10 panini per la tua escursione in montagna

Sei pronto per un’escursione emozionante in montagna? Non c’è niente di meglio che immergersi nella natura, scalare sentieri panoramici e respirare l’aria fresca. Ma aspetta un attimo, non dimentichi qualcosa? Il tuo panino! Ecco 10 idee per farcire il tuo panino da portare in escursione. Sono proposte particolari che aggiungeranno un tocco di sapore e originalità alla tua avventura. 1. Il Montanaro Appassionato Preparati a esplorare le vette con un panino che sprizza energia! Farcisci il tuo pane con fette di prosciutto cotto, provola affumicata, spinaci freschi e una generosa dose di senape piccante. Questa combinazione di sapori ti darà la carica necessaria per affrontare anche i sentieri più impegnativi. 2. Panino Vegetariano Se sei vegetariano, non temere, c’è una deliziosa opzione anche per te! Prova ad abbinare un hummus cremoso di ceci e ricotta con fette di avocado maturo, pomodori secchi e rucola fresca. Questa farcitura ti regalerà una combinazione di gusto e nutrimento perfetta per le tue avventure alpine. 3. Il Panino Esotico Hai mai pensato di portare un tocco di esotismo in montagna? Farcisci il tuo panino con fette di pollo grigliato marinato in salsa teriyaki, peperoni arrostiti, ananas fresco e una spolverata di coriandolo. Questa combinazione di sapori tropicali ti farà sentire come se fossi in una spiaggia esotica, anche mentre cammini tra le cime. 4. Viaggiare leggeri Quando mangi il tuo panino poi ti senti troppo pieno e ti viene sonno? Prova a farcirlo con ingredienti più leggeri come fette di mozzarella fresca, pomodori maturi, basilico aromatico e un filo d’olio d’oliva. Questa combinazione fresca e leggera ti darà la carica necessaria per affrontare il tuo percorso, senza, però, appesantirti troppo. 5. Il Panino del Boscaiolo Se preferisci un’opzione più rustica, prova questa farcitura dal sapore avvolgente. Aggiungi al tuo panino fette di roast beef, cipolle caramellate, funghi saltati e fontina. Questa combinazione di sapori ti farà vivere a pieno la magia dei boschi 6. L’Esploratore delle spezie Se sei un amante delle spezie e del gusto piccante, questo panino è per te. Farcisci il tuo pane con fette di pollo grigliato condito con paprika affumicata, peperoncino in scaglie, peperoncino, jalapeño e una spolverata di cumino. Questa farcitura piccante ti darà una sensazione di calore anche sulle vette più fredde. 7. Il Panino Mediterraneo Se ami i sapori mediterranei, questa farcitura è un must. Aggiungi al tuo panino fette di prosciutto crudo, formaggio di capra cremoso, olive nere e peperoncini sottaceto. Questa combinazione di sapori intensi ti farà sentire come se stessi gustando un panino in una cima sopra il mare. 8. Pollo e Mango Se vuoi provare una combinazione sorprendente, farcisci il tuo panino con pollo grigliato, fette di mango maturo, peperoni gialli arrostiti e un tocco di salsa di mango piccante. Questa farcitura esotica con una nota dolce e una piccante ti darà un’esplosione di sapori nella tua bocca. 9. L’Appassionato di Formaggi Se, come noi, sei un vero amante dei formaggi, questa farcitura è fatta su misura per te. Combina Gorgonzola e ricotta, fette di pere mature, noci tritate e miele dolce. Questa combinazione di sapori ricchi e complessi ti farà innamorare ancora di più dei formaggi di montagna. 10. Il Panino Mediterraneo Vegano Se vuoi un panino a base di sole verdure, ma ami comunque i sapori mediterranei, questa farcitura ti conquisterà. Aggiungi al tuo panino hummus cremoso, fette di zucchine grigliate, pomodori secchi e olive taggiasche. Questa combinazione salutare e saporita ti soddisferà a pieno e ti permetterà di avere le energie necessarie per affrontare ulteriori percorsi.Speriamo che queste 10 proposte ti abbiano ispirato a creare il panino perfetto per la tua prossima escursione in montagna. Ricorda di abbinare la farcitura al tuo gusto personale e di portare con te anche altri snack nutrienti e acqua per idratarti lungo il percorso. Buona escursione e buon appetito!

