La pizza al femminile: 15 donne pizzaiole di successo
Si pensa che il mestiere del pizzaiolo sia prettamente maschile e in effetti la Federazione Italiana Pizzaioli conta solo 55 donne ogni 600 uomini. Oggi, nella festa della donna, vi invitiamo a sostenere le quote rosa in cucina e a lasciarvi ispirare dall’ottimo lavoro di queste 15 donne pizzaiole di successo. Marzia Buzzanca (Hofstätter Garten, Termeno) Marzia Buzzanca è una chef e pizzaiola di talento, ma anche una donna forte e sensibile. Nata a Tripoli nel 1964, si trasferisce prima a Teramo e poi all’Aquila. Qui apre la sua pizzeria Percorsi di Gusto che però viene subito colpita dal terremoto del 6 aprile 2009. Nonostante l’accaduto, ha poi rilevato la pizzeria Hofstätter Garten, in Trentino alto Adige. Oggi Marzia si dedica alla ricerca di impasti alternativi, e le sue pizze esprimono l’amore del territorio conciliando ingredienti della realtà trentina e di quella abruzzese. Teresa Iorio (Dalle figlie di Iorio, Napoli) Teresa Iorio, donna determinata e vulcanica, coltiva fin da piccola la passione per il mestiere di pizzaiola. A 12 anni comincia a mettere le mani in pasta, sotto la guida del padre Ernesto. Da qui la sua carriera decolla. Cresciuta nella pizzeria Dalle Figlie di Iorio, nel 2015 conquista il titolo mondiale nella categoria Pizza SGT e nel 2017 quello della categoria Pizza Fritta, da cui nasce il suo motto “Femmena e Fritta”. Oggi la sua pizza fritta è conosciuta in tutto il mondo. Isabella de Cham (1947 Pizza Fritta, Napoli) Nonostante la sua giovane età, Isabella de Cham, a Napoli è già un’istituzione con la sua pizza fritta. Inizia la sua esperienza in sala, ad Aversa, poi a 18 anni lavora coni i grandi maestri della pizza: Ciro Oliva, Enzo Piccirillo, Gino Sorbillo. Infine, approda a 1947 Pizza Fritta a Forcella, dove inizia a sperimentare con la pizza fritta. Apre poi un secondo locale nel quartiere di Pignasecca dove lavora con uno staff quasi tutto al femminile. Nel 2019 il suo locale a rione Sanità arriva al 48esimo posto a 50 Top Pizza. Roberta Esposito (La Contrada, Aversa) Roberta Esposito comincia la sua esperienza in un locale ad Aversa rilevato dal padre. Poi lavora nel ristorante di famiglia La Contrada, inizialmente come sommelier e in sala, dove rimane affascinata dal lavoro di pizzaiola. Decide così di mettersi in gioco dedicandosi a questo mestiere e facendo pian piano carriera. La sua idea di pizza è semplice e con ingredienti selezionati, come le 7 margherite, ognuna con salsa di pomodoro differente. Oggi intraprende la strada della pizza gourmet. Francesca Gerbasio (La Pietra Azzurra, Sala Consilina) Classe 1982, originaria di Padula, Francesca Gerbasio inizia il suo percorso nella pizzeria Caselle in Piattari di Michele Croccia, lavorando inizialmente in sala. Pian piano sotto la guida di Michele passa dietro il bancone delle pizze, diventando prima sua allieva e poi sua socia. Nel 2015 infatti apre la pizzeria La Pietra azzurra a Sala Consilina, dove comincia a produrre anche pizza in pala con farine biologiche. Nel 2014 ottiene il primo premio al concorso Pizza Chef Emergente Sud di Napoli, con la sua pizza Menaica. Filomena Palmieri (Da Filomena, Castrovillari) Filomena Palmieri inizia la sua avventura 35 anni fa nella piccola pizzeria/rosticceria di famiglia. Qui sviluppa la passione per le eccellenze italiane e per il buon cibo, facendo dell’arte bianca una vera e propria filosofia di vita. Cinque anni fa apre la sua pizzeria con la complicità del marito Massimo, dedicandosi alla sperimentazione sugli impasti, e alla ricerca dei prodotti