I 7 formaggi più puzzolenti del mondo

Le fragranze del formaggio sono molto diverse le une dalle altre, ci sono formaggi inodori, come la nostra mozzarella, altri con un profumo delicati, come la nostra scamorza, altri invece con profumi intensi. Esistono poi dei formaggi con un odore davvero molto persistente e deciso, che può risultare anche sgradevole, ma quali sono?  Il Caseificio Nobili ti svela oggi la classifica dei formaggi più puzzolenti del mondo. I 7 formaggi più puzzolenti del mondo 1. Pont l’Eveque Seppur abbia un odore molto persistente, il Pont l’Eveque è anche un formaggio molto buono. Proviene dalla Francia e si suppone che le sue origini risalgano al XIII secolo. La puzza di questo formaggio, simile al brie, è data in particolare dalla crosta molle, infatti, per smorzare l’odore, si consiglia di eliminare la crosta o di avvolgere il formaggio con della carta da cucina isolante e di conservarlo in frigo. 2. Camembert de Normandie Altro formaggio francese che, oltre a essere famoso per il suo odore, è famoso anche per la sua incredibile morbidezza e cremosità. Il Camembert Normandie si crea a partire da latte vaccino e viene lascito stagionare per circa tre settimane. Anche questa volta la fragranza del formaggio è dovuta soprattutto alla crosta, in cui sono presenti ammoniaca, cloruro di sodio e acido succinico. 3. Munster Al terzo posto trai i formaggi più puzzolenti c’è il Munster, un nome che già dice tutto. Infatti, Munster significa mostro in francese e fa riferimento proprio all’odoro mostruoso di questo formaggio. Proviene da una zona dell’Alsazia e viene prodotto con latte vaccino e fatto stagionare per circa tre settimane in cantine umide, la sua crosta viene poi sottoposta a un lavaggio di acqua salata. 4. Epoisses Il suo trasporto sui mezzi pubblici in Francia è stato vietato, proprio a causa del suo olezzo. L’Epossies viene prodotto con latte crudo di vacca e la sua crosta viene lavata con acquavite di vinaccia. Una curiosità su questo formaggio è che sembra essere stato il preferito da Napoleone.Tra i secondi piatti preferiti dai bambini invece troviamo: 5. Brie de Meaux Il Brie de Meaux è un tipo di brie molto prelibato. Infatti, è un formaggio molto cremoso, prodotto con latte crudo di vacca, ha una crosta fiorita che alcuni dicono andrebbe mangiata insieme a alla parte cremosa. Tuttavia, il suo odore risulta a molti insopportabile. 6. Roquefort Il Roquefort è uno dei formaggi più ricercati e più puzzolenti del mondo. La sua produzione è molto particolare, si crea a partire da latte di pecora crudo e viene fatto stagionare in delle grotte situate intorno al piccolo villaggio di Roquefort (Francia meridionale). La sua particolarità sono le striature di muffa blu, le quali lo renderebbero così buono e ricercato. 7. Limburger Il Limburger è un formaggio tedesco tra i più famosi per il suo olezzo, ma anche per il suo sapore. È fermentato utilizzando un particolare batterio, chiamato Brevibacterium linens, lo stesso che può essere trovato sulla pelle umana e che è in parte motivo del suo odore pungente.Per fortuna che la nostra mozzarella non è in questa classifica! Se ti è piaciuto questo articolo, allora potrebbe interessarti anche la classifica dei formaggi più buoni del mondo.

