Perché si dice cheese quando si scatta una fotografia?

Ti sei mai chiesto perché si dice “cheese” quando si scatta una fotografia? Oggi il Caseificio Nobili ti svelerà come è nata questa usanza e perché. Perché si dice cheese quando si scatta una fotografia Per pronunciare la parola cheese – che in inglese significa formaggio – è necessario chiudere i denti e allargare leggermente la bocca, proprio come quando sorridiamo. Quindi, si usa questo espediente davanti alla macchina fotografica, per riuscire a scattare una foto in cui il soggetto risulti con un sorriso naturale. Da prunes a cheese Questa usanza però si è affermata solo nella prima metà del Novecento. Infatti, fino alla metà dell’Ottocento sorridere davanti alla macchina fotografica era considerato una sorta di tabù.Ai soggetti si richiedeva di avere un’espressione seria, in quanto si credeva che in questo modo la persona sarebbe risultata più autorevole; mentre ridere e sorridere era sconveniente, in quanto avrebbe rappresentato una persona frivola dedita a sbronze e scorribande.Mark Twain – scrittore e umorista statunitense – scriveva: “Una fotografia è un documento importante, e non c’è niente di peggio che lasciare ai posteri uno sciocco, stupido sorriso catturato e fissato per sempre”.Per questi motivi quando si scattava una foto non si usava l’espressione “cheese” ma “prunes” (prugne), che per essere pronunciata costringe a serrare le labbra, assumendo di conseguenza un’espressione più severa.Con il tempo il modo di fotografare si è modificato e nel panorama storico sono apparse nuove tecnologie, tutto questo ha contribuito a cambiare anche il modo di porsi davanti all’obiettivo, facendo diventare una consuetudine nel Novecento sorridere in foto. Ad avere grande influenza furono soprattutto l’introduzione delle fotocamere Pocket e Brownie, che richiedevano tempi di scatto notevolmente ridotti rispetto alle macchine usate in precedenza e il diffondersi della fotografia amatoriale. Quando nasce l’espressione cheese per scattare una foto La prima testimonianza sull’usanza di dire cheese quando si scatta una foto risale al 1943. Fu riportata a un cronista del The Big Spring Herald dall’ambasciatore americano Joseph E. Davies, il quale raccontò di averla sentita da un misterioso politico che si scoprì essere poi Franklin Roosevelt. Il presidente Roosevelt la usava appunto per sfoggiare un bel sorriso in foto, proponendo una nuova immagine di sé, sorridente e ottimista.Conoscevi questi fatti sul dire cheese quando si scatta una fotografia? Allora potrebbe interessarti anche le scene di film e serie tv più memorabili con la pizza.