di qualità a km 0. La sua passione l’ha portata alla nomina da parte dello Slow Food di Ambasciatrice della Pizza e a conquistare il terzo posto ai Campionati Mondiali di pizza. Valeria Abbonizio (Peccati di Gola, Castel Frentano) Valeria Abbonizio aveva un’idea fissa in mente: la forma fisica e di riflesso le calorie contenute negli alimenti. Allo stesso tempo però è appassionata di cibo e cucina, in particolare di pizza. Per questo a meno di vent’anni decide di aprire la sua pizzeria. Da lì comincia a sperimentare e a progettare una ricetta di pizza più sana. Crea un impasto composto da una miscela di farine integrali, ricco anche di fibre alimentari che riducono l’assorbimento dei grassi e del colesterolo, e con un indice glicemico e un contenuto calorico inferiore rispetto alle farine molto raffinate. Nasce così il famoso impasto che ogni giorno serve nel suo locale. Petra Antolini (Settimo Cielo, Pescantina) Petra Antolini ha una passione così forte per la cucina, che nonostante il parere contrario della famiglia, non solo decide di frequentare un istituto alberghiero, ma comincia già a 13 anni a lavorare all’interno di un ristorante. Continua la sua formazione studiando all’Università della Pizza. Oggi nella sua Settimo Cielo propone due varianti di pizza una d’ispirazione napoletana, tonda e soffice, e una per abbinamenti gourmet, più alta e croccante. Dal 2016 ha aperto anche Casa Petra, una bakery-house che propone pane e pizze alla romana con lievito madre. Maria Cacialli (La Figlia del Presidente, Napoli) Maria Cacialli è una donna forte, legata alla famiglia e alla tradizione. Ha maturato la sua passione per l’arte del pizzaiolo, fin da piccolissima, quando attaccata al grembiule del padre, lo osservava incantata impastare. Maria ha poi continuato questa strada, fino ad aprire una pizzeria in pieno centro storico, dedicandola alla memoria del padre, noto per aver convinto Bill Clinton, allora presidente, ad assaggiare un pezzo della loro pizza. Oggi la pizzeria di Maria è nota soprattutto per la sua pizza fritta. Paola Cappuccio (Portici) Paola Cappuccio è la bis-nipote dei fondatori della famosa pizzeria napoletana Trianon. Dichiara di essere stata destinata a diventare pizzaiola. Ad avere una forte influenza sul suo cammino è stato il nonno Armando, che l’ha fatta appassionare al mondo della pizza. Paola ha poi aperto una sua pizzeria, approfondendo la ricerca sugli impasti. Oggi collabora con alcune riviste di settore. Giorgia Caporuscio (Don Antonio, New York) Giorgia Caporuscio, nata a Terracina, a 18 anni decide di trasferirsi a New York, per raggiungere il padre, che aveva già aperto una pizzeria nella Grande
I 5 piatti italiani più conosciuti all’estero
La cucina italiana è considerata tra le più buone al mondo, per questo è molto conosciuta anche all’estero, basti vedere le moltissime imitazioni non sempre riuscite delle ricette più note. Ma quali sono i piatti italiani più conosciuti nel mondo? Il Caseificio Nobili ha stillato una classifica per soddisfare la vostra curiosità. I 5 piatti italiani più conosciuti all’estero 1. Pizza Ovviamente al primo posto non poteva che esserci la pizza. Infatti, la pizza è uno dei cibi più mangiati e apprezzati non sono in Italia, ma in tutto il mondo. I suoi ingredienti principali: pomodoro e mozzarella, come quella della nostra linea professionale, le conferiscono un gusto pressoché irresistibile. 2. Lasagne al forno Al secondo posto troviamo le lasagne alla bolognese. Forse il connubio tra pasta fresca e la squisita salsa della tradizione emiliana, il ragù, è riuscita a conquistare i palati, non solo italiani ma anche esteri, portando questo piatto alla fama. Ma qual è il segreto di una lasagna filante? Scopritelo nella nostra ricetta. 