I cibi preferiti dai bambini

Siamo stati tutti bambini e tutti abbiamo sognato almeno una volta un giorno in cui mangiare tutto quello che volevamo, senza alcuna ripercussione. Qualcuno avrà immaginato un mondo fatto solo di gelato, chi invece era già da piccolo un amante del salato, forse ne avrebbe preferito uno fatto solo di patatine fritte. Ma sei sicuro di conoscere davvero i gusti dei bambini? Mettiti alla prova con la nostra classifica dei cibi preferiti dai bambini!Tra i primi piatti preferiti dai bambini troviamo: 1.     Pizza Te lo aspettavi, vero? Al primo posto tra i cibi preferiti dai bambini non poteva che esserci la pizza. La sua combinazione pomodoro e mozzarella, come quella della nostra linea professionale, sono una combinazione irresistibile anche per i più piccoli. La pizza costituisce un piatto unico, abbastanza sano anche per i bambini, se proposto in dosi non eccessive e con condimenti equilibrati. 2.     Pasta I bambini sembrano essere molto legati ai piatti tipici della cucina italiana, infatti al secondo posto troviamo la pasta. Non importa in quale formato venga proposta, ma piuttosto bisogna prestare attenzione al condimento. I più piccoli infatti preferiscono la pasta in bianco, al pomodoro o al ragù, da evitare invece sapori troppo intensi e quelli con prevalenza di verdure. 3.     Risotto allo zafferano Al terzo posto troviamo il risotto allo zafferano. Grazie al suo sapore delicato e al suo colore allegro sembra essere in grado di conquistare il palato di moltissimi bambini. È un piatto semplice e veloce da preparare che farà sicuramente contenti i genitori, anche grazie ad alcune ottime proprietà di questa spezia. 4.     Lasagne La tradizione bolognese si guadagna il quarto posto, con le lasagne, un altro ottimo piatto unico da proporre ai bambini. Questo piatto a base di pasta fresca, ragù e formaggio, grazie alla sua combinazione di sapori è in grado di conquistare moltissimi palati, non solo quello dei bambini, infatti è anche tra i cibi italiani più conosciuti all’estero.Tra i secondi piatti preferiti dai bambini invece troviamo: 1.     Cotoletta Il primo posto se lo guadagna un classico della tradizione milanese, la cotoletta, e come si potrebbe negare la gustosità di questo piatto? Ai genitori che stanno leggendo sveliamo però un segreto, non sembra essere rilevante il friggere la cotoletta, per cui se volete proporre una versione più light vi consigliamo di cuocerla al forno. 2.     Hamburger Al secondo posto, lo sanno bene i fast food, troviamo l’hamburger. Con le sue combinazioni di sapori differenti, unite a un ottimo medaglione di carne, costituisce una ricetta davvero allettante per i più piccoli.. per cui perché non approfittare di questa ricetta per inserire anche qualche verdura? 3.     Pollo arrosto I genitori saranno felici di sapere che tra questa classifica compare anche una carne magra e semplice da preparare, come il pollo arrosto. Questo piatto è una ricetta davvero molto salutare per la dieta dei bambini ed è possibile riproporlo tranquillamente anche più di una volta a settimana.Se per caso ti sta sorgendo il dubbio su quale contorno accompagnare a questi secondi piatti, sappi che per i bambini la risposta è scontata. In qualsiasi forma, con qualsiasi cottura il contorno preferito dai bambini sono le patate, e come potremmo dar loro torto? Infine, veniamo al dolce e alla frutta. Il dolce preferito dei bambini è tra i più rappresentativi della cucina italiana, stiamo ovviamente parlando del gelato, mentre il frutto più apprezzato sembra essere la banana, da gustare da sola o in frullati. Immaginavi fossero questi i cibi preferiti dai bambini? Allora potrebbe interessarti anche i 10 piatti più buoni del mondo.

Le 7 curiosità sulla ricotta, che forse non sapevi.