Pizze innovative: 8 impasti da provare

Utilizzare e sperimentare farine diverse per gli impasti delle tue pizze, può aiutarti a rinnovare non solo l’immagine della tua pizzeria, ma anche la tua clientela. Infatti, se comunicata al meglio questa scelta e informata la clientela, in modo tale da giustificare un prezzo medio più alto, nel medio-lungo termine si riscontreranno i risultati. 1. Farine di grano Questa tipologia di farina è ovviamente la più utilizzata, perché particolarmente adatta alla creazione della maglia glutinica, in particolare vengono usate farine molto raffinate per la semplicità di lavorazione. Un primo elemento di cambiamento potrebbe essere proprio l’utilizzo di farine meno raffinate, più ricche dal punto di vista organolettico e nutrizionale, con un profumo di grano più presente.  Farine di tipo 1 e 2 costituiscono una via intermedia tra gusto e facilità di lavorazione, inoltre, grazie al maggior contenuto di proteine consentono una maggiore idratazione dell’impasto. 2. Farina integrale Le pizze realizzate con farine integrale risultano essere più scure e con un sapore di grano più accentuato. La farina integrale è più completa dal punto di vista nutrizionale, infatti, subendo un solo processo di macinazione, è più ricca di fibre, sali minerali, aminoacidi e vitamine. Questo le rende più digeribili e consigliate per chi soffre di diabete o è a dieta. Per la preparazione dell’impasto, questo tipo di farina è più difficile da lavorare, infatti la maggiore presenza di fibre non consente al glutine di legarsi con la stessa facilità. L’impasto, inoltre, tende ad asciugarsi più rapidamente, perché le farine integrali assorbono molta più acqua delle farine raffinate. Anche i tempi di lievitazione aumentano, infatti sono necessarie almeno 48 ore di riposo prima di lavorare l’imposto. 3. Farina di riso Povera di sodio e colesterolo, è particolarmente indicata a celiaci e intolleranti, per l’assenza di glutine. Si tratta di una farina debole e senza maglia glutinica, per questo motivo ha bisogno più tempo per lievitare. Non è facile impastarla perché risulta friabile e non elastica. Ricca di vitamine e sali minerali. 4. Farina di farro Ricca di vitamine e sali minerali, ma povera di grassi, ha una quantità di fibre e proteine che la rende adatta a impasti ad alta idratazione e lievitazione. Ha un discreto potere saziante ed essendo ricca di fibre, l’indice glicemico della farina di farro è ridotto, pertanto, è adatta anche in caso di diabete o glicemia alterata. 5. Farina di legumi Le farine di legumi più adatte per la realizzazione della pizza sono quelle di ceci, fagioli, piselli e lenticchie. Infatti, sono ricche di proteine, minerali e vitamine, ma soprattutto risultano particolarmente gustose. Sono molto versatili perché possono essere usate sia in purezza, ottenendo così impasti senza glutine, o unite ad altri tipi di farine. 6. Farina di semi di canapa Si ottiene con la macinazione di semi sativi, ha ottime qualità organolettiche e nutrizionali, infatti, è ricca di sali minerali, vitamine e antiossidanti. Risulta molto profumata e adatta a impasti semintegrali ad alta idratazione. 7. Farina di carbone vegetale Si ottiene dalla macinazione del carbone naturale, ricavato dalla cottura del legname. Grazie alle sue caratteristiche rende l’impasto facilmente digeribile e crea un ottimo contrasto cromatico con il pomodoro e la mozzarella. Contiene poco colesterolo e il suo apporto di fibre è particolarmente abbondante. 8. Farina di Manitoba La farina di Manitoba è perfetta per impasti a lunga lievitazione. Viene impiegata solo nella forma 00, per favorirne la digestione, e viene miscelata alle farine più deboli, insieme a pochissimo lievito, per ottenere pizze soffici e croccanti allo stesso tempo.Ti è stato utile questo articolo sui tipi di impasti per pizza? Allora potrebbe interessarti anche perché la mozzarella è il miglior formaggio per la pizza.