3. Spaghetti alla Carbonara Direttamente dalla capitale italiana, al terzo posto troviamo gli spaghetti alla carbonara. Nonostante la contesa battaglia tra i vari tipi di pasta secca, la carbonara sembra essere quella più famosa all’estero. Le rivisitazioni di questo piatto infatti sono moltissime, alcune delle quali non molto riuscite e fortemente criticate dai tradizionalisti della carbonara. 4. Pesto Bandiera gastronomica di Genova, il pesto si colloca quarto nella classifica dei piatti italiani più conosciuti all’estero. Questa salsa tradizionale – a base di basilico, pinoli, aglio e parmigiano – vede scontrarsi, ogni anno, concorrenti da tutto il mondo per il Campionato mondiale di pesto, a dimostrazione della sua fama. 5. Pasta ripiena Che siano tortellini, agnolotti o ravioli, poco importa, al quinto posto della classifica troviamo la pasta ripiena. Questo piatto è presente, in numerose varianti di forma e ripieni, in quasi tutta Italia. Forse per questi motivi e per il suo gusto inconfondibile la pasta ripiena è uno dei piatti italiani più famosi all’estero. Immaginavate fossero questi i 5 piatti italiani più conosciuti all’estero? Allora potrebbe interessarvi anche la classifica dei 10 piatti più buoni del mondo.
I 10 piatti più buoni del mondo
Siete dei veri golosi e vi piace provare piatti nuovi? Allora questo articolo è perfetto per voi. Infatti, oggi il Caseificio Nobili vi presenta la classifica dei 10 piatti più buoni del mondo secondo la CNN. Due sono Italiani. 10) Chicken muamba, Gabon Il chicken muamba è un piatto tipico del Gabon, un paese dell’Africa equatoriale. È una zuppa a base di pollo, zucca, peperoncino piccante, burro di palme, olio di palma, pepe, aglio e molto pomodoro. Sicuramente un piatto molto gustoso ma anche ricco e nutriente. 9) Gelato, Italia Il gelato, in particolare quello artigianale preparato con ingredienti di prima qualità, è tra i piatti più apprezzati al mondo. Non c’è certo da stupirsi che una specialità italiana come questa rientri nella classifica. Infatti, grazie alla varietà di gusti, tra i più classici ai più innovativi, il gelato è in grado di accontentare qualsiasi palato. 8) Tom yum goong, Thailandia La tom yum goong è una zuppa thailandese piccante, molto diffusa anche in Cambogia, Vietnam e Laos. Viene realizzato con un brodo di pesce, lemongrass, kaffir, citronella, latte di cocco e peperoncino piccante. In seguito, vengono aggiunti gamberetti, funghi e patate (da cui viene la parola yum). Una specialità di pesce davvero da leccarsi i baffi e da provare almeno una volta. 7) Penang assam laksa, Malesia Al settimo posto un’altra zuppa tipica della Malesia, la penang assam laksa. È una zuppa di noodles piccante a base di pesce e tamarindo (assam laksa in malese). 6) Hamburger, Germania Di certo in classifica non poteva mancare l’hamburger. Un piatto che racchiude, in due fette di pane, un medaglione di carne di manzo e infiniti sapori diversi, a seconda degli ingredienti con cui viene imbottito. Nonostante la sua origine tedesca a renderlo famoso furono gli Stati Uniti, tant’è che oggi l’hamburger è uno dei simboli più legati allo stile di vita americano. 5) Anatra di Pechino, Cina L’anatra alla pechinese è tipico piatto cinese, in cui l’anatra viene cotta lentamente in forno, creando una pelle croccante e glassata. Infatti, l’anatra viene immersa in acqua bollente e ricoperta di sciroppo di miele. Infine, viene cotta al forno e tagliata sottilissima. Si consuma quasi esclusivamente in ristoranti specializzati. 