La ricotta è uno prodotto davvero molto apprezzato, grazie al suo sapore delicato e alla sua cremosità. Infatti, sono numerosi gli utilizzi e i benefici che può avere questo prodotto. Ma conosci davvero tutto sulla ricotta? Scoprilo con le 7 curiosità sulla ricotta 1.     La ricotta non è un formaggio Nonostante normalmente siamo abituati a considerare la ricotta un formaggio, in realtà sarebbe meglio dire che a è un latticino. La differenza sta nel fatto che i formaggi sono prodotti dalla cagliata del latte, ossia dall’aggiunta del caglio al latte, invece, i latticini, come la ricotta, sono prodotti a partire dal siero del latte.   2.     Come si fa la ricotta? La creazione della ricotta richiede poche fasi. Dopo aver scaldato il latte e aggiunto il caglio, si lascia riposare per circa mezz’ora, finché il composto non si solidifica. Poi si deve separare la parte solida, cagliata, da quella liquida, ossia il siero di latte. A questo punto si ricuoce il siero del latte, finché la ricotta non comincia da affiorare in superficie. Il prodotto viene poi raccolto con un a schiumarola e conservato in appositi contenitori, chiamati cavagne.   3.     Come è nata la ricotta? L’origine della ricotta deriva dall’esigenza dei contadini di evitare qualsiasi spreco, e nel cercare di ottenere qualche guadagno anche dagli scarti. I contadini iniziarono quindi a pensare come riutilizzare il siero di latte, scartato dalla produzione del formaggio. Facendo bollire più volte il siero e inserendo un agente coagulante, scoprirono che si poteva ottenere un prodotto delicato e cremoso. Si suppone però che l’idea originaria sia nata nell’antico Egitto e poi tramandata a greci e romani. Invece, altre teorie conferiscono la nascita della ricotta a San Francesco d’Assisi, che poi avrebbe insegnato la ricetta ai romani. 4.     La ricotta: non solo una, ma molte varianti Nonostante siamo abituati a pensare alla ricotta come a quella di latte vaccino, bianca e morbida, che troviamo al supermercato, in realtà ne esistono di diversi tipi. Innanzitutto, non esiste unicamente la ricotta vaccina, ma anche di pecora, capra e bufala. Inoltre, possiamo trovarla nella versione fresca, ossia quella più comune, stagionata, leggermente più saporita, fermentata, con un gusto molto deciso e tipica pugliese, zuccherata, ideale per i dolci, salata, e infornata, solitamente su forno a legna.   5.     La ricotta, un latticino light La ricotta è uno degli alimenti consigliati nelle diete per assumere il giusto contenuto di calcio, senza però esagerare con le calorie. La ricotta di mucca fresca, come quella del nostro Caseificio, contiene circa 138 chilo-calorie per 100 grammi e un contenuto di grassi di circa 8 grammi. Inoltre, le proteine contenute nella ricotta sono di rapido assorbimento e utilizzo, quindi ideali per le diete. Infine, è un prodotto facilmente digeribile.   6.     La ricotta, un ingrediente versatile La ricotta fresca ha davvero moltissimi utilizzi in cucina, infatti il suo sapore delicato e la consistenza soffice e cremosa sono perfetti per diverse preparazioni. Può essere usata sia in ricette salate, come la preparazione di paste ripiene e quiche, o in quelle dolci, come per i cannoli siciliani o la pastiera napoletana, ma è anche buonissima al naturale, con l’aggiunta di sale e olio, con zucchero e cioccolato oppure con la marmellata. Insomma, un ingrediente che non dovrebbe mai mancare in cucina.   7.     Proprietà antinfiammatorie La ricotta, grazie al suo contenuto di caseina, ha proprietà antinfiammatorie. Per questo può essere utilizzata come rimedio naturale per diminuire i dolori del mal di gola, o come impacco da applicare sulle scottature solari, o come maschera per diminuire rossori e gonfiori del viso. La ricotta miscelata ad altri ingredienti può quindi avere delle vere e proprie capacità terapeutiche.   Conoscevi tutte queste curiosità sulla ricotta? Allora potrebbe interessarti anche 10 curiosità sul burro, che forse non sapevi.