Tagliere di salumi e formaggi: come prepararlo

Un tagliere di salumi e formaggi è una proposta molto tradizionale da offrire, come pasto sostitutivo o prima di questo, ma non è un piatto da sottovalutare, nonostante la velocità con cui può essere realizzato. Oggi, ti sveliamo 5 consigli per preparare un perfetto tagliere di salumi e formaggi. 1. Su cosa servire i prodotti? Innanzitutto, individuate su che supporto servire le vostre specialità. Particolarmente indicati per questo piatto sono: Taglieri in legno: utilizzati non per tagliare ma solo per servire, doneranno un tocco rustico e classico. Vassoio in acciaio: una scelta ideale se ami una presentazione minimalista, l’importante è che sia ben lucidato. Vassoio/piatto in ceramica: ideale se si vogliono esaltare i colori naturali di salumi e formaggi. Ardesia e marmo: un vero tocco di classe, valorizzano a pieno questa proposta e, inoltre, sono anche semplici da pulire. 2. Scelta di salumi e formaggi Se vuoi presentare un tagliere di soli formaggi o di soli salumi, l’ideale è scegliere almeno 5 varietà, se, invece, vuoi fare un mix, scegli al massimo 4 varietà di salumi e di formaggi. I prodotti dovranno essere di ottima qualità, meglio se si presenta qualcosa di locale. Dividi tra salumi crudi (prosciutto crudo, salame, speck, pancetta, coppa …) e cotti (arrosto, mortadella, porchetta, prosciutto crudo). Per i formaggi, invece, proponi 1 formaggio fresco (stracchino, mozzarelline, ricotta), 2 formaggi semi stagionati (provola, taleggio, scamorza), 1 formaggio stagionato (parmigiano, grana, pecorino) e 1 formaggio erborinato (gorgonzola, roquefort, stilton). 3. Come tagliarli L’ideale è offrire 2-3 pezzi di ciascun prodotto per commensale, anche per evitare eventuali sprechi. I salumi non vanno tagliati in anticipo, perché tendono a seccarsi velocemente. Mortadella, pancetta, lardo, guanciale, prosciutti e coppa in genere si tagliano in fette molto sottili, mentre i salami, soprattutto se rustici, vanno tagliati a fette trasversali leggermente più spesse. Per i formaggi, invece, i più freschi vanno tagliati grandi o direttamente nella loro forma originale, i semi-stagionati tagliati a tocchetti o stick, stagionati a scaglie. 4. Ordine di degustazione Disponi salumi e formaggi uno a fianco all’altro, senza sovrapporli, l’ordine di degustazione dovrebbe partire da salumi dal sapore più delicato o tendenti al dolce, fino a quelli più saporiti e piccanti. Questo significa che spesso a guidare è la stagionatura. Stesso principio vale per i formaggi, si parte da quelli freschi per poi proseguire in base alla stagionatura e concludere con gli erborinati, che hanno il sapore più deciso. 5. Confetture, miele e crackers Puoi arricchire i tuoi taglieri con diversi abbinamenti: miele, confetture, chutney agropiccanti, mostarde, frutta fresca, pane, grissini, crackers. L’abbinamento miele e formaggio è sempre un’accoppiata vincente: melata e miele di acacia sono perfetti con formaggi piccanti o erborinati, mentre tipologie più amare, come il castagno, sono ottime con formaggi più dolci. Stessa cosa vale per le confetture. Quelle dai sapori acidi vanno abbinate a formaggi delicati, mentre quelle particolarmente dolci a quelli piccanti e sapidi. I salumi, invece, si possono abbinare a diversi tipi di pani e a panificati secchi come crackers e grissini fatti in casa.Ti senti pronto a realizzare i tuoi taglieri di formaggi e salumi? Allora potrebbe interessarti anche “Come organizzare una degustazione a casa”.