4) Sushi, Giappone Se prima era un piatto conosciuto da pochi, oggi è ormai universale. Il sushi è piatto tipico giapponese a base di riso e pesce crudo. Spesso può essere abbinato ad altri ingredienti come alga nori, avocado, e pesce cotto. In Giappone la parola sushi significa letteralmente “aspro” e si riferisce a una vasta gamma di cibi preparati con riso e non solo al sushi come lo conosciamo. 3) Cioccolato, Messico Al terzo posto nel podio non poteva che esserci il cioccolato. I primi a coltivare il cacao furono i Maya in Messico. La pianta del cacao viene anche chiamata Theobroma cacao, nome che sembra significasse proprio cibo degli dei. Sebbene la coltivazione del cacao sia antica, la nascita del cioccolato, come lo conosciamo oggi, ha origini molto più recenti. 2) Pizza Napoletana, Italia Anche se noi l’avremmo di certo voluta al primo posto, la pizza napoletana si conquista una meritatissima medaglia d’argento. Questo piatto simbolo della città di Napoli è sicuramente il piatto italiano più apprezzato all’estero. Infatti, nel 2017 è stata dichiarata patrimonio immateriale dell’UNESCO. Per questo il nostro caseificio ha creato per tutte le pizzerie una linea professionale di mozzarella per pizza. 1) Massaman curry, Thailandia Al primo posto Il massaman curry, un piatto thailandese di origine islamica. È composto da pollo al curry con latte di cocco e innumerevoli altri ingredienti e spezie come: tamarindo, patate, cipolla, arachidi, anice stellato, cardamomo, alloro, cumino, zucchero di palma, noce moscata, chiodi di garofano e peperoncino piccante. Un piatto quindi dai molti sapori intensi e decisi, in cui ogni boccone è una sorpresa.Siete d’accordo con questa classifica dei piatti più buoni del mondo? Allora potrebbe anche interessarvi i formaggi più buoni del mondo.
I 5 cibi che creano più dipendenza: classifica
Il cibo è una droga Vi sarà sicuramente capitato di mangiare qualcosa e non riuscire più a farne a meno. Probabilmente avrete anche esclamato:” Questo cibo è una droga!”, ma esistono veramente cibi che creano dipendenza? L’Università del Michigan dice di sì. Infatti, tramite uno studio ha dimostrato che determinate combinazioni di grassi, sale e zuccheri, innesterebbero nel nostro cervello un senso di gratificazione che ci renderebbe dipendenti da alcuni alimenti. Ecco perché il Caseificio Nobili ha stillato, sulla base di questo studio, la classifica dei 5 cibi che creano maggiore dipendenza. 1. PIZZA Grazie alla sua combinazione tra grassi, carboidrati e mozzarella, come quella della nostra linea professionale, si aggiudica il primo posto in questa classifica. 2. CIOCCOLATO Probabilmente anche se non siete degli amanti del dolce, troverete certo difficile resistere a un buon pezzo di cioccolato, infatti questo alimento si aggiudica il secondo posto. 3. PATATINE IN SACCHETTO Nel podio non potevano certo mancare le patatine di produzione industriale. Chi infatti non ha detto ne mangio solo una e poi si è trovato a finire l’intero sacchetto? 4. BISCOTTI Grazie alla loro combinazione di grassi, i biscotti si aggiudicano il quarto posto. Poco sembra essere rilevante il fatto che siano fatti in casa o industriali. 5. GELATO Al quinto posto altra eccellenza italiana, il gelato. Sarà forse che gli italiani di cucina se ne intendono? Voi siete d’accordo con questa classifica o sono altri i cibi che vi creano dipendenza? Se volete saperne di più su questa ricerca allora leggete la pizza è una droga?
Quali sono le città che amano di più la pizza?