I 10 dolci più buoni e famosi d’Italia

I dolci sono una buonissima tentazione, a cui è difficile resistere, soprattutto se sono specialità italiane, quindi come scegliere quale dessert gustarsi? Oggi il Caseificio Nobili vi svela i 10 dolci più buoni e famosi d’Italia. I 10 dolci più buoni e famosi d’Italia 1.   Tiramisù Uno dei dolci più famosi d’Italia è l’inconfondibile Tiramisù, le cui origini sono contese tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Noto anche nelle sue numerose varianti, la ricetta originale prevede savoiardi inzuppati nel caffè e crema di mascarpone, uova e zucchero, il tutto ricoperto da una spolverata di cacao. Una combinazione di sapori irresistibile. 2.   Cannoli siciliani I Cannoli siciliani sono assai rinomati, anche grazie alla cinematografia italoamericana. Questo dolce tipico siciliano è stato anche inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionale italiani del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. I Cannoli siciliani si compongono di una cialda di pasta fritta detta scòrza e un ripieno di ricotta. Al ripieno vengono poi aggiunti canditi e gocce di cioccolato. 3.   Strudel Lo Strudel è un dolce diffuso in tutta l’Europa centrale, con origini antichissime. Preparato soprattutto in Trentino Alto Adige, si compone di un impasto di farina e uova con una farcia di uvetta, pinoli, cannella e mele renette del territorio. Ottimo da gustare con una tazza di te o di vin brulè, davanti a una cima innevata. 4.   Cassata siciliana Un altro tra i dolci più buoni e famosi d’Italia è la Cassata siciliana. Base di pan di Spagna e pasta reale, con farcia di ricotta e frutta condita, nonostante questa sia la ricetta originale, ne esistono diverse varianti a seconda della zona. 5.   Maritozzo con la panna Il Maritozzo è un dolce tipico del Lazio, il suo nome deriverebbe dall’usanza di offrire questo dessert alle future spose e chi lo donava era definito «maritozzo». Il Maritozzo consiste in una piccola pagnotta impastata con farina, uva, miele, burro, farcita con panna montata e spesso arricchito con pinoli, uva o arancia candita. 6.   Pasticciotto Simbolo della pasticceria salentina, il Pasticciotto dopo il ’900 ha preso il sopravvento. È composto da pasta frolla ripiena di crema pasticcera e cotto al forno. Nel tempo però sono nate moltissime varianti, soprattutto per quanto riguarda la forma e la farcitura. 7.   Pastiera napoletana La Pastiera napoletana è un dolce tipico delle festività pasquali, che ha avuto il riconoscimento come prodotto agroalimentare tradizionale campano. È una torta di pasta frolla farcita con un impasto a base di ricotta, zucchero, uova e grano bollito nel latte. Nella ricetta classica gli aromi utilizzati sono cannella, scorze d’arancia, vaniglia e acqua di fiori d’arancio. 8.   Sbrisolona La Sbrisolona è un dolce del Nord Italia, originario della città di Mantova, ma comunemente prodotta e consumata in Lombardia, Emilia-Romagna e nel Veronese. Si compone di farina bianca, farina gialla e zucchero in parti uguali, amalgamati da abbondante burro. Il tratto caratteristico del dolce sta nella sua consistenza irregolare, dovuta alla lavorazione veloce e al taglio grossolano delle mandorle. 9.   Sebadas Dolce tipico della Sardegna, le Sebadas sono un dolce fritto costituito da pasta di farina di semola, acqua, strutto e scorza di limone, con all’interno del formaggio acidulo. Il tutto viene poi ricoperto con miele o zucchero. Insomma, un dolce davvero perfetto per gli amanti del formaggio, come noi. 10.   Tenerina La torta Tenrina è un dolce tipico del ferrarese, il cui ingrediente principale è il ciaccolato fondente impastato con uova, burro e farina. La particolarità è data dal fatto che all’esterno si forma una piccola crosticina ma all’interno di questo dolce il cuore è tenero e cremoso.Ti è piaciuta questa classifica dei dolci più buoni e famosi d’Italia? Allora potrebbe interessarti anche i 5 piatti italiani più conosciuti all’estero.

