprigiona tutto il suo sapore. Ma se cerchi qualche idea per renderla ancora più appetitosa e diversa dal solito, potresti provare qualcuna di queste sfiziose varianti. L’unica accortezza che ti consigliamo è quella di tagliare la nostra Fior di Latte Fiorita qualche minuto prima di condirla per lasciarle liberare un po’ di latte e non mischiarlo al condimento. Come condire la mozzarella 1. Il metodo classico Con olio extravergine di oliva, sale e pepe. 2. Con le spezie essiccate Mescola un cucchiaino di peperoncino tritato, uno di origano, una manciata di pepe. Condisci con olio extravergine di oliva e il trito di spezie. 3. Con le spezie fresche Metti a marinare le ciliegine Nobili con un intingolo di olio, sale, peperoncino fresco a fettine sottilissime e abbondante menta fresca. Lascia riposare per un ora prima di servire. 4. Alla ligure Cospargi con 2 cucchiai di pesto, allungato con un filo d’olio extra vergine d’oliva per renderlo più cremoso. 5. Alla mediterranea Frullando 4 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva, 2 spicchi d’aglio, mezzo mazzetto di basilico, sale, pepe e un cucchiaino di succo di limone. 6. Alla siciliana Con acciughe (o alici) e un battuto di capperi, origano e pomodori secchi sottolio, da amalgamare con un filo d’olio extra vergine. Potete aggiungere al battuto anche delle olive nere o usarle in sostituzione dei capperi. 7. Al balsamico Con olio d’oliva, qualche goccia di aceto balsamico di qualità o di glassa d’aceto, qualche foglia di crescione tritato o di basilico fresco, sale e un pizzico di pepe. 8. Con la bottarga Con un filo di olio extra vergine d’oliva, basilico fresco tritato e scaglie di bottarga. 9. Con il tartufo fresco Con un filo d’olio extra vergine di oliva, una spruzzata di pepe e scaglie di tartufo. 10. Con miele e foglie di menta Emulsionate 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva, un cucchiaio di miele d’acacia, 2 cucchiai di succo di limone e un pizzico di sale. Versate sulla mozzarella tagliata a fette, guarnite con la buccia di limone a striscioline e le foglie di menta (15-20 foglioline di menta per 500 gr di mozzarella) e spolverate con abbondante pepe.Ti sono piaciute queste idee? Forse potrebbero interessarti anche i migliori abbinamenti tra vini e mozzarella.

12 curiosità sul panettone, che forse non sapevi.