Sappiamo tutti che gli italiani sono dei veri amanti della pizza. Ma sapete anche quali sono le città con maggiori pizzerie per abitante? Il Caseificio Nobili ha stillato per voi una classifica, così saprete sempre dove andare, nel caso cercaste una nuova pizzeria. PIZZERIE IN ITALIA In Italia ci sono circa 183.000 pizzerie e queste sono in continua crescita. La provincia di Roma, che è anche la più popolosa, conta all’incirca 15.500 pizzerie, seguita da Milano con 9.250 e dalla città patria della pizza, Napoli con 8.200 pizzerie. PIZZERIE PER NUMERO DI ABITANTI Ma se vogliamo sapere in proporzione con il numero di abitanti qual è la città con più pizzerie, allora i dati cambiano. Infatti, nella nostra classifica abbiamo: 1. Sassari con una media di 1 pizzeria ogni 147 abitanti. 2. Grosseto con una media di 1 pizzeria ogni 166 abitanti. 3. Savona con una media di 1 pizzeria ogni 171abitanti. 4. Aosta con una media di 1 pizzeria ogni 187 abitanti. 5. Nuoro con una media di 1 pizzeria ogni 188 abitanti. Mentre, Roma è solo ventiduesima con 1 pizzeria ogni 280 abitanti, Milano è sessantesima con 1 ogni 346 e Napoli scivola in basso con solo 1 pizzeria ogni 381 abitanti. NUMERO DI IMPIEGATI NELLE PIZZERIE Un altro dato interessante riguarda il personale impiegato nelle pizzerie che risulta essere superiore ai 564000 addetti. Al Nord la presenza di addetti per pizzeria risulta più alta. Infatti, al primo posto si trova Bolzano, con 4,4 addetti per locale, al secondo posto troviamo Verona, Firenze e Venezia con 4,3 addetti per locale. Inoltre, Venezia risulta essere al primo posto nel rapporto tra popolazione e numero di addetti in pizzeria, con 1 addetto ogni 55,8 abitanti, seguita da Sassari (1/57), Aosta (1/58,1) e Rimini (1/58,4 abitanti). MOZZARELLA PER PIZZA NOBILI Il nostro Caseificio ha progettato una linea professionale di mozzarella per pizza, adatta per pizzerie e ristorazione. Potete trovare il filoncino da 1000 g, oppure le vaschette di mozzarella per pizza con taglio julienne o a cubetti, così potrete risparmiare sul tempo di lavorazione della mozzarella e dedicarvi totalmente alla preparazione della vostra pizza. Vi aspettavate questi risultati? Allora date un’occhiata anche a Pizze da record: 5 primati a base di pizza.
Mozzarella per pizza: i 5 segreti per scegliere la migliore

Trovare una mozzarella di qualità spesso si rivela un’impresa, se poi parliamo di trovare la migliore mozzarella per la pizza, la faccenda diventa ancora più complicata. Ecco perché Caseificio Nobili ha deciso di venire in soccorso a tutti i pizzaioli in difficoltà, rivelandovi i 5 segreti per scegliere la migliore mozzarella per pizza. 1. MOZZARELLA PER PIZZA FIORDILATTE. Per ottenere una pizza di successo, dovete innanzitutto comprare una mozzarella di qualità. La migliore per la pizza è la mozzarella fiordilatte, prodotta con latte vaccino italiano. Presso il nostro Caseificio Nobili potrete trovare il Filone 1000g e altri formati pensati per uso professionale in cucina. Questo garantirà alla vostra pizza non solo una buona riuscita, ma anche un ottimo sapore. 2. MOZZARELLA FILANTE. La filatura della mozzarella nella pizza è fondamentale. Il problema principale è mantenere la filatura dopo la cottura, quando la temperatura è inferiore ai 50°C. Il rischio se non si sceglie la mozzarella giusta è lo spiacevole effetto plastica, poco gradito dai clienti. 3. L’UMIDITÀ DELLA MOZZARELLA PER PIZZA. La buona riuscita della pizza è per lo più dovuta all’umidità della mozzarella. Infatti, anche se avete fatto un ottimo impasto l’unico modo per concludere la vostra pizza con successo è una mozzarella con il giusto contenuto di siero. Il rischio maggiore, altrimenti, sarà una pasta troppo bagnata al centro, con un cornicione bruciato all’esterno. Per questo se non volete vanificare il vostro lavoro, dovrete scegliere una mozzarella con la giusta umidità. 4. I GRASSI DELLA MOZZARELLA PER PIZZA. La mozzarella per pizza dovrebbe avere un modesto contenuto di grassi, se si vuole evitare l’effetto unto nelle pizze, o essere utilizzata in quantità ridotta se il topping prevede altri ingredienti ad alto contenuto di grassi. 5. MOZZARELLA TAGLIATA PER PIZZA. Il tempo è un fattore importantissimo per qualsiasi pizzeria, per questo abbiamo pensato a un modo per farvelo risparmiare. Molti pizzaioli hanno espresso la loro difficoltà nel trovare una mozzarella di qualità e anche già tagliata. Abbiamo quindi pensato di creare le Vaschette 2000g di mozzarella fiordilatte con taglio julienne o taglio cubetti. In questo modo potrete risparmiare il tempo della lavorazione e avere la mozzarella perfetta con il taglio che preferite.Vi abbiamo svelato i segreti per scegliere la migliore mozzarella per pizza, ora vi aspettiamo nel nostro Caseificio Nobili.