Qual è la differenza tra formaggi freschi e stagionati?

Il mondo dei formaggi è ricco di sapori e gusti diversi che rendono ogni prodotto unico. Nonostante questo, è possibile distinguere i formaggi in due categorie principali: i formaggi freschi e quelli stagionati. Oggi il Caseificio Nobili vi svela le principali differenze tra formaggi freschi e stagionati. I formaggi freschi I formaggi freschi si distinguono da quelli stagionati, innanzitutto, proprio per il processo di stagionatura che per quelli freschi arriva a un massimo di 1 mese e viene chiamato maturazione. Per questo stesso motivo i formaggi freschi hanno anche dei tempi di deperibilità assai maggiori rispetto a quelli stagionati. Quali sono i formaggi freschi Tra i più conosciuti formaggi freschi si trovano: Mozzarella Ricotta Robiola Stracchino Crescenza Caprino Fiocchi di latte Philadelphia o altri formaggi spalmabili Sapore dei formaggi freschi Il sapore dei formaggi freschi ricorda ancora molto quello del latte, questo perché le componenti della materia prima non ha subito molte modifiche, quindi il sapore è ancora simile a quello originale. Inoltre, non c’è alcun cenno di piccantezza, in quanto i trigliceridi del latte rimangono alla loro forma complessa. Rispetto a quelli stagionati hanno, inoltre, una minore sapidità. Consistenza dei formaggi freschi I formaggi freschi sono per lo più a pasta molle, ossia quelli con una consistenza cremosa e tenera. Questo perché i formaggi freschi hanno un contenuto d’acqua superiore al 60%. Valori nutrizionali dei formaggi freschi A differenza dei formaggi stagionati il contenuto di grassi presente in questi formaggi è molto inferiore, infatti vengono definiti alimenti light. Inoltre, i formaggi freschi presentano una quantità maggiore di lattosio, in quanto il loro processo di stagionatura/maturazione è assai breve. I formaggi stagionati I formaggi stagionati differiscono da quelli freschi perché la loro stagionatura dura da 1 mese fino a oltre 12 mesi. La stagionatura è un processo di maturazione, in cui il formaggio subisce una trasformazione enzimatica, che ne modifica principi nutritivi, gusto e consistenza. Quali sono i formaggi stagionati I formaggi stagionati possono essere distintiti in base al tempo di stagionatura. Formaggi a stagionatura media: da 1 a 6 mesi. Asiago, Taleggio, Provola, Scamorza, Caciotta. Formaggio a stagionatura lunga: da 7 a 12 mesi. Emmental, Pecorino, Grana Padano, Parmigiano Reggiano. Formaggi extraduri: oltre i 12 mesi. Formaggi a stagionatura lunga, ma che vengono stagionati per più tempo. Sapore dei formaggi stagionati I formaggi stagionati hanno una grande varietà di aromi e un sapore intenso e sapido, legato alla liberazione del glutammato e alla presenza di maggiori quantità di sale rispetto a quelli freschi. Inoltre, possono avere un accento piccante, dovuto alla lipolisi. Consistenza dei formaggi stagionati I formaggi stagionati, in generale, sono tanto più duri quanto maggiore è la stagionatura, inoltre spesso sono dotati di crosta. Alcuni formaggi stagionati, come il Brie e il Gorgonzola, in fase di stagionatura vengono esposti a particolari muffe, che conferiscono alla pasta una consistenza più soffice. Valori nutrizionali dei formaggi stagionati I formaggi stagionati hanno un contenuto calorico, di grassi, di proteine e di sale maggiore rispetto ai formaggi freschi. I formaggi stagionati hanno però un basso contenuto di lattosio, che tende quasi a scomparire in quelli a lunga stagionatura.Conoscevi queste differenze tra i formaggi freschi e stagionati? Allora potrebbe interessarti anche la differenza tra Provola e Scamorza.