La pizza al femminile: 15 donne pizzaiole di successo

Si pensa che il mestiere del pizzaiolo sia prettamente maschile e in effetti la Federazione Italiana Pizzaioli conta solo 55 donne ogni 600 uomini. Oggi, nella festa della donna, vi invitiamo a sostenere le quote rosa in cucina e a lasciarvi ispirare dall’ottimo lavoro di queste 15 donne pizzaiole di successo. Marzia Buzzanca (Hofstätter Garten, Termeno) Marzia Buzzanca è una chef e pizzaiola di talento, ma anche una donna forte e sensibile. Nata a Tripoli nel 1964, si trasferisce prima a Teramo e poi all’Aquila. Qui apre la sua pizzeria Percorsi di Gusto che però viene subito colpita dal terremoto del 6 aprile 2009. Nonostante l’accaduto, ha poi rilevato la pizzeria Hofstätter Garten, in Trentino alto Adige. Oggi Marzia si dedica alla ricerca di impasti alternativi, e le sue pizze esprimono l’amore del territorio conciliando ingredienti della realtà trentina e di quella abruzzese. Teresa Iorio (Dalle figlie di Iorio, Napoli) Teresa Iorio, donna determinata e vulcanica, coltiva fin da piccola la passione per il mestiere di pizzaiola. A 12 anni comincia a mettere le mani in pasta, sotto la guida del padre Ernesto. Da qui la sua carriera decolla. Cresciuta nella pizzeria Dalle Figlie di Iorio, nel 2015 conquista il titolo mondiale nella categoria Pizza SGT e nel 2017 quello della categoria Pizza Fritta, da cui nasce il suo motto “Femmena e Fritta”.  Oggi la sua pizza fritta è conosciuta in tutto il mondo. Isabella de Cham (1947 Pizza Fritta, Napoli) Nonostante la sua giovane età, Isabella de Cham, a Napoli è già un’istituzione con la sua pizza fritta. Inizia la sua esperienza in sala, ad Aversa, poi a 18 anni lavora coni i grandi maestri della pizza: Ciro Oliva, Enzo Piccirillo, Gino Sorbillo. Infine, approda a 1947 Pizza Fritta a Forcella, dove inizia a sperimentare con la pizza fritta. Apre poi un secondo locale nel quartiere di Pignasecca dove lavora con uno staff quasi tutto al femminile. Nel 2019 il suo locale a rione Sanità arriva al 48esimo posto a 50 Top Pizza. Roberta Esposito (La Contrada, Aversa) Roberta Esposito comincia la sua esperienza in un locale ad Aversa rilevato dal padre. Poi lavora nel ristorante di famiglia La Contrada, inizialmente come sommelier e in sala, dove rimane affascinata dal lavoro di pizzaiola. Decide così di mettersi in gioco dedicandosi a questo mestiere e facendo pian piano carriera. La sua idea di pizza è semplice e con ingredienti selezionati, come le 7 margherite, ognuna con salsa di pomodoro differente. Oggi intraprende la strada della pizza gourmet. Francesca Gerbasio (La Pietra Azzurra, Sala Consilina) Classe 1982, originaria di Padula, Francesca Gerbasio inizia il suo percorso nella pizzeria Caselle in Piattari di Michele Croccia, lavorando inizialmente in sala. Pian piano sotto la guida di Michele passa dietro il bancone delle pizze, diventando prima sua allieva e poi sua socia. Nel 2015 infatti apre la pizzeria La Pietra azzurra a Sala Consilina, dove comincia a produrre anche pizza in pala con farine biologiche. Nel 2014 ottiene il primo premio al concorso Pizza Chef Emergente Sud di Napoli, con la sua pizza Menaica. Filomena Palmieri (Da Filomena, Castrovillari) Filomena Palmieri inizia la sua avventura 35 anni fa nella piccola pizzeria/rosticceria di famiglia. Qui sviluppa la passione per le eccellenze italiane e per il buon cibo, facendo dell’arte bianca una vera e propria filosofia di vita. Cinque anni fa apre la sua pizzeria con la complicità del marito Massimo, dedicandosi alla sperimentazione sugli impasti, e alla ricerca dei prodotti di qualità a km 0. La sua passione l’ha portata alla nomina da parte dello Slow Food di Ambasciatrice della Pizza e a conquistare il terzo posto ai Campionati Mondiali di pizza. Valeria Abbonizio (Peccati di Gola, Castel Frentano) Valeria Abbonizio aveva un’idea fissa in mente: la forma fisica e di riflesso le calorie contenute negli alimenti. Allo stesso tempo però è appassionata di cibo e cucina, in particolare di pizza. Per questo a meno di vent’anni decide di aprire la sua pizzeria. Da lì comincia a sperimentare e a progettare una ricetta di pizza più sana. Crea un impasto composto da una miscela di farine integrali, ricco anche di fibre alimentari che riducono l’assorbimento dei grassi e del colesterolo, e con un indice glicemico e un contenuto calorico inferiore rispetto alle farine molto raffinate. Nasce così il famoso impasto che ogni giorno serve nel suo locale. Petra Antolini (Settimo Cielo, Pescantina) Petra Antolini ha una passione così forte per la cucina, che nonostante il parere contrario della famiglia, non solo decide di frequentare un istituto alberghiero, ma comincia già a 13 anni a lavorare all’interno di un ristorante. Continua la sua formazione studiando all’Università della Pizza. Oggi nella sua Settimo Cielo propone due varianti di pizza una d’ispirazione napoletana, tonda e soffice, e una per abbinamenti gourmet, più alta e croccante. Dal 2016 ha aperto anche Casa Petra, una bakery-house che propone pane e pizze alla romana con lievito madre. Maria Cacialli (La Figlia del Presidente, Napoli) Maria Cacialli è una donna forte, legata alla famiglia e alla tradizione. Ha maturato la sua passione per l’arte del pizzaiolo, fin da piccolissima, quando attaccata al grembiule del padre, lo osservava incantata impastare. Maria ha poi continuato questa strada, fino ad aprire una pizzeria in pieno centro storico, dedicandola alla memoria del padre, noto per aver convinto Bill Clinton, allora presidente, ad assaggiare un pezzo della loro pizza. Oggi la pizzeria di Maria è nota soprattutto per la sua pizza fritta. Paola Cappuccio (Portici) Paola Cappuccio è la bis-nipote dei fondatori della famosa pizzeria napoletana Trianon. Dichiara di essere stata destinata a diventare pizzaiola. Ad avere una forte influenza sul suo cammino è stato il nonno Armando, che l’ha fatta appassionare al mondo della pizza. Paola ha poi aperto una sua pizzeria, approfondendo la ricerca sugli impasti. Oggi collabora con alcune riviste di settore. Giorgia Caporuscio (Don Antonio, New York) Giorgia Caporuscio, nata a Terracina, a 18 anni decide di trasferirsi a New York, per raggiungere il padre, che aveva già aperto una pizzeria nella Grande