I 7 migliori abbinamenti con la mozzarella

Una mozzarella a settimana se non anche due sono perfette per una dieta equilibrata, ma con cosa puoi abbinarla per esaltarne il sapore? Mozzarella e verdure La mozzarella grazie al suo sapore delicato, non predominante, è capace di abbinarsi a molti tipi di verdure. Prima fra tutte l’insalata con le sue diverse varietà, ma anche l’insalatone ricche di altre verdure e ingredienti. Altre verdure spesso abbinate a questo piatto sono carote lesse, finocchi gratinati e spinaci. Particolarmente gustoso anche l’abbinamento con i peperoni rossi e gialli grigliati. Crudo e mozzarella Prosciutto crudo e mozzarella è un gran classico, che non a caso viene riproposto anche in farciture di panini, piadine o pizze. Infatti la sapidità del prosciutto crudo si abbina perfettamente alla delicatezza e freschezza della mozzarella. Abbinamento perfetto anche da proporre come antipasto, quando si è in velocità 😉 Acciughe e Mozzarella Anche in questo caso la sapidità e il gusto deciso dell’acciuga si combinano perfettamente con il sapore della mozzarella. Particolarmente indicato per comporre degli antipasti, come i fiori di zucca ripieni o delle bruschette gourmet. Pomodoro Il classico dei classici: pomodoro e mozzarella è un’accoppiata imbattibile. Perfetto nelle insalate, per creare una caprese base, ma anche nella nostra amata pizza. Sembra infatti che l’accoppiata di questi gusti sia proprio in grado di creare una certa dipendenza. Scopri i dettagli. Che vino abbinare alla mozzarella? Degustazione di vini e formaggi! Non tutti i vini sono adatti alla mozzarella ma ovviamente scegliere quelli adatti rende l’abbinamento un’esperienza unica di sapori. Particolarmente indicati i vini rossi e frizzanti, come Bonarda e Lambrusco. Se scegli di accompagnarla alla verdura, un buon abbinamento potrebbe essere un vino bianco, morbido, come lo Chardonnay e il Pinot Bianco. Se vuoi organizzare una degustazione di vini e mozzarella ti lasciamo il link di un articolo per approfondire meglio l’argomento: Vino e mozzarella. Pollo e limone Il pollo ha un sapore buono e delicato, che come la mozzarella ha la dote di abbinarsi facilmente a moltissimi alimenti. Già molto noti i petti di pollo alla pizzaiola. Ma se vuoi dare un tocco in più alla tua ricetta dovresti provare il pollo, mozzarella e limone. Dopo aver disposto il pollo su una teglia coperta di carta forno, componi uno strato di fette di mozzarella e limone. Inforna a 200 gradi per una decina di minuti.  Mozzarella e pesce azzurro Abbinamento ormai sdoganato, la mozzarella sta bene anche con diversi tipi di pesce azzurro. Questa combinata viene utilizzata anche dagli chef grazie al sapore delicato che hanno entrambi i prodotti.Hai deciso con cosa abbinare la tua mozzarella? Allora potrebbe interessarti anche 10 modi per condire la mozzarella