Quanta mozzarella per pizza?
Se avete appena aperto una pizzeria o siete alle prime armi con la pizza, vi starete sicuramente chiedendo: “Quanta mozzarella per pizza?”. Il nostro Caseificio Nobili ha pronta per voi la risposta e formati di mozzarella già tagliata a julienne o cubetti, perfetti per velocizzare le vostre preparazioni. QUANTA MOZZARELLA PER PIZZA TONDA? Mettere la giusta dose di mozzarella nella pizza è fondamentale per non rovinare l’impasto e non far galleggiare gli ingredienti. Innanzitutto, bisogna scegliere la migliore mozzarella per pizza, e in seguito valutare le dimensioni della pizza. Infatti, quanta mozzarella mettere per la pizza tonda dipende dal diametro. Secondo il Disciplinare la pizza dovrebbe avere un diametro di 22-35cm, per cui la quantità di mozzarella potrà variare dagli 80g ai 100g. Inoltre, è possibile valutare la quantità della mozzarella anche in base agli ingredienti che andranno a comporre la pizza, scegliendo una quantità intermedia tra i valori che abbiamo indicato. Infine, ponete attenzione anche alle richieste del vostro cliente, che potrebbe desiderare una dose maggiore di mozzarella nella sua pizza. QUANTA MOZZARELLA PER PIZZA IN UNA TEGLIA? A determinare invece quanta mozzarella per pizza mettere in una teglia, è proprio la dimensione di quest’ultima. Per le teglie industriali, 60×40, la dose consigliata di mozzarella per pizza sarà 400-500g. Per la teglia da forno classica la dose di mozzarella per pizza è di 250-300g. Ora che conoscete tutte le giuste dosi della mozzarella per pizza. Date un’occhiata a Le 3 regole per una pizza fatta in casa da leccarsi i baffi.
Pizze da record: 5 primati a base di pizza
1. LA PIZZA PIÙ GRANDE DEL MONDO. Il 13 dicembre 2012 alla fiera di Roma è stata realizzata la pizza più grande del mondo, conquistando un nuovo Guinness World Records. La pizza è stata realizzata 100% gluten free, con oltre 9.000 kg di farina. La pizza più grande del mondo è stata chiamata Ottavia. Ottavia ha ricoperto un’area di oltre 1.261.65 mq per 40m di diametro essendo composta da 5.234 lastre d’impasti assemblati sul piatto e cotti insieme sul posto, condita con 4.000 kg di pomodoro, 4.000 kg di mozzarella per pizza, 190 kg di olio, 675 kg di margarina, 250 kg di sale marino, e un peso complessivo di 23.250 kg. 2. LA PIZZA PIÙ LUNGA DEL MONDO. La pizza più lunga del mondo è stata cucinata nel 2017 a Fontana, a pochi chilometri da Los Angeles, superando il record di 1.800m di Napoli del 2016. Tramite la collaborazione tra Pizzaovens, Venice Bakery, Orlando Foods e altre società del settore è nata questa pizza da record. In 54 ore un team di più di 100 persone ha realizzato la pizza più lunga del mondo, con una misura di 1930m di lunghezza e un peso di 7800 kg. Sono stati utilizzati 2542 kg di salsa di pomodoro e 1600 kg di mozzarella per pizza. 3. LA PIZZA PIÙ COSTOSA DEL MONDO. Pensate che la pizza sia un piatto più o meno low cost? La pizza che vi stiamo per presentare è la più costosa del mondo. Il l ristorante Pierchic di Dubai ha proposto una pizza 750.000 dirham, ossia circa 180.000 euro. Si chiama “Royal Pizza”, ed è stata creata dallo chef Abdel Muhammad al-Hallabi. Viene preparata con tartufi bianchi di Alba, tartufi neri del Périgord, foie gras di Gascony, zafferano Mongra del Kashmir, caviale Beluga imbevuto di Dom Pérignon, funghi giapponesi matsutake e due foglie d’oro (60 grammi). Soltanto la materia prima costa circa 110.000 euro. 4. IL PIZZAIOLO PIÙ VELOCE DEL MONDO. A Reggio Emilia il 15 aprile 2019, è stato proclamato il pizzaiolo più veloce del mondo. Il record appartiene a Giuseppe Mario Amendola, un pizzaiolo emiliano, titolare della pizzeria “Ci vediamo da Mario”. Già nel 2013 si era aggiudicato altri 5 titoli per la categoria velocità, dove la gara consiste nell’allargare cinque dischi di pasta nel minor tempo possibile, con un diametro di almeno 30 centimetri. Il tempo impiegato da Giuseppe Mario Amendola questa volta è stato di 46 secondi e 86 centesimi, un vero tempo da record da vero professionista. 