Il panettone, tipico dolce natalizio milanese, è il re indiscusso delle feste di Natale. Oggi il Caseificio Nobili ti svela, però, 12 curiosità sulla storia di questo dolce, che forse non sapevi. 12 curiosità sul Panettone 1. L’origine Le storie sull’origine di questo dolce sono molte, ma esistono tre leggende principali. La prima narra che il panettone, sia nato per errore, durante il pranzo di Natale, preparato per Ludovico il Moro. Il cuoco di corte avrebbe, infatti, scordato il dolce in forno, facendolo bruciare, ma lo sguattero Toni, trovò la soluzione per servirlo lo stesso, unì all’impasto salvabile burro, uvetta e canditi, dando così origine al Pan di Toni, poi divenuto panettone. Un’altra leggenda vuole che il tipico dolce natalizio sia stato inventato da Ughetto degli Antellari per conquistare Adalgisa, figlia del fornaio Toni. Infine, altra leggenda attribuisce la nascita del panettone alla monaca Ughetta, che per il giorno di Natale aggiunse all’impasto di pane e zucchero, burro, canditi e uvetta, tracciando sulla sommità del dolce una croce, in segno di benedizione. 2. La prima testimonianza La prima testimonianza del panettone risale al 1599, nel registro delle spese del Collegio Borromeo di Pavia. Infatti, è presente il riferimento al Pane di Natale, servito agli studenti ospiti della struttura durante il pranzo di Natale. 3. La forma La forma del panettone, come la conosciamo oggi, e nata solo intorno al 1920, quando Angelo Motta, cercò di modificarne la ricetta per renderla più gustosa. Per questo utilizzò una guaina di cartone, detta guepiere, per fasciare il dolce, dandogli una forma a fungo, che permetteva di renderlo meno bruciato e più soffice. 4. I panettoni di San Biagio A Milano è tradizione conservare una fetta del panettone, mangiato a Natale, per consumarla a digiuno il 3 febbraio, festa di San Biagio. Infatti, questa tradizione deriva da un rito propiziatorio contro raffreddori e mal di gola, in quanto San Biagio è il protettore della gola, “San Biase l benediss la gola e el nas” (San Biagio benedice la gola e il naso). 5. Il rito del ciocco Un’altra tradizione legata al panettone, che però è andata a perdersi col tempo, è quella del ciocco. Il ciocco era una moneta d’oro o d’argento che veniva nascosta dentro alla Carsenza, antenato del panettone, poiché chi trovava il dono nella propria fetta avrebbe avuto fortuna per tutto l’anno nuovo. 6. Il pane-spezzato Pietro Verri racconta che nel IX secolo si era consolidata una tradizione natalizia legata al panettone, o meglio alla sua primaria ricetta. La tradizione voleva che venisse spezzato con le mani dal capofamiglia, che poi distribuiva i pezzi agli altri componenti della famiglia, in una sorta di rievocazione dell’Ultima Cena. 7. Il marchio panettone artigianale La Camera di Commercio di Milano ha registrato il marchio di panettone prodotto artigianalmente. Il marchio può essere utilizzato solo se si segue il regolamento del disciplinare di produzione, redatto dal Comitato dei Maestri Pasticceri Milanesi. 8. La prima comparsa nel vocabolario Il termine Panaton, per indicare il classico dolce natalizio milanese, compare per la prima volta nel glossario milanese-italiano nel 1606 e nel 1839 compare con il termine Panaton de Natal. 9. Il panettone è il dolce natalizio preferito dagli italiani Secondo Coldiretti tra panettone e pandoro, la contesa la vince il panettone, che durante il periodo natalizio viene preferito da 3 italiani su 4. 10. L’evento per gli amanti del panettone Ogni anno, dal 2008, a Milano a fine novembre si tiene l’evento Re Panettone, il cui fulcro è l’esposizione dei migliori panettoni artigianali italiani. 11. Come il bon ton consiglia di mangiare il panettone Se il panettone viene servito in naturalezza andrebbe mangiato con le mani, tenendo la fetta con la mano sinistra e mangiando con la destra, staccando dei piccoli pezzi. Se invece viene servito con salse e crema, allora bisogna disporre la fetta lateralmente su un piattino, accompagnandola alla crema, e utilizzare forchetta e cucchiaio da dolce. Con la forchetta si tiene ferma la fetta, mentre con il cucchiaio si spezzano i pezzi e si raccoglie la crema. Inoltre, il dolce andrebbe servito prima della frutta e categoricamente non insieme al caffè. 11. Il paninettone: come riciclare il Panettone avanzato Panini Durini, un concept Made in Italy nato nel 2011 a Milano, ha pensato di utilizzare il panettone avanzato per fare dei panini salati, seguendo l’indicazione della pasticceria salata.Conoscevi queste curiosità sul Panettone? Allora potrebbe interessarti anche 10 curiosità sul Pandoro.

I 7 formaggi più strani del mondo

I formaggi sono un mondo molto variegato di sapori, forme e odori. Alcuni prodotti come la classica mozzarella sono semplici e delicati, altri invece sono estremamente particolari e hanno caratteristiche uniche nel loro genere. Per questo oggi il nostro Caseificio ti svela i 7 formaggi più strani del mondo. I 7 formaggi più strani del mondo 1. Branza Il Branza è un formaggio rumeno di pecora a pasta pressata, prodotto principalmente nelle montagne dei Carpazi. Il latte viene fatto coagulare e poi viene tagliato in piccoli pezzi, salato e impastato. La vera particolarità di questo formaggio è la sua stagionatura, che viene fatta da maggio a luglio all’interno di cortecce di pino o abete, quando l’albero è ricco di resina. La corteccia viene poi privata dalla parte più legnosa e cucita con spago da cucina. Il risultato è un cilindro di formaggio dal gusto aromatico. 2. Motal Il Motal è un formaggio caprino prodotto tradizionalmente nella valle dell’Ararat in Armenia. Il latte è lavorato appena munto, quando è ancora tiepido, poi viene cagliato e fatto riposare sotto sale. Dopo aver riposato per almeno 40 giorni, viene sbriciolato a mano e condito con menta, timo ed estragone. Infine, il Motal viene sigillato in vasi di terracotta con cera d’api. 3. Geitost Il Geitost è un formaggio tipico norvegese, la cui origine risale a oltre cinquecento anni fa. Si ricava dal siero di produzioni di formaggi caprini, fatto bollire a 40° per 8-10 ore, con l’aggiunta di latte vaccino. Durante la cottura il lattosio si cristallizza e, in questo modo, conferisce il tipico colore marroncino al formaggio. Particolare anche il sapore che risulta dolce e caramellato. 4. Formaggio di yak Il formaggio di yak è un formaggio asiatico a base di latte di yak prodotto storicamente sugli altopiani dell’Himalaya. Il suo sapore è rustico e ha marcate note erbacee. Dal latte di yak è possibile ottenere sia formaggi freschi che stagionati. 5. Formaggio nel sacco Originario della Bosnia Erzegovina, il formaggio nel sacco, ovvero il Sir Iz Mijeha, è un formaggio prodotto con latte crudo di pecora o vacca. Subito dopo la mungitura, il latte è filtrato in un telo di cotone e lavorato. Il formaggio viene fatto cagliare due volte e poi riposto in un sacco di pelle di pecora, dove il formaggio viene fatto stagionare dai due mesi a un anno. 6. Oscypek L’Oscypek è un formaggio affumicato polacco, a base di latte di pecora, prodotto nei territori dell’antica Slesia e della Piccola Polonia. È presidio Slow Food e, dal febbraio 2008, è diventato il primo prodotto polacco a ricevere la denominazione di origine protetta (DOP) del paese. Si ottiene dal latte di pecore della razza Polska Owca Górska. La sua particolarità è la forma a fuso, ricavata da una palla cagliata intorno a un ferretto, che viene poi decorata con motivi ornamentali. 7. Zeleno Sirene Il Zeleno Sirene o formaggio verde è un cacio proveniente da Tcherni Vit, in Bulgaria. Viene conservato in contenitori di tiglio, prima in alpeggio e poi a valle. Al termine di questo periodo vengono aperti per consentire all’aria umida di Tcherni Vit di favorire la fioritura di muffe nobili. Questo processo ha dato vita a uno dei pochi erborinati naturali presenti al mondo.Ti è piaciuta questa classifica dei formaggi più strani del mondo? Allora potrebbe interessarti anche i 7 formaggi più puzzolenti del mondo.

I 5 formaggi italiani più buoni da cuocere alla piastra

Vai pazzo per il formaggio filante? Anche noi! È per questo che abbiamo deciso di suggerirti i formaggi perfetti per essere cucinati alla griglia. Caldi, filanti al punto giusto, con quella crosticina irresistibile… abbiamo già l’acquolina in bocca! I formaggi ideali per essere cotti alla piastra sono quelli a pasta dura o semidura, e non troppo stagionati. I 5 formaggi italiani più buoni da cuocere alla piastra 1.   Tomino Ha crosta morbida e pasta semidura, che si scioglie facilmente. Una volta cucinato, puoi gustare un piacevole contrasto tra la crosta croccante e l’interno morbido. Per assaporare una versione più gustosa, avvolgi il tomino nello speck e poi cucinalo sulla piastra; è ottimo insieme alle patate lesse o al forno. 2.   Fontina Tipica della Valle d’Aosta, la fontina si presta a essere fusa, come sembra suggerire il nome stesso, che potrebbe derivare dal termine francese antico fontis o fondis, a indicare la sua propensione a fondersi col calore. Rimuovi la crosta, taglialo a fette spesse e cucinalo per qualche minuto. Se di media stagionatura, anche la fontina può essere avvolta nello speck prima di essere grigliata. 3.   Caciotta romana Originaria del Lazio, la caciotta romana è un formaggio a pasta semidura. Si può cuocere in due modi: in caso di pezzatura grossa, puoi tagliare la caciotta romana infette spesse o a cubetti, con i quali formare degli spiedini; in caso di una pezzatura di dimensioni ridotte, appoggiala direttamente sulla griglia, in modo da fondere i bordi, mantenendo la pasta morbida all’interno. 4.   Scamorza La scamorza è ottima per la cottura alla piastra a prescindere dal grado di stagionatura. Tagliata a fette spesse circa 1 centimetro regala tutto il suo sapore. Se la pezzatura non è molto grande, puoi tagliarla a metà, cucinarla e poi servirla su una fetta di pane.  5.     Provola Per una provola filante, tagliala a fette piuttosto spesse, cuocila a fuoco medio e poi condiscila a tuo gusto: con pepe, peperoncino, menta, timo, semi come finocchio o sesamo; frutta a guscio grossolanamente tritata, miele o marmellata.Ti è piaciuta questa classifica dei migliori formaggi alla piastra? Allora scopri anche i formaggi più buoni del mondo

Le 10 pizze più costose del mondo

La pizza è un cibo conosciutissimo in tutto il mondo, infatti i pizzaioli quotidianamente si sfidano nel trovare la ricetta più originale, combinando impasti e condimenti. Nonostante questo, un elemento caratteristico della pizza è sempre stato il suo costo contenuto, in quanto nasce originariamente come cibo semplice e povero. Da allora però molte cose sono cambiate e spesso questo piatto viene condito con materie prime anche molto costose. Oggi il caseificio Nobili, infatti, vi svela le 10 pizze più costose del mondo. 10) PIZZA KOBE BEEF STEAK (72 dollari) La Pizza Kobe Beef Steak della catena Domino’s Japan. La sua particolarità è quella di essere condita con una delle carni più pregiate al mondo il Kobe, facendo così aumentare il prezzo di questa pizza. 9) PIZZA MAGIC GOLD (108 dollari) È la pizza speciale di un ristorante di Toronto (Canada), il Magic Oven. L’elevato costo di questa pizza è dovuto al suo aspetto decisamente scenografico. Infatti, è cosparsa di foglie d’oro 24 carati commestibili. 8) PIZZA ARAGOSTA E TARTUFO (125 dollari) La si può gustare al Third Avenue Cafe, a Dubai, dove viene considerata la migliore pizza del mondo grazie ai suoi ingredienti speciali: aragosta e tartufo, inoltre sembra esserci un ingrediente segreto che il pizzaiolo custodisce gelosamente. 7) PIZZA TRIPLE MILLEFEUILLE (140 dollari) È una pizza della popolare catena di pizzerie Domino’s, con la crosta ripiena di formaggio e con ben 3 strati di ingredienti tra cui carciofini e jalapenos, che a loro volta possono essere impanati e fritti o ripieni. Una pizza per cui serve non solo un grande portafoglio ma anche un grande stomaco. 6) PIZZA C6 (450 dollari) È uno dei migliori e più famosi piatti della Steveston Pizza Company, una pizzeria canadese che si trova a Richmond, nella Columbia Britannica. È composta da un medley di gamberi tigra, ratatouille di aragosta, salmone affumicato, caviale russo Osetra e tartufo bianco d’Alba a scaglie. 5) PIZZA DEL NINO’S BELLISSIMA (1.000 dollari) Nino’s Bellissima è un celebre ristorante di New York, che annovera tra i suoi piatti questa pizza creata da Nino Selimaj. È a base di panna fresca, quattro tipi di caviale, aragosta a fette, uova di salmone e un po’ di wasabi. Si può acquistare anche a fette a un prezzo più ridotto. 4) PIZZA “TARTUFO BIANCO E ORO” DEL MARGO’S (2.400 dollari) Questa pizza nel 2010 venne inserita nel libro dei Guinness dei primati, in quanto era divenuta la pizza più costosa del mondo. Prodotta dalla Margo’s Pizzeria, alla Valletta (Malta). Il suo segreto? Ingredienti super lussuosi: foglie d’oro 24 carati e tartufo bianco d’Alba. Il suo prezzo varia a seconda delle quotazioni sia dell’oro che del tartufo. 3) PIZZA ROYALE 007 (4.200 dollari) La pizza di James Bond conquista invece il terzo posto. Creata dal ristorante di Domenico Crolla, Haggis, a Glasgow (Regno Unito), il condimento di questa pizza prevede aragoste imbevute nello Champagne con una spolverata di oro commestibile. Insomma, una pizza veramente di lusso. 2) PIZZA DELLA CASA DEL FAVITTA’S FAMILY (8.200 dollari) Favitta’s Family è una famosa pizzeria di New York, la cui pizza della casa è tra le più costose del mondo. È stata ideata per la Festa di San Valentino e ha la forma di un cuore ma ciò che realmente porta il prezzo alle stelle è la sua decorazione in diamanti. Insomma, una pizza perfetta per una proposta di matrimonio davvero costosa. 1) PIZZA LUIGI XIII (12.000 dollari) Questa pizza da 12.00 dollari è stata dal pizzaiolo campano Renato Viola, di Agropoli, una cittadina in provincia di Salerno. La Luigi XIII è la pizza più costosa del mondo, infatti già l’impasta è composto da ingredienti di primissima qualità, inoltre tra i condimenti è presente uno dei caviali più pregiati al mondo, il Caviale Oscietra Reale Prestige.Queste pizze a parte a essere costosissime hanno anche un ottimo sapore, ma per avere una pizza di qualità non sono obbligatori prezzi da capogiro, ma basta scegliere materie prime pregiate e del proprio territorio, come la nostra mozzarella per pizza. Ti è piaciuto questo articolo sulle 10 pizze più costose del mondo? Allora potrebbe interessarti anche i formaggi più costosi del mondo.

I 6 cibi italiani più venduti all’estero

Il Made in Italy all’estero è simbolo di qualità, sicurezza e rispetto delle tradizioni. Infatti, l’agroalimentare italiano nel mondo ha un valore di 41 miliardi di euro, con export prevalenti in Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna e in crescita in Cina e Russia. Ma quali sono i prodotti alimentari italiani più esportati? Oggi il Caseificio Nobili ti svela i 6 cibi italiani più venduti all’estero. I 6 cibi italiani più venduti all’estero 1.  Cioccolato, caffè, tè, spezie e piatti pronti Cioccolato, tè, caffè, spezie e piatti pronti, con 6,7 miliardi di euro, sono i prodotti italiani più venduti all’estero. Infatti, la qualità del cioccolato italiano è molto apprezzata dalle altre nazioni, tanto che questo prodotto concorre con quello assai noto belga. Caffè, tè e spezie invece, grazie alla loro lunga tradizione italiana, hanno acquisito una gran fama all’estero. Per quanto riguarda i cibi pronti è facile comprendere perché abbiano un così grande successo, infatti chi potrebbe mai rinunciare ad assaggiare un piatto della nostra cucina italiana? 2. Vini Al secondo posto della classifica troviamo i vini, con circa 6 miliardi di euro. Infatti, all’estero oltre ai vini bianchi, rossi e rosati, sono particolarmente amati quelli frizzanti come spumante e prosecco. 3. Pasta, pane e farinacei Al terzo posto, con 3,7 miliardi di euro, si trovano pane, pasta e farinacei, la cui vendita ha subito consistenti aumenti soprattutto per quanto riguarda pane e prodotti di pasticceria. Non c’è da stupirsene visto che la pasta è uno dei simboli più noti dell’italianità. 4. Frutta e ortaggi Al quarto posto troviamo frutta, verdura, ortaggi italiani, sia venduti al naturale che in forma di conserve, come i famosi pelati italiani. 5. Prodotti lattario-caseari Al quinto posto si trovano i prodotti lattario-caseari, che hanno subito negli ultimi anni un’importante crescita delle vendite. Mozzarella come quella del nostro caseificio, parmigiano, grana, gorgonzola e altri prodotti caseari, per la loro qualità e tradizione godono di una grande fama all’estero, anche se non è sempre facile trovarli. 6. Carne fresca o lavorata Al sesto posto nei cibi italiani più venduti all’estero troviamo la carne sia fresca che lavorata, come salumi e prosciutti, un altro pezzo forte della produzione italiana, con le specialità tipiche di ogni regione.Hai trovato interessante questa classifica? Allora potrebbe interessarti anche i 5 ingredienti più versatili in cucina.

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