Formaggio e aceto balsamico: un binomio perfetto

Il formaggio e l’aceto balsamico sono due tra gli ingredienti più versatili ed apprezzati della gastronomia italiana, non a caso impiegati in un gran numero di preparazioni. Sarà dunque opportuno approfondirne la conoscenza e scoprire perché il loro abbinamento sia in grado di dar vita a un gusto unico, degno della tavola dei più raffinati gourmet.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] Il formaggio, una storia lunga 5000 anni. L’alimento che gli antichi romani chiamavano “caseus”, il formaggio appunto, ha origini antichissime, di gran lunga antecedenti l’età imperiale. Alcuni studiosi ipotizzano che per assistere alla sua nascita occorra risalire al 3000 a.C. (circa) o a un periodo storico addirittura antecedente. È pressoché certo che questa nascita fu dovuta al caso, nel momento in cui un pastore si accorse del prodigioso effetto prodotto dall’accidentale mescolamento di latte e caglio animale. Col passare dei secoli la tecnica di preparazione si affinò, dando vita a un’enorme varietà di prodotti caseari dalle caratteristiche più disparate. L’aceto balsamico, un condimento avvolto nel mistero. Se molto si sa sul formaggio, lo stesso non vale per l’aceto balsamico, che, spesso a causa della vasta offerta nei supermercati, mette in crisi i consumatori nella scelta. Occorrerà dunque fare un po’ di chiarezza. L’aceto balsamico tradizionale: l’“oro nero”. Ciò che al giorno d’oggi conosciamo come “Aceto Balsamico Tradizionale” fu la prima tipologia di aceto balsamico a essere inventata. Sebbene anche in questo caso, per individuare le sue origini, occorrerebbe risalire all’epoca classica, sappiamo per certo che, nel corso del Medioevo, si diffuse la fama di una prelibatezza emiliana degna della tavola di un re, talmente preziosa da essere conservata in piccole boccette d’argento. È più che probabile che quest’ “oro nero” fosse proprio la specialità che, attualmente, conosciamo come aceto balsamico tradizionale e che il suo costo elevato, allora come oggi, fosse dovuto ai tempi particolarmente lunghi necessari alla preparazione. Basti pensare che il suo invecchiamento e la conseguente maturazione possono durare decenni: un lasso di tempo in cui questa eccellenza del gusto si concentra sempre più, riducendo progressivamente il suo volume. La nascita dell’aceto balsamico. Fu proprio l’enorme successo dell’aceto balsamico tradizionale, suggellato nel corso delle Esposizioni Universali che si tennero a cavallo tra la fine del ‘800 e i primi del ‘900 (su tutte quella di Parigi del 1878), a spingere i produttori a ideare un’altra tipologia di questa specialità. Questa era meno densa e dagli aromi più delicati, adatta a un uso quotidiano, e costituiva lo squisito aceto che, tutt’oggi, spesso usiamo per condire. Un aceto che, necessitando di un breve invecchiamento, (60 giorni invece dei 12 anni del “tradizionale”) ha anche un costo più contenuto e quindi accessibile a tutte le tasche. L’abbinamento perfetto. Fatta questa doverosa presentazione del formaggio e dell’aceto balsamico, occorrerà spiegare cosa renda il loro abbinamento tanto speciale. È presto detto: in generale, l’acidità del balsamico si presta a bilanciare, per contrasto, la grassezza del formaggio, creando in bocca uno squisito sodalizio. Entrambi i prodotti sono caratterizzati da un gusto la cui intensità può variare ed è in base a essa che si dovrebbe calibrare l’abbinamento. Ad esempio, per accompagnare formaggi dal sapore deciso, come il gorgonzola, il pecorino stagionato o il Parmigiano Reggiano, sarà bene che la scelta ricada su un balsamico dall’aroma altrettanto forte, ovvero il “tradizionale”. Per formaggi con un gusto, invece, più delicato: come la nostra mozzarella o la ricotta consigliamo un aceto balsamico più delicato, con stagionature non troppo elevate. Per concludere ricordiamo che esistono piatti in cui questo splendido connubio di sapori è in grado di esprimersi al meglio: il risotto al taleggio e balsamico, i tortellini con Parmigiano e balsamico, i fichi con gorgonzola, mascarpone e balsamico. Ti è piaciuto quest’articolo? Immaginiamo che potrà interessarti anche “Degustazione di formaggi: come realizzarla a casa”.

Bacari e cicchetti: Venezia in bocca.