I 10 primi piatti preferiti dagli italiani

Tra i piatti forti della cucina italiana non si può non annoverare i magnifici primi piatti famosi in tutto il mondo. Ma quali sono quelli preferiti dagli italiani? Oggi il Caseificio Nobili ti svela i 10 primi piatti preferiti dagli italiani. I 10 primi piatti preferiti dagli italiani 1.     Lasagna Il tipico piatto bolognese, la lasagna, conquista il cuore degli italiani e arriva al primo posto. La sua unione di sapore tra sfoglia, salsa bolognese e formaggio sembra essere una combinazione irresistibile. Ti è già salita l’acquolina in bocca al solo pensiero di questo piatto? Allora prova la nostra versione per una lasagna ancora più filante. 2.     Carbonara Al secondo posto invece troviamo la carbonara. Questa ricetta è un piatto della cucina romana a base di pasta, uova, guanciale e pecorino. Molti hanno provato a modificare la ricetta tradizionale, ma la versione classica rimane la più amata. 3.     Tagliatelle al ragù La tradizione bolognese conquista anche il terzo gradino del podio con le tagliatelle al ragù, un piatto semplice e dal gusto inconfondibile ma che piace sia a grandi che a piccini. 4.     Tortellini Al quarto posto ancora un piatto proveniente dall’Emilia, i tortellini. Con la panna o con il brodo, questo formato di pasta ripiena riesce sempre a stupire con ripieni tradizionali o innovativi. 5.     Penne all’arrabbiata Le penne all’arrabbiata conquistano il quinto posto della classifica. Infatti, gli italiani sembrano essere degli amanti dei piatti dai gusti decisi e del piccante e questo piatto, per quanto semplice, riesce a stuzzicare il loro palato. 6.     Gnocchi alla sorrentina Al sesto posto dei primi piatti preferiti dagli italiani troviamo gli gnocchi alla sorrentina. Con condimento di pomodoro e mozzarella e gnocchi a base di patate, questo piatto risulta cremoso e delicato. 7.     Risotto alla crema di scampi Il risotto alla crema di scampi non poteva certo mancare in questa classifica. Il suo sapore raffinato e delicato gli fa conquistare il settimo posto della classifica. Il segreto? Materie prime italiane e di ottima qualità. 8.     Spaghetti allo scoglio All’ottavo posto della classifica sempre un piatto di pesce, gli spaghetti allo scoglio. Molto apprezzati soprattutto al sud, dove gli ingredienti sono facilmente reperibili, freschi e di prima qualità. 9.     Spaghetti alle vongole Al nono posto troviamo gli spaghetti alle vongole. La combinazione pasta e pesce infatti sembra conquistare i palati degli italiani in tutti i modi. Gli spaghetti alle vongole sono perfetti da mangiare in riva al mare con un buon calice di vino italiano. 10.      Gramigna e salsiccia Chiude la classifica un altro piatto emiliano, la gramigna e salsiccia. Questo piatto casereccio, grazie alla particolare forma della sua pasta e alla sapidità della salsiccia, riesce a conquistare una grande parte degli italiani, ottenendo il decimo posto.Ti aspettavi questa classifica dei primi piatti preferiti dagli italiani? Allora potrebbe interessarti anche i 5 piatti italiani più conosciuti all’estero.