5. IL MANGIATORE DI PIZZA PIÙ VELOCE DEL MONDO. Se da una parte abbiamo un pizzaiolo che cucina pizze alla velocità della luce, dall’altra abbiamo un cliente altrettanto veloce a divorarle, infatti, esiste il record del mangiatore di pizza più veloce del mondo. Kelvin Medina, filippino di Taguig, il 12 aprile 2015 a Metro Manila (Filippine) ha ottenuto il record in una competizione testa a testa, mangiando una pizza di 30 cm di diametro in soli 23,62 secondi. Con una buona dose di allenamento in pausa pranzo, forse potreste cercare di superarlo, ma probabilmente, è meglio godersi una pizza con tutta calma. MOZZARELLA PER PIZZA NOBILI Il nostro Caseificio ha progettato una linea professionale di mozzarella per pizza, adatta per pizzerie e ristorazione. Potete trovare il filoncino da 1000 g, oppure le vaschette di mozzarella per pizza con taglio julienne o a cubetti, così potrete risparmiare sul tempo di lavorazione della mozzarella e dedicarvi totalmente alla preparazione della vostra pizza.
Le 4 differenze tra mozzarella per pizza e mozzarella da tavola
Vi siete mai chiesti qual è la differenza tra la mozzarella per pizza e la mozzarella da tavola? Il Caseificio Nobili ha deciso di risolvere tutti i vostri dubbi, svelandovi le 4 differenze tra la mozzarella per pizza, come il Panetto, e quella da tavolo, come la Fiorita. 1. I GRASSI DELLA MOZZARELLA PER PIZZA E DI QUELLA DA TAVOLA. La mozzarella per la pizza contiene generalmente una quantità minore di grassi rispetto a quella da tavola. La differenza è visibile anche nel colore della mozzarella, infatti, quella per la pizza risulterà con un colore diverso, più tendente al giallo, se confrontata con quella da tavola. 2. LA QUANTITÀ D’ACQUA NELLA MOZZARELLA. La mozzarella per pizza contiene una dose minore di acqua rispetto a quella da tavola. La mozzarella per pizza si presenta con una forma allungata e compatta, senza la presenza del liquido nella confezione, come il nostro Filone. Quella da tavola, invece, ha la classica forma tondeggiante ed è immersa in un composto di acqua e siero, come la nostra Fiorita o il nostro Bocconcino. La mozzarella per pizza ha una dose ridotta di siero perché altrimenti in cottura bagnerebbe l’impasto, lasciandolo crudo, mentre quella da tavolo risulta più apprezzabile al palato proprio grazie alla sua grande quantità di siero. 3. IL GUSTO DELLA MOZZARELLA PER PIZZA E DI QUELLA DA TAVOLA. Il gusto di una mozzarella per pizza è molto diverso da quello della mozzarella da tavola. La mozzarella per pizza, per il minor contenuto di grassi e acqua, ha un sapore molto meno definito, e risulta più pastosa. Questo le permette però di essere lavorata con più facilità. Come la nostra Vaschetta 2.500g con taglio julienne o cubetti per ristorazione. Mentre quella da tavola ha un sapore più deciso, che ricorda quello del latte, e al palato risulta molto cremosa. 4. FIORDILATTE E MOZZARELLA. Quando parliamo di mozzarella per pizza parliamo solo di fior di latte, ossia la parte migliore (fior) del latte. La mozzarella da tavola può essere invece di vari tipi, ma principalmente si distingue in fior di latte o di bufala. Vi abbiamo svelato tutte le differenze della mozzarella per pizza e di quella da tavola, se però ne vuoi saperne di più possiamo consigliarti di approfondire le differenze tra Fiorita e Panetto.