Passeggiare attraverso le “calli”, le strette viuzze che, come un labirinto, segnano la città di Venezia, è un’attività da provare assolutamente. Un’esperienza fuori dal tempo, in un luogo dove è bene camminare lentamente, perché ogni bivio promette di regalare panorami incantevoli. Il “bacaro”: il più antico tra i bar. Un’esperienza che coinvolge tutti i sensi: non ultimo il palato. Capita spesso, infatti, d’imbattersi in un “bacaro”: termine con cui si indicano le tipiche osterie locali. Le origini di questo strano nomignolo non sono chiare: alcuni sostengono derivi dall’espressione dialettale “far bacara” (divertirsi), altri lo legano a Bacco, il dio pagano dell’uva e del piacere, già venerato dagli antichi romani. Entrambe le ipotesi sono valide perché in questi posti, da centinaia di anni, la gente trova svago grazie a un’allegra socialità, agevolata da fiumi di vino e dai cosiddetti “cicchetti”. Tanti “cicchetti” per accompagnare il vino. I “cicchetti”, in veneto “cichéti”, altro non sono che deliziose micro-porzioni di cibo (a tutti gli effetti antenate del moderno “finger food”), nate per accompagnare le “ombre de vin” ma che, col tempo, hanno guadagnato una “dignità” tutta loro, finendo col rappresentare, in piccolo, l’intera gastronomia veneziana, o quasi. Tra le più classiche specialità servite ricordiamo: Le preparazioni a base di pesce, come i crostini al baccalà “mantecato” o “alla vicentina”, i “folpetti” (moscardini), le alici marinate e le celeberrime “sarde in saor”, accompagnate da pane o polenta Le preparazioni a base di carne, come le croccanti polpette, il “musetto”, i “nervetti” e i profumatissimi salumi Le preparazioni a base di verdure fritte, come i fiori di zucca ripieni Le preparazioni a base di formaggio, tra le quali occorre ricordare le tartine con gorgonzola e noci, e la maestosa “mozzarella in carrozza” Le immancabili uova sode con acciuga I bacari più tradizionali: luogo di incontro con i “veneziani DOC” Degustare queste prelibatezze in uno dei bacari più tradizionali, che puoi facilmente distinguere dal mobilio in legno scuro, dà modo di immergersi in un’atmosfera irripetibile, squisitamente popolare. Qui è possibile, infatti, chiacchierare amabilmente con gli ultimi “veneziani DOC, apprezzandone il colorito dialetto. I bacari: un’attrazione turistica irrinunciabile. Con tutto ciò vogliamo dire che a Venezia, oltre alle attrazioni più conosciute, come il Canal Grande, il Ponte di Rialto e Piazza San Marco, ne esiste una irrinunciabile, il “bacaro”: vero e proprio concentrato di storia, gusto, cultura e socialità. Ti è piaciuto questo articolo? Allora potrebbe interessarti anche “Degustazione di formaggi: come farla a casa”

Ricetta: polpette di zucchine e mozzarella

Perfette per un aperitivo o come secondo patto, oggi vi proponiamo la ricetta delle polpette vegetariane con zucchine e mozzarella. INGREDIENTI zucchine 2 fiorita Nobili 1 confezione da 250 g parmigiano grattugiato 2 cucchiai uovo 1 pangrattato 6 cucchiai maggiorana fresca q.b. aglio 1 spicchio olio extra vergine d’oliva q.b. sale q.b. pepe q.b. olio di semi d’arachide per friggere Abbiamo utilizzato: Fiorita Nobili PREPARAZIONE Lavate e tagliate le zucchine a tocchetti. Fatele cuocere in una padella anti-aderente con l’olio e uno spicchio d’aglio. Quando saranno tenere, fatele raffrettare, poi schiacciatele con una forchetta in una ciotola con il parmigiano, il pangrattato, l’uovo, la mozzarella tagliata a dadini piccoli, la maggiorana, il sale e il pepe. Impastate tutto fino a ottenere un composto omogeneo, poi formate delle polpettine e passatele nel pangrattato. Una volta mescolati gli ingredienti, aggiungi 3 cucchiai di pangrattato poco per volta, finché non otterrai un composto malleabile, per formare le polpette. Friggi le polpette in olio bollente fino a quando saranno dorate, scolatele e fatele asciugare prima di servirle.

Panettone gastronomico: 20 idee per farcirlo.

Il panettone salato è un’idea magnifica per i tuoi aperitivi o antipasti durante le feste! In questo articolo ti suggeriamo 20 modi per farcirlo in modo goloso. L’unica accortezza che devi usare, in fase di farcitura, è di accoppiare gli strati a libro, tenendo un lato vuoto tra uno l’altro per poterli prendere facilmente! Farciture gourmet Uova di lompo o di salmone e mascarpone all’aneto Avocado e salmone affumicato Ananas e gamberi Crema di asparagi e ricotta e capesante Fettine di mela e gorgonzola Farciture a base di pesce Burro e salmone o acciughe Mousse di tonno o di salmone Salsa tonnata e insalata Gamberi in salsa rosa Baccalà mantecato Farciture con salumi Prosciutto cotto di Praga e provola affumicata Prosciutto cotto e paté di carciofi Paté di prosciutto cotto e fettine di sedano Prosciutto crudo e maionese Salame e cavolo cappuccio Farciture vegetariane Paté di olive nere e mozzarella a fettine Paté di funghi o paté di melanzane Crema di gorgonzola e ricotta con noci Formaggio spalmabile e zucchine grigliate Uova strapazzate con cipollottoTi è piaciuto questo articolo? Se cerchi altre idee sfiziose, leggi anche 20 idee per farcire tramezzini, tigelle e panini.