I 10 cibi da asporto più ordinati in Italia: classifica.

È tempo di estate e di vacanze e per questo a volte può essere una buona idea spegnere i fornelli e ordinare qualcosa da asporto. Se sei indeciso su cosa ordinare, scopri la classifica dei 10 cibi più ordinati in Italia. I 10 cibi da asporto più ordinati in Italia, per tipologia. 1.     Pizza Avevi dubbi su questo primo posto? La pizza si conferma essere la regina della cucina italiana, quindi anche il cibo più ordinato. Le varianti più richieste sono la classica margherita con pomodoro e mozzarella, diavola e capricciosa. 2.     Hamburger Al secondo posto troviamo gli hamburger, in particolare è molto richiesta la versione bacon cheeseburger con contorno di patatine fritte. 3.     Giapponese Al terzo posto si classifica la cucina giapponese. In particolare, si ordinano nigiri saké, edamame e uramaki Philadelphia. 4.     Cinese Al quarto posto, invece si classifica la cucina cinese, con piatti come involtino primavera, riso alla cantonese e ravioli alla griglia. 5.     Panini imbottiti Al quinto posto, forse per la praticità, forse per la possibilità di creare la variante che più si adatta ai propri gusti, ci sono i panini imbottiti. 6.     Italiano La cucina tradizionale italiana si colloca solo al sesto posto, con cotoletta di pollo come piatto preferito. 7.     Pollo Al settimo posto si classifica il pollo, specialmente se abbinato con le patate o sotto forma di nuggets o alette piccanti. 8.     Dolci All’ottavo posto si classificano i dolci, con particolare preferenza per tiramisù e vaschette gelato. 9.     Indiano In nona posizione si trova la cucina indiana, con una preferenza per piatti come cheese naan, samosa e chicken tikka masala. 10.     Cucina messicana Al decimo posto la cucina messicana con burrito di pollo, burrito con chili e nachos.Nello specifico invece i piatti più ordinati sono: pizza margherita, patatine fritte, pizza diavola, involtino primavera, supplì, pizza capricciosa, olive ascolane, riso alla cantonese, crocchette di patate e nigiri sake. Hai deciso che piatto ordinare per il tuo pasto da asporto? Allora potrebbe interessarti anche le pizze preferite dagli italiani

Quali sono le differenze tra Provola e Scamorza?

Quante volte ti è capitato di confondere la Provola con la Scamorza, o di pensare che fosse lo stesso identico formaggio? Per questo motivo oggi il Caseificio Nobili ti svela tutte le differenze tra Provola e Scamorza. Le differenze tra Provola e Scamorza Il Nome Non è un caso che i due formaggi abbiano nomi differenti: la Scamorza deriva da “scamozzare” ossia l’atto di eliminare una parte, mentre la Provola dal termine “pruvatura” o “pruvula” che indicava piccoli campioni di cagliata, prelevati per controllarne la filatura. La Filatura La filatura di Provola e Scamorza è una delle differenze principali di questi due formaggi. Infatti, la Scamorza è un prodotto a pasta semicruda e in parte filata, mentre la Provola è un formaggio a pasta totalmente filata. Questo porta a differenziare i due formaggi ance per consistenza e sapore. La lavorazione La Provola viene spesso chiamata anche “mozzarella stagionata”, in quanto il processo di lavorazione dei due formaggi è praticamente uguale, tranne appunto che la Provola richiede anche la stagionatura. La Scamorza, invece, viene prodotta facendo riscaldare il latte, crudo o pastorizzato, fino alla temperatura di 35°C e aggiungendo i fermenti lattici e il caglio. Una volta formata la cagliata viene tagliata a listarelle e immersa in acqua ad altissima temperatura per farla filare e darle la forma. Infine viene messa in commercio fresca, o dopo una breve stagionatura. Entrambi i formaggi possono poi essere affumicati. Per l’affumicatura vengono lasciate in una camera adibita le forme di formaggio e poi si brucia della paglia umida per una decina di minuti, in modo da dargli il sapore, l’aroma e il tipico colore bruno. Il Latte Il latte utilizzato per produrre Scamorza e Provola è per lo più quello vaccino, ma entrambi possono essere prodotti anche con latte di bufala, specialmente in Campania. Invece, solo la Provola può essere prodotta con latte caprino. Forma, colore, sapore La Scamorza ha solitamente una forma più a pallone, schiacciato al centro, e può arrivare fino a mezzo chilo, la sua consistenza è elastica. La sua colorazione è solitamente biancastra come quella della mozzarella, ma più scura rispetto alla Provola, la crosta esterna assume colorazioni diverse a seconda della stagionatura. Ha un sapore intenso di latte, con una sapidità peculiare. La Provola ha invece una caratteristica forma a pera, con una piccola testina che solitamente viene legata a un cappio. La crosta è liscia e di colore bianco, come anche la pasta. La consistenza è morbida, compatta ed elastica. Il sapore della Provola è dolce e leggermente acidulo con un aroma delicato. Utilizzo La Scamorza può essere consumata da sola o accompagnata a pane e salumi, è ottima anche nella pizza napoletana, in particolare quella con la cipolla oppure per preparazioni di torte salate. La Provola invece è perfetta per primi piatti sfiziosi come le lasagne ma anche per involtini e omelette. Scamorza e Provola Nobili Il Caseificio Nobili realizza sia Provola che Scamorza, anche affumicate, con latte 100% italiano, in modo da offrire un prodotto rispettoso del territorio e della tradizione casearia.Conoscevi queste differenze tra Provola e Scamorza? Allora potrebbe interessarti anche le 7 curiosità sulla ricotta.