10 curiosità sul formaggio che forse non sapevi.

Dai formaggi stagionati, a quelli a pasta molle, da quelli ottimi da abbinare con altri ingredienti, a quelli da gustare in purezza, già da queste prime differenze si può comprendere quanto sia vasto il mondo del formaggio. Per questo motivo oggi il Caseificio Nobili vuole svelarti 10 curiosità sul formaggio. 1. IL FORMAGGIO CONCILIA IL SONNO Il formaggio, grazie alle sue proprietà chimiche, concilierebbe il sonno. Infatti, in esso è presente il triptofano, un amminoacido essenziale nel latte, ma che è anche alla base del processo di sintesi della serotonina in melatonina, la quale ha come funzione principale la regolazione del sonno. 2. PERCHÈ SI CHIAMA FORMAGGIO La parola formaggio deriva ovviamente da forma, ma a sua volta questa parola deriva dal greco antico, “phormos”, che era un paniere di vimini, utilizzato per la cagliata che al suo interno prendeva forma. 3. COME È NATO IL FORMAGGIO Il formaggio è un alimento antichissimo. Le prime testimonianze della sua esistenza risalgono a più di 6000 anni fa. La leggenda narra però che il formaggio sia nato in medio-oriente per caso. Si racconta che un mercante avesse il compito di trasportare del latte da un capo all’altro del deserto, per cui decise di sistemarlo dentro un otre ricavato dallo stomaco di una pecora. Gli enzimi presenti nello stomaco e il caldo trasformarono il latte in formaggio, dando così origine a questo alimento. 4. FORMAGGI SENZA LATTOSIO Per quanto gli intolleranti al lattosio debbano stare lontani da latte e latticini, non è detto che debbano rinunciare a tutti i formaggi. Infatti, i formaggi a pasta dura e extra-dura e gli erborinati hanno un contenuto di lattosio inferiore allo 0,01% e, pertanto, sono generalmente tollerati dagli intolleranti al lattosio. Un esempio è il Pecorino molto stagionato, che però è comunque da mangiare in piccole dosi. 5. IL FORMAGGIO PIÙ CARO AL MONDO Il formaggio più caro al mondo si produce in Serbia e si chiama Pule. È fatto con del latte di asine, provenienti da una specifica riserva naturale. Il suo prezzo arriva a 1.139 euro al chilo. 6. QUANTO LATTE CI VUOLE PER FARE 1KG DI FORMAGGIO Per produrre 1 kg di formaggio occorrono circa 10 litri di latte. Infatti, occorrono circa 10 parti di latte per ottenere una parte di formaggio. Per alcuni tipi di formaggio invece occorre molto più latte, a causa delle difficoltà nella fase di produzione, per questo tali formaggi hanno un costo molto elevato. 7. IL FORMAGGIO E LA SALUTE DI OSSA E DENTI Grazie al calcio e al fosfato presente nel formaggio e in genere nel latte e i suoi derivati, esso è un ottimo alleato per la saluta di ossa e denti. Infatti, questi elementi aiutano a ricostruire i minerali e lo smalto dei denti. 8. SI PRODUCE PIÙ FORMAGGIO CHE CAFFÈ Il formaggio è uno dei cibi più amati e più diffusi del mondo. Infatti, si produce più formaggio che caffè, ma anche più di caffè, cioccolato e tè sommati tra loro. 9. LA FRAGRANZA DI FORMAGGIO Alcuni formaggi emanano una tipica fragranza, a volte non sempre piacevole. Questo odore è dovuto a un certo microorganismo, presente anche nell’uomo, il Brevibacterium Linens. Il formaggio ritenuto però il più “puzzolente” è il Vieux Boulogne, un formaggio a pasta molle prodotto a Boulogne sul Mer nel nord della Francia. 10. LA MOZZARELLA IL FORMAGGIO PIÙ DIFFUSO AL MONDO Esistono più di 2.000 diverse tipologie di formaggio nel mondo. Quello più diffuso e consumato globalmente è la mozzarella, come quella del nostro caseificio. Inoltre, la famosa catena di fast-food e ristorazione PizzaHut è attualmente la catena che ne detiene il record di utilizzo, con più di 135.000 tonnellate di formaggio ogni anno.

I 5 ingredienti più versatili in cucina

Può capitare a tutti di non aver avuto abbastanza tempo di fare la spesa e trovarsi così con un frigo vuoto e poche idee su cosa cucinare. Quali sono allora gli ingredienti che non dovrebbero mai mancare in cucina? Il Caseificio Nobili vi svela la classifica dei 5 ingredienti più versatili in cucina. I 5 ingredienti più versatili in cucina   1.     Uova Le uova in cucina risultano essere l’ingrediente più versatile. Perfette sia da sole, per un pasto veloce, sia con altri ingredienti dolci e salati. Le uova possono assumere gusti e consistenze diverse, anche semplicemente cambiando metodo di cottura. Inoltre, sono molto presenti in antipasti, primi e secondi, in quanto sono un ottimo legante. La loro presenza poi non si ferma solo al salato, le uova sono un ingrediente base anche per moltissimi dolci. 2.     Patate Le patate sono un ingrediente molto versatile per vari motivi. Innanzitutto, se conservate adeguatamente possono durare anche molto tempo, inoltre sono un alimento molto nutriente. Le patate, come le uova, possono assumere gusti e consistenze differenti a seconda del metodo di cottura utilizzato e sono ottime combinate ad altri ingredienti. Sono perfette anche per la realizzazione di gustosi piatti unici e completi. 3.     Burro Il burro è uno degli ingredienti che non dovrebbero mai mancare in cucina, per cui se ti manca corri a comprare un panetto di burro Nobili. Questo ingrediente infatti è perfetto dal primo pasto della mattina fino alla cena. Il burro può essere utilizzato sia in ricette dolci, che in quelle salate, sia come ingrediente che come condimento per insaporire i propri piatti. Insomma, il burro grazie al suo sapore avvolgente e cremoso riesce a rendere ogni ricetta speciale. 4.     Sugo di pomodoro Il sugo di pomodoro non dovrebbe mai mancare nelle tavole degli italiani. Che sia in scatola o preparato in casa, questo ingrediente riesce sempre a rendere più saporito ogni piatto. Il sugo di pomodoro viene utilizzato come salsa per condire pasta, pizza, bruschette e secondi e contorni, ma soprattutto come ingrediente di alcune salse della tradizione quali: ragù, amatriciana, arrabbiata. Insomma, un ingrediente davvero dai mille utilizzi. 5.     Riso e pasta L’Italia è famosa per il suo amore verso pasta e riso, per cui questi ingredienti non dovrebbero mai mancare nelle cucine italiane. Di diverse forme e tipologie, con diversi condimenti, questi due ingredienti sono i più usati nella preparazione di primi piatti e piatti unici. Quindi, controlla sempre che in casa siano presenti almeno un pacco di pasta e uno di riso, per evitare di non sapere minimamente cosa cucinare. E tu, hai controllato di avere in cucina tutti questi ingredienti, o forse è giunto il momento di fare un po’ di spesa? Se ti è piaciuto questo articolo scopri anche le pizze preferite dagli italiani.

10 curiosità sul burro, che forse non sapevi.

Il burro è tra gli alimenti più usati in cucina, ma su cui sono stati creati anche tanti falsi miti. Oggi il Caseificio Nobili ti svela 10 curiosità sul burro, che forse non sapevi. 1. Diversi tipi di burro Il burro, più conosciuto è quello che troviamo tutti i giorni sugli scaffali del supermercato e prodotto per lo più da latte vaccino. In realtà però esistono vari tipi di burro. Infatti, questo prodotto può essere ottenuto anche a partire da latti diversi da quelli di vacca, come quello di pecora o capra. Inoltre, esistono burri prodotti a partire da panna fresca, da panna acida, da centrifugazione e con diversi gradi di salatura, come le varietà “senza sale”, “semi dolce” e “salato”.   2. Proprietà del burro e alimentazione dell’animale Potenzialmente ogni burro potrebbe contenere proprietà diverse. Infatti, le proprietà del burro, come vitamine e nutrienti, dipendono dal tipo di alimentazione dell’animale. Per questo motivo, il burro ottenuto da animali allevati a pascolo contiene maggiori proprietà e benefici rispetto a quello di allevamenti intensivi. Il burro Nobili è prodotto solo con latte vaccino italiano selezionato, per permettere ai propri clienti di gustare sempre prodotti di qualità e nel rispetto del territorio.   3. L’origine e la diffusione della burrificazione nel mondo La più antica testimonianza di un prodotto simile al burro è risalente all’epoca babilonese. Si trova in un bassorilievo conservato a Bagdad del III Millennio a.C. I primi, invece, a mettere in pratica la tecnica della burrificazione furono gli Arii nel 1500 a.C. e solo nel Basso Medioevo il burro sarà utilizzato come ingrediente per cucinare.   4. Il burro è ricco di vitamina K2 Il burro al suo interno contiene molte vitamine utili come quella A ed E. In particolare, contiene la vitamina K2 che, a differenza di quella A ed E, è difficilmente reperibile in altri alimenti. Questa vitamina è molto utile, infatti permette un buon funzionamento del sistema cardiocircolatorio e la prevenzione di malattie come l’osteoporosi e il cancro.   5. Il burro si ottiene attraverso il processo di zangolatura Dopo aver ottenuto la crema di latte, o meglio la panna, per produrre il burro bisogna effettuare un processo fondamentale, la zangolatura. Questo processo permette infatti che avvenga l’aggregazione dei grassi e la separazione dalla parte acquosa, latticello, attraverso lo sbattimento, in un recipiente tronco-cilindrico, della crema di latte. 6. Il burro alla cannabis Il burro alla cannabis è un burro che si ottiene integrando a quello classico dell’olio di CBD o di cannabidiolo. L’olio di CBD è un prodotto naturale che viene estratto dalla pianta della cannabis. Questo olio però, a differenza della cannabis, non altera lo stato psicoattivo delle persone, anzi, ha anche numerosi effetti benefici sulla salute.   7. Il burro è un’ottima fonte di butirrato Il burro è l’alimento che contiene maggior butirrato, ossia un acido carbossilico ottenuto da un processo di fermentazione eseguita da organismi anaerobici. Il butirrato ha una funzione fondamentale nella dieta, infatti ha un potere saziante, ha effetti antinfiammatori sul sistema digestivo e può abbassare il livello di trigliceridi e insulina nel sangue. l’Assolatte infatti consiglia per una dieta sana di consumare circa 10 grammi di burro al giorno.   8. L’india è il paese che produce più burro. L’India è il paese che produce e consuma in assoluto più burro al mondo. Infatti, da questo prodotto in India viene poi prodotto anche il ghee, una versione con maggiori grassi e senza lattosio del burro, utilizzata in particolare nella medicina ayurveda.   9. Il burro per rimuovere il chewingum dai capelli Chi ha provato a rimuovere un chewingum dai capelli sa quanto possa essere difficile, tant’è che spesso si è costretti a tagliare la ciocca di capelli coinvolta. Il burro potrebbe essere d’aiuto nel rimuovere la gomma da masticare dai capelli. Infatti, se viene spalmato nella zona interessata, i grassi a contatto con la gomma la fanno scivolare via con più facilità.   10. Il burro come metodo di conservazione per la cipolla Spesso la cipolla non viene utilizzata interamente e capita che ne avanzino dei pezzi. Per aiutare la conservazione della cipolla un consiglio è quello di ricoprire la parte interna con il burro, perché questo ne rallenta l’ossidazione. Conoscevi queste 10 curiosità sul burro? Allora potrebbe anche interessarti 10 curiosità sul Pandoro.

I 5 piatti italiani più conosciuti all’estero

La cucina italiana è considerata tra le più buone al mondo, per questo è molto conosciuta anche all’estero, basti vedere le moltissime imitazioni non sempre riuscite delle ricette più note. Ma quali sono i piatti italiani più conosciuti nel mondo? Il Caseificio Nobili ha stillato una classifica per soddisfare la vostra curiosità. I 5 piatti italiani più conosciuti all’estero   1.     Pizza Ovviamente al primo posto non poteva che esserci la pizza. Infatti, la pizza è uno dei cibi più mangiati e apprezzati non sono in Italia, ma in tutto il mondo. I suoi ingredienti principali: pomodoro e mozzarella, come quella della nostra linea professionale, le conferiscono un gusto pressoché irresistibile.   2.     Lasagne al forno Al secondo posto troviamo le lasagne alla bolognese. Forse il connubio tra pasta fresca e la squisita salsa della tradizione emiliana, il ragù, è riuscita a conquistare i palati, non solo italiani ma anche esteri, portando questo piatto alla fama. Ma qual è il segreto di una lasagna filante? Scopritelo nella nostra ricetta.   3.     Spaghetti alla Carbonara Direttamente dalla capitale italiana, al terzo posto troviamo gli spaghetti alla carbonara. Nonostante la contesa battaglia tra i vari tipi di pasta secca, la carbonara sembra essere quella più famosa all’estero. Le rivisitazioni di questo piatto infatti sono moltissime, alcune delle quali non molto riuscite e fortemente criticate dai tradizionalisti della carbonara. 4.     Pesto Bandiera gastronomica di Genova, il pesto si colloca quarto nella classifica dei piatti italiani più conosciuti all’estero. Questa salsa tradizionale – a base di basilico, pinoli, aglio e parmigiano – vede scontrarsi, ogni anno, concorrenti da tutto il mondo per il Campionato mondiale di pesto, a dimostrazione della sua fama.   5.     Pasta ripiena Che siano tortellini, agnolotti o ravioli, poco importa, al quinto posto della classifica troviamo la pasta ripiena. Questo piatto è presente, in numerose varianti di forma e ripieni, in quasi tutta Italia. Forse per questi motivi e per il suo gusto inconfondibile la pasta ripiena è uno dei piatti italiani più famosi all’estero.   Immaginavate fossero questi i 5 piatti italiani più conosciuti all’estero? Allora potrebbe interessarvi anche la classifica dei 10 piatti più buoni del mondo.

Risotto con mozzarella Nobili e piselli

INGREDIENTI PER 2 PERSONE 160g di riso arborio 50g di piselli 100g di Bocconcino Nobili 1 spicchi d’aglio 3 bicchieri di brodo vegetale Sale q.b. Pepe q.b. Olio q.b. PREPARAZIONE In una pentola antiaderente fate imbiondire lo spicchi d’aglio con un po’ d’olio. Inserite poi all’interno della pentola il riso con il brodo vegetale e i piselli. Chiudete la pentola con il coperchio e cuocete per 10-15 minuti. Ogni tanto mescolate il riso e state attenti al livello del brodo, se dovesse essere troppo asciutto aggiungete dei bicchieri di acqua calda. Quando il riso è al dente, aggiungete sale e pepe e la mozzarella tagliata a cubetti. Mescolate il tutto finché la mozzarella non sarà filante. Servite ben caldo.

Te ghè e man da puina: Cosa significa?

“Te ghè e man da puina” è un tipico modo di dire veneto che significa letteralmente avere le mani di ricotta, si usa quindi quando a una persona cascano spesso gli oggetti dalle mani, che sono tenere come appunto la ricotta. Un altro modo di dire molto usato in Veneto con questo termine è: “Ti si na puina”, usato per persone che tendono a essere troppo buone, tenere. Infatti, in generale il termine puina, usato come aggettivo, indica qualcosa di troppo tenero, buono, delicato. Che cos’è la puina? La parola puina oggi in veneto indica la ricotta, ma non è sempre stato così. Infatti, originariamente indicava un sottoprodotto del formaggio a base di albumina e globulina. Si otteneva facendo bollire il siero del latte in modo che le proteine coagulassero. In superficie si formava quindi una pasta, bianca e morbida, che veniva raccolta e poi fatta sgocciolare in un panno. Questo prodotto veniva realizzato anche in casa e venduto nei mercati e nelle fiere locali. In seguito, questo termine è andato a indicare la ricotta, in quanto quest’ultima si ottiene seguendo un processo di produzione simile a quello della puina. La torta de puina. Una testimonianza della presenza di questo prodotto si ha da un dolce tipico veronese, la torta de puina, un dolce che si creava appunto con ricotta vaccina, come quella Nobili, uova e farina e che era molto diffuso nelle campagne. Sapevi cosa significava man da puina? Allora potrebbe interessarti anche 10 curiosità sul Pandoro.

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