Le 10 pizze più costose in Italia

La pizza è un cibo conosciutissimo in tutto il mondo, infatti i pizzaioli quotidianamente si sfidano nel trovare la ricetta più originale, combinando impasti e condimenti. Mai come in questo periodo hanno fatto parlare di sé alcune proposte gourmet dai prezzi decisamente alti. Oggi vi sveliamo le 10 pizze più costose d’Italia, o almeno quelle più note. 10) PIZZA MARGHERITA (22 euro) Al bistrot di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele a Milano viene servita la pizza margherita che ha tanto fatto discutere. L’abbiamo messa al decimo posto… ma la classifica dovrebbe essere molto più lunga per contenere tutte le pizze gourmet più diffuse. 9) ANTONIUS MUSA (44 euro) Tra gli ingredienti sfoggia caviale, uova di quaglia, uova rosse di salmone, panna acida e una spolverata d’oro alimentare a 23 carati. Viene servita dal ristorante Corte dei Medici di Catania. 8) SASHIMI DI GAMBERO (49 euro) La si può gustare alla pizzeria Ai Tigli di San Bonifacio (Verona) e tra i suoi ingredienti comprende: Sashimi di Gambero Rosso, burrata, “alga” di cavolo nero. 7) FIGAZZA 24 GOLD (50 euro) Proposta dalla Pizzeria Farlon di Fassola, in Veneto. È caratterizzata dalla presenza di una mozzarella da 300 grammi che quando viene tagliata sprigiona una cascata di bocconcini e panna fresca. L’impasto è lievitato 144 ore e tra i vari ingredienti vanta l’olio aromatizzato alle cinque spezie, il pesto di basilico e l’oro alimentare da 24 carati. 6) PATA NEGRA (65 euro) È la famosa pizza proposta da Flavio Briatore nella sua catena di locali Crazy Pizza, con un particolare tipo di prosciutto iberico pregiato, il “pata negra”. 5) 60 GRAMMI (90 euro) A metà classifica abbiamo la pizza con caviale Calvisius e burro di Normandia proposta a bagnolo di Mella (BS) da Sirani, il locale di Nerio Beghi, esperto in lievitati. 4) 4+4 (95 euro) Al quarto posto e con soli 5 euro in più della sua compagna, sempre da Sirani a Bagnolo di Mella (BS), si può gustare la 4+4 con scampi corona, gamberi carabineros e focaccia in pinzimonio. I carabineros sono gamberi rossi molto ricercati, considerati i più buoni del mondo. 3) MIMI LA REGINA D’ORO 24K (99 euro) È composta da fior di latte, salsa di pomodoro, 200 grammi di burrata di bufala e foglie e sfilacci d’oro commestibili al 100%. Viene proposta dalla pizzeria Robert di Jesolo. 2) OSTRICA ROSA (1.000 euro) Un fuori menu da richiedere in anticipo, anche per la sua lunga lievitazione, al ristorante Tablà di Adria, in provincia di Rovigo, è una proposta che vanta Ostriche rosa De Tarbouriech del Delta del Po, caviale di lime, plancton marino, gel di Franciacorta Bellavista Rosè e Foglie d’oro. Rigorosamente da gustare con posate in oro massiccio. 1) PIZZA LUIGI XIII (8.300 euro) La Luigi XIII, creata dallo chef Renato Viola, di Agropoli (Sa) costa 8.300 euro e viene servita direttamente a domicilio dal mastro pizzaiolo in persona, insieme a uno sommelier e uno chef, su stoviglie da collezione. Per quanto riguarda gli ingredienti: la farina rigorosamente biologica, lievito naturale e lievito di birra, il sale di Murrey River, Caviale Oscietra Reale Prestigio, Caviar Kaspia Oscietra Reale Classico, Caviar Kaspia di Beluga, Gamberoni rossi di Acciaroli (Cilento), Aragosta di Palinuro (Aragosta Palinurus Elephas), Cicala del Mediterraneo (Squilla mantis), Mozzarella di bufala campana.Per avere una pizza di qualità con ottimi ingredienti a prezzi più contenuti basta scegliere materie prime pregiate e del proprio territorio, come la nostra mozzarella per pizza. Ti è piaciuto questo articolo sulle 10 pizze più costose di’italia? Allora potrebbe interessarti anche le 10 pizze più costose del mondo.