Le 8 pizze più strane del mondo
La pizza è uno degli alimenti più amati al mondo. Bastano pochi ingredienti per ottenere una pizza perfetta… ma queste pizze hanno superato ogni confine. Scoprite le pizze più strane in circolazione… e se alla fine dell’articolo avrete ancora voglia di una buona pizza, procuratevi un panetto di mozzarella Nobili e liberate la fantasia! Le 8 pizze più strane del mondo 1. HAWAIIAN PIZZA La hawaiian pizza è la pizza più amata dagli americani, ma probabilmente la più detestata dagli italiani. È una pizza con prosciutto cotto e… ananas. Un ingrediente che i pizzaioli italiani sembrano non gradire nella loro pizza. Ma si sa, i gusti sono gusti. 2. PIZZA LECCA LECCA. La pizza lecca-lecca, è un’intelligente idea per conciliare pizza e snack da passeggio. Infatti, si realizza creando delle girelle di pizza con mozzarella e pomodoro, che vengono poi impilate in degli spiedini. Questa invenzione ha così soddisfatto tutti gli amanti del salato, creando il primo lecca-lecca al gusto pizza. 3. PIZZA BURGER Se siete dei grandi amanti dei fast food, ma anche della pizza, in questa creazione potrete trovare tutto quello che avete sempre sognato. Il pizza burger è realizzato con l’impasto della pizza al posto del classico pane e all’interno si trova un hamburger di carne con pomodoro e mozzarella filante. 4. CONO PIZZA Un’altra eccellente idea che ha conciliato la bontà della pizza con la comodità, e il dolce con il salato è il cono pizza. Per crearlo basta stendere l’impasto su una forma di cono e poi riempirlo con pomodoro e mozzarella, o con gli ingredienti che più vi piacciono. 5. PIZZA HOT DOG Sembra proprio che street food e pizza siano un’accoppiata vincente per creare qualcosa di assurdo e nuovo. Proprio come la pizza hot dog. Questa pizza è praticamente identica a una pizza normale, ma il suo cornicione è creato con tanti hot dog. Una pizza davvero golosa e scenografica. 6. PIZZA FRIES Tra tutti i street food nominati, potevano mancare le patatine fritte? Assolutamente no. Ecco pronte quindi le pizza fries: patatine fritte o nachos, ricoperti da una salsa di pomodoro e mozzarella. Non avete già voglia di provarle? 7. PIZZA ENGLISH BREAKFAST Siete talmente amanti della pizza che ci fareste anche colazione? Ecco allora l’idea che fa per voi, la pizza english breakfast. Una pizza farcita con uova, bacon, mozzarella, pomodoro e avocado. 8. PIZZA DOLCE Se siete tra quelli che non sanno scegliere tra dolce e salato, ecco il piatto che fa per voi la pizza dolce. Della pizza ha solo l’impasto per il resto si dà libero sfogo alla fantasia. Si può farcire con cioccolata, panna, confetti, nocciole, e tutto ciò che di dolce desiderate aggiungerci.