Pizza, film e serie tv

Che la pizza fosse un simbolo dell’italianità e della buona cucina già lo sapevamo, ma che fosse così gettonata dal grande e piccolo schermo proprio non ce lo immaginavamo. Sembra proprio, invece, che la pizza sia un soggetto molto presente in film, serie TV, cartoni animati e grandi classici del cinema, che hanno reso omaggio a questo piatto in moltissimi modi. Ecco perché il caseificio Nobili oggi vi presenta le 13 scene più belle e memorabili con la pizza. Riesci a ricordarle tutte? L’oro di Napoli (Vittorio De Sica) L’oro di Napoli è un film a episodi del 1954 diretto da Vittorio De Sica. Nell’episodio “Pizza e credito” un’indimenticabile Sophia Loren recita la parte della regina della pizza fritta nel rione di Materdei. In questo episodio Vittorio De Sica rende omaggio e esprime tutto il suo amore per Napoli e per il suo piatto tipico, la pizza. Mangia, prega, ama (Ryan Murphy) Mangia prega ama è un film del 2010 diretto da Ryan Murphy, basato sul libro autobiografico di Elizabeth Gilbert. La trama parla di una donna che decide di lasciare tutto per intraprendere un viaggio spirituale intorno al mondo. Tra le tappe, che la donna racconta minuziosamente nel suo diario, soggiorna per quattro mesi in Italia, visitando Roma e Napoli dove si avvicina ai piaceri del palato della buona cucina italiana. Proprio durante questa tappa si assiste alla scena, in cui Julia Roberts nell’Antica Pizzeria da Michele a Napoli si gusta in estasi una buonissima pizza. Manhattan (Woody Allen) Manhattan è un film del 1979 scritto, diretto e interpretato da Woody Allen. In questo classico della comicità, una scena iconica ha come protagonista proprio la pizza. Il protagonista Isaac e la sua giovane amante Tracy sono a cena in quella che, secondo lui, è la miglior pizzeria di New York, John’s Pizzeria. In attesa della pizza i due cominciano a discutere, ma l’unico pensiero di Isaac, una volta ricevuto il piatto è il fatto che manchi un ingrediente fondamentale… il cocco. Parasite (Bong Joon-ho) Parasite è un film del 2019 diretto da Bong Joon-ho. In questo thriller la storia della povera famiglia Kim parte da un lavoro umile, legato alla pizza. Infatti, i Kim piegano cartoni per la pizza nell’umido scantinato in cui vivono, e si nutrono principalmente di questo alimento. La pizzeria in cui sono girate le scene del film e la Pizza Age, locale a conduzione familiare, che ha riscosso un grande successo dopo la realizzazione del film. Spiderman (Sam Raimi) Spider-Man è un film del 2002 diretto da Sam Raimi. Basato sui fumetti dell’Uomo Ragno, creati da Stan Lee e Steve Ditko e pubblicati dalla Marvel Comics, il film racconta la storia di Peter Parker, interpretato da Tobey Maguire, che viene morso da un ragno geneticamente modificato e ne acquisisce i poteri e i sensi da ragno. In questa versione il giovane Peter Parker, per mantenersi gli studi, si occupa di consegnare a domicilio pizze e per fare più in fretta usa proprio i suoi super poteri. Deadpool (Tim Miller) Deadpool è un film del 2016 diretto da Tim Miller, basato sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel Comics. Il protagonista è ex soldato delle forze speciali che, dopo essere stato congedato con disonore, ha intrapreso la carriera di mercenario. Proprio durante uno dei suoi appostamenti, nell’attesa del nemico, decide di ordinarsi una pizza. E che pizza avrebbe mai potuto ordinare un antieroe come Deadpool? Una pizza ananas e olive. Una volta arrivata la consegna, con la vittima completamente ignara di tutto, l’unica preoccupazione del nostro eroe è che il cornicione non sia bruciato. Ritorno al futuro II (Robert Zemeckis) Avrebbe mai potuto non esserci un riferimento a come avremmo preparato la pizza in un film come Ritorno al futuro? Ovviamente no. Nella magnifica visione di Robert Zemeckis la pizza del futuro si sarebbe preparata inserendo in forni speciali dei dischetti, per poi estrarne delle fumanti pizze formato maxi. Per fortuna che alla fine non è stato così e che la pizza si prepara ancora con ingredienti classici e genuini, come la nostra mozzarella Nobili. Nightmare 4 (Renny Harlin) Di pizze dal gusto horror ne abbiamo viste già molte, come quella al cocco o con ananas e olive, ma nessuno può battere quella di Nightmare 4. Nightmare 4 – Il non risveglio – è un film del 1988 diretto da Renny Harlin e rappresenta il quarto capitolo della saga horror Nightmare, ideata e diretta da Wes Craven. Nella fatidica scena in questione davanti agli occhi di una terrorizzata Alice Freddy Krueger gusta una pizza condita con le teste urlanti di alcune malcapitate vittime. Tartarughe Ninja  Tartarughe Ninja è una serie a fumetti di genere fantascientifico ideata nel 1984 dai disegnatori Kevin Eastman e Peter Laird e pubblicata negli Stati Uniti d’America dalla casa editrice statunitense Mirage Studios. Dato il suo successo, in seguito è divenuta una serie animata di successo. Le tartarughe Ninja, a parte a essere note per il loro spirito eroico e le loro incredibili abilità in battaglia, sono famose anche per essere delle grandissime amanti della pizza. Infatti, in qualsiasi versione, dal fumetto, ai cartoni animati, ai film, la pizza per Leonardo, Raffaello, Donatello e Michelangelo, non può proprio mai mancare. Breaking Bad (Vince Gilligan) Breaking Bad è una serie televisiva statunitense creata da Vince Gilligan e trasmessa dall’emittente via cavo statunitense AMC. La serie è stata acclamata dalla critica, soprattutto per la sceneggiatura, la regia e le interpretazioni degli attori principali. Nel 2013, la Writers Guild of America l’ha collocata al tredicesimo posto tra le serie meglio scritte di tutti i tempi. In uno degli episodi della serie diviene protagonista proprio la pizza, infatti, il protagonista Walter White lancia, in preda alla rabbia, un’intera pizza, che inevitabilmente finisce per schiantarsi nel tetto della sua casa, rimanendo appiccicata. Friends (David Crane e Marta Kauffman) Friends è una sitcom statunitense creata da David Crane e Marta Kauffman. La serie ruota attorno a un gruppo di sei amici a Manhattan, formato dalle ragazze Rachel Green, Monica Geller e Phoebe Buffay, e dai ragazzi Ross Geller, Chandler Bing e Joey Tribbiani. Proprio quest’ultimo

Le 10 pizze più costose del mondo

La pizza è un cibo conosciutissimo in tutto il mondo, infatti i pizzaioli quotidianamente si sfidano nel trovare la ricetta più originale, combinando impasti e condimenti. Nonostante questo, un elemento caratteristico della pizza è sempre stato il suo costo contenuto, in quanto nasce originariamente come cibo semplice e povero. Da allora però molte cose sono cambiate e spesso questo piatto viene condito con materie prime anche molto costose. Oggi il caseificio Nobili, infatti, vi svela le 10 pizze più costose del mondo. 10) PIZZA KOBE BEEF STEAK (72 dollari) La Pizza Kobe Beef Steak della catena Domino’s Japan. La sua particolarità è quella di essere condita con una delle carni più pregiate al mondo il Kobe, facendo così aumentare il prezzo di questa pizza. 9) PIZZA MAGIC GOLD (108 dollari) È la pizza speciale di un ristorante di Toronto (Canada), il Magic Oven. L’elevato costo di questa pizza è dovuto al suo aspetto decisamente scenografico. Infatti, è cosparsa di foglie d’oro 24 carati commestibili. 8) PIZZA ARAGOSTA E TARTUFO (125 dollari) La si può gustare al Third Avenue Cafe, a Dubai, dove viene considerata la migliore pizza del mondo grazie ai suoi ingredienti speciali: aragosta e tartufo, inoltre sembra esserci un ingrediente segreto che il pizzaiolo custodisce gelosamente. 7) PIZZA TRIPLE MILLEFEUILLE (140 dollari) È una pizza della popolare catena di pizzerie Domino’s, con la crosta ripiena di formaggio e con ben 3 strati di ingredienti tra cui carciofini e jalapenos, che a loro volta possono essere impanati e fritti o ripieni. Una pizza per cui serve non solo un grande portafoglio ma anche un grande stomaco. 6) PIZZA C6 (450 dollari) È uno dei migliori e più famosi piatti della Steveston Pizza Company, una pizzeria canadese che si trova a Richmond, nella Columbia Britannica. È composta da un medley di gamberi tigra, ratatouille di aragosta, salmone affumicato, caviale russo Osetra e tartufo bianco d’Alba a scaglie. 5) PIZZA DEL NINO’S BELLISSIMA (1.000 dollari) Nino’s Bellissima è un celebre ristorante di New York, che annovera tra i suoi piatti questa pizza creata da Nino Selimaj. È a base di panna fresca, quattro tipi di caviale, aragosta a fette, uova di salmone e un po’ di wasabi. Si può acquistare anche a fette a un prezzo più ridotto. 4) PIZZA “TARTUFO BIANCO E ORO” DEL MARGO’S (2.400 dollari) Questa pizza nel 2010 venne inserita nel libro dei Guinness dei primati, in quanto era divenuta la pizza più costosa del mondo. Prodotta dalla Margo’s Pizzeria, alla Valletta (Malta). Il suo segreto? Ingredienti super lussuosi: foglie d’oro 24 carati e tartufo bianco d’Alba. Il suo prezzo varia a seconda delle quotazioni sia dell’oro che del tartufo. 3) PIZZA ROYALE 007 (4.200 dollari) La pizza di James Bond conquista invece il terzo posto. Creata dal ristorante di Domenico Crolla, Haggis, a Glasgow (Regno Unito), il condimento di questa pizza prevede aragoste imbevute nello Champagne con una spolverata di oro commestibile. Insomma, una pizza veramente di lusso. 2) PIZZA DELLA CASA DEL FAVITTA’S FAMILY (8.200 dollari) Favitta’s Family è una famosa pizzeria di New York, la cui pizza della casa è tra le più costose del mondo. È stata ideata per la Festa di San Valentino e ha la forma di un cuore ma ciò che realmente porta il prezzo alle stelle è la sua decorazione in diamanti. Insomma, una pizza perfetta per una proposta di matrimonio davvero costosa. 1) PIZZA LUIGI XIII (12.000 dollari) Questa pizza da 12.00 dollari è stata dal pizzaiolo campano Renato Viola, di Agropoli, una cittadina in provincia di Salerno. La Luigi XIII è la pizza più costosa del mondo, infatti già l’impasta è composto da ingredienti di primissima qualità, inoltre tra i condimenti è presente uno dei caviali più pregiati al mondo, il Caviale Oscietra Reale Prestige.Queste pizze a parte a essere costosissime hanno anche un ottimo sapore, ma per avere una pizza di qualità non sono obbligatori prezzi da capogiro, ma basta scegliere materie prime pregiate e del proprio territorio, come la nostra mozzarella per pizza. Ti è piaciuto questo articolo sulle 10 pizze più costose del mondo? Allora potrebbe interessarti anche i formaggi più costosi del mondo.

I 6 cibi italiani più venduti all’estero

Il Made in Italy all’estero è simbolo di qualità, sicurezza e rispetto delle tradizioni. Infatti, l’agroalimentare italiano nel mondo ha un valore di 41 miliardi di euro, con export prevalenti in Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna e in crescita in Cina e Russia. Ma quali sono i prodotti alimentari italiani più esportati? Oggi il Caseificio Nobili ti svela i 6 cibi italiani più venduti all’estero. I 6 cibi italiani più venduti all’estero 1.  Cioccolato, caffè, tè, spezie e piatti pronti Cioccolato, tè, caffè, spezie e piatti pronti, con 6,7 miliardi di euro, sono i prodotti italiani più venduti all’estero. Infatti, la qualità del cioccolato italiano è molto apprezzata dalle altre nazioni, tanto che questo prodotto concorre con quello assai noto belga. Caffè, tè e spezie invece, grazie alla loro lunga tradizione italiana, hanno acquisito una gran fama all’estero. Per quanto riguarda i cibi pronti è facile comprendere perché abbiano un così grande successo, infatti chi potrebbe mai rinunciare ad assaggiare un piatto della nostra cucina italiana? 2. Vini Al secondo posto della classifica troviamo i vini, con circa 6 miliardi di euro. Infatti, all’estero oltre ai vini bianchi, rossi e rosati, sono particolarmente amati quelli frizzanti come spumante e prosecco. 3. Pasta, pane e farinacei Al terzo posto, con 3,7 miliardi di euro, si trovano pane, pasta e farinacei, la cui vendita ha subito consistenti aumenti soprattutto per quanto riguarda pane e prodotti di pasticceria. Non c’è da stupirsene visto che la pasta è uno dei simboli più noti dell’italianità. 4. Frutta e ortaggi Al quarto posto troviamo frutta, verdura, ortaggi italiani, sia venduti al naturale che in forma di conserve, come i famosi pelati italiani. 5. Prodotti lattario-caseari Al quinto posto si trovano i prodotti lattario-caseari, che hanno subito negli ultimi anni un’importante crescita delle vendite. Mozzarella come quella del nostro caseificio, parmigiano, grana, gorgonzola e altri prodotti caseari, per la loro qualità e tradizione godono di una grande fama all’estero, anche se non è sempre facile trovarli. 6. Carne fresca o lavorata Al sesto posto nei cibi italiani più venduti all’estero troviamo la carne sia fresca che lavorata, come salumi e prosciutti, un altro pezzo forte della produzione italiana, con le specialità tipiche di ogni regione.Hai trovato interessante questa classifica? Allora potrebbe interessarti anche i 5 ingredienti più versatili in cucina.

Cheese Rolling: la gara di corsa del formaggio

Ti sei mai chiesto chi vincerebbe una gara di corsa, in una collina scoscesa, tra un gruppo di uomini e una forma di formaggio? Probabilmente no, ma alla base della Cheese Rolling c’è proprio questo pensiero. Per questo motivo il Caseificio Nobili oggi ti svela tutto sulla gara di corsa del formaggio, Cheese Rolling. Lo scopo della Cheese Rolling La Cheese Rolling si può definire a tutti gli effetti una competizione sportiva estrema, il cui scopo è riuscire ad afferrare per primi una forma di formaggio, fatta rotolare giù da una collina. Le difficoltà in questa competizione sono molteplici, innanzitutto a causa della ripidità delle colline in cui si svolge la competizione e al terreno dissestato, ma soprattutto a causa della velocità che la forma di formaggio può raggiungere, quasi 110 km/h.Questo comporta che la competizione sia estremamente pericolosa, causando ogni anno numerosi incidenti, per questo motivo negli ultimi anni si è sostituito la forma di formaggio con del polistirolo e si è obbligato i concorrenti ad indossare il casco.L’ambito premio? Proprio la forma di formaggio fatta rotolare dalla collina. Le origini della Cheese Rolling L’origine di questa competizione non è nota, ma si pensa che sia nata già nell’antica Roma o con i riti pagani, come disciplina della corsa, o in Galles. La più famosa però è quella del Cooper’s Hill Cheese-Rolling and Wake, tenuta annualmente appunto sulla Cooper’s Hills, vicino a Gloucester in Inghilterra. Essa è nata inizialmente come tradizione del villaggio locale di Brockworth, ma oggi la gara coinvolge partecipanti provenienti da tutto il mondo. Tradizionalmente, nella Cooper’s Hill Cheese-Rolling and Wake viene usata una forma di circa 4 kg di formaggio stagionato locale, Double Gloucester. Cheese Rolling in Trentino La fama di questa peculiare gara ha raggiunto anche l’Italia. Infatti, dal 2003 presso l’Altopiano di Brentonico, nei pressi di Rovereto, in Trentino, si svolge una corsa analoga che si ripete ogni 2 anni.Per fortuna che la nostra mozzarella non è adatta a una corsa del genere, anche se è perfetta per fare una competizione di abbuffata.Conoscevi questa caratteristica competizione? Allora potrebbe interessarti anche le 7 curiosità sulla ricotta, che forse non sapevi.

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