I posti più strani dove stagionare i formaggi.

In Italia esistono moltissimi tipi di formaggio, noi del Caseificio Nobili siamo esperti nella preparazione di formaggi freschi, ma la stagionatura è un argomento sempre molto interessante. Sapevi, ad esempio che grotte e cantine vengono ancora utilizzate a questo scopo? Per questo tipo di stagionatura e conservazione i materiali con sono state costruite o scavate hanno una particolare importanza. Particolarmente adatti sono i materiali lapidei porosi, come il tufo e le rocce calcaree e arenarie, che mantengono più stabile la temperatura. Di norma la temperatura è tra i 10 e i 15°C con una percentuale costante di alta umidità (80 – 90%), che non deve superare il 90% onde evitare la formazione di muffe. Formaggi stagionati in grotta I formaggi pecorini di grotta sono formaggi a lunga stagionatura prodotti con latte di pecore e maturati nelle grotte per circa sei mesi, finché la pasta non diventa dura e friabile. Ne sono un esempio il Pecorino di Filiano DOP e il Pecorino Romano DOP. Il Pecorino di Filiano di Potenza è stagionato in grotte di tufo mentre il Pecorino Romano utilizza grotte Etrusco-Romane presenti in tutte le province del Lazio. Il Formaggio Grotta del Caglieron della provincia di Treviso è invece di latte vaccino e stagionato in grotte di pietra arenaria per una durata compresa tra i 60 e i 90 giorni. Tra i formaggi vaccini stagionati in grotta ricordiamo anche i diversi tipi di Caciocavallo Pugliese e Irpino. Formaggi di fossa La terra del formaggio di fossa si estende da Talamello, in provincia di Rimini, passa per Sogliano, e arriva al confine con le Marche fino alle valli del Montefeltro e del Metauro. Il formaggio viene messo in sacchetti di tela bianca e adagiati a strati nelle tipiche fosse ovali di tufo. Può essere di pure latte di pecora, di vacca, misto oppure di bufala. Formaggi stagionati in miniere e tunnel ferroviari A Valpelline, in Val d’Aosta, esiste un magazzino di stagionatura per la Fontina che è stato ricavato in un’antica miniera di rame, sfruttata fino al 1946. Le rotaie di estrazione del minerale sono oggi utilizzate per movimentare le forme di formaggio. Anche in Valtrompia (BS), Valserina e Valbrembana (BG) esistono miniere che vengono oggi utilizzate per la stagionatura di diversi formaggi locali. In Francia il tunnel ferroviario de La Collonge è stato adattato perfettamente per la stagionatura di un formaggio locale. Formaggi stagionati in castelli e prigioni Castelli e roccaforti, grazie alla loro struttura, possono essere utilizzati per la stagionatura dei formaggi all’interno di apposite aree allestite nei sotterranei. È il caso, ad esempio, del Castello di Schio, in provincia di Vicenza, che viene utilizzato per la stagionatura di prodotti agricoli e alimentari dal 2010. Hai mai provato un formaggio stagionato in una antica prigione medioevale? In alcune zone d’Italia, come a Sogliano al Rubicone (FC), esiste questa possibilità.Ti ha incuriosito questo articolo? Forse potrebbe interessarti conoscere anche i latti più strani per fare i formaggi.

Richiedi la campionatura

Per una campionatura prodotti idonea alla tua pizzeria, richiediamo: