10 curiosità sul formaggio che forse non sapevi.
Dai formaggi stagionati, a quelli a pasta molle, da quelli ottimi da abbinare con altri ingredienti, a quelli da gustare in purezza, già da queste prime differenze si può comprendere quanto sia vasto il mondo del formaggio. Per questo motivo oggi il Caseificio Nobili vuole svelarti 10 curiosità sul formaggio. 1. IL FORMAGGIO CONCILIA IL SONNO Il formaggio, grazie alle sue proprietà chimiche, concilierebbe il sonno. Infatti, in esso è presente il triptofano, un amminoacido essenziale nel latte, ma che è anche alla base del processo di sintesi della serotonina in melatonina, la quale ha come funzione principale la regolazione del sonno. 2. PERCHÈ SI CHIAMA FORMAGGIO La parola formaggio deriva ovviamente da forma, ma a sua volta questa parola deriva dal greco antico, “phormos”, che era un paniere di vimini, utilizzato per la cagliata che al suo interno prendeva forma. 3. COME È NATO IL FORMAGGIO Il formaggio è un alimento antichissimo. Le prime testimonianze della sua esistenza risalgono a più di 6000 anni fa. La leggenda narra però che il formaggio sia nato in medio-oriente per caso. Si racconta che un mercante avesse il compito di trasportare del latte da un capo all’altro del deserto, per cui decise di sistemarlo dentro un otre ricavato dallo stomaco di una pecora. Gli enzimi presenti nello stomaco e il caldo trasformarono il latte in formaggio, dando così origine a questo alimento. 4. FORMAGGI SENZA LATTOSIO Per quanto gli intolleranti al lattosio debbano stare lontani da latte e latticini, non è detto che debbano rinunciare a tutti i formaggi. Infatti, i formaggi a pasta dura e extra-dura e gli erborinati hanno un contenuto di lattosio inferiore allo 0,01% e, pertanto, sono generalmente tollerati dagli intolleranti al lattosio. Un esempio è il Pecorino molto stagionato, che però è comunque da mangiare in piccole dosi. 5. IL FORMAGGIO PIÙ CARO AL MONDO Il formaggio più caro al mondo si produce in Serbia e si chiama Pule. È fatto con del latte di asine, provenienti da una specifica riserva naturale. Il suo prezzo arriva a 1.139 euro al chilo. 6. QUANTO LATTE CI VUOLE PER FARE 1KG DI FORMAGGIO Per produrre 1 kg di formaggio occorrono circa 10 litri di latte. Infatti, occorrono circa 10 parti di latte per ottenere una parte di formaggio. Per alcuni tipi di formaggio invece occorre molto più latte, a causa delle difficoltà nella fase di produzione, per questo tali formaggi hanno un costo molto elevato. 7. IL FORMAGGIO E LA SALUTE DI OSSA E DENTI Grazie al calcio e al fosfato presente nel formaggio e in genere nel latte e i suoi derivati, esso è un ottimo alleato per la saluta di ossa e denti. Infatti, questi elementi aiutano a ricostruire i minerali e lo smalto dei denti. 8. SI PRODUCE PIÙ FORMAGGIO CHE CAFFÈ Il formaggio è uno dei cibi più amati e più diffusi del mondo. Infatti, si produce più formaggio che caffè, ma anche più di caffè, cioccolato e tè sommati tra loro. 9. LA FRAGRANZA DI FORMAGGIO Alcuni formaggi emanano una tipica fragranza, a volte non sempre piacevole. Questo odore è dovuto a un certo microorganismo, presente anche nell’uomo, il Brevibacterium Linens. Il formaggio ritenuto però il più “puzzolente” è il Vieux Boulogne, un formaggio a pasta molle prodotto a Boulogne sul Mer nel nord della Francia. 10. LA MOZZARELLA IL FORMAGGIO PIÙ DIFFUSO AL MONDO Esistono più di 2.000 diverse tipologie di formaggio nel mondo. Quello più diffuso e consumato globalmente è la mozzarella, come quella del nostro caseificio. Inoltre, la famosa catena di fast-food e ristorazione PizzaHut è attualmente la catena che ne detiene il record di utilizzo, con più di 135.000 tonnellate di formaggio ogni anno.
I 5 ingredienti più versatili in cucina

Può capitare a tutti di non aver avuto abbastanza tempo di fare la spesa e trovarsi così con un frigo vuoto e poche idee su cosa cucinare. Quali sono allora gli ingredienti che non dovrebbero mai mancare in cucina? Il Caseificio Nobili vi svela la classifica dei 5 ingredienti più versatili in cucina. I 5 ingredienti più versatili in cucina 1. Uova Le uova in cucina risultano essere l’ingrediente più versatile. Perfette sia da sole, per un pasto veloce, sia con altri ingredienti dolci e salati. Le uova possono assumere gusti e consistenze diverse, anche semplicemente cambiando metodo di cottura. Inoltre, sono molto presenti in antipasti, primi e secondi, in quanto sono un ottimo legante. La loro presenza poi non si ferma solo al salato, le uova sono un ingrediente base anche per moltissimi dolci. 2. Patate Le patate sono un ingrediente molto versatile per vari motivi. Innanzitutto, se conservate adeguatamente possono durare anche molto tempo, inoltre sono un alimento molto nutriente. Le patate, come le uova, possono assumere gusti e consistenze differenti a seconda del metodo di cottura utilizzato e sono ottime combinate ad altri ingredienti. Sono perfette anche per la realizzazione di gustosi piatti unici e completi. 3. Burro Il burro è uno degli ingredienti che non dovrebbero mai mancare in cucina, per cui se ti manca corri a comprare un panetto di burro Nobili. Questo ingrediente infatti è perfetto dal primo pasto della mattina fino alla cena. Il burro può essere utilizzato sia in ricette dolci, che in quelle salate, sia come ingrediente che come condimento per insaporire i propri piatti. Insomma, il burro grazie al suo sapore avvolgente e cremoso riesce a rendere ogni ricetta speciale. 4. Sugo di pomodoro Il sugo di pomodoro non dovrebbe mai mancare nelle tavole degli italiani. Che sia in scatola o preparato in casa, questo ingrediente riesce sempre a rendere più saporito ogni piatto. Il sugo di pomodoro viene utilizzato come salsa per condire pasta, pizza, bruschette e secondi e contorni, ma soprattutto come ingrediente di alcune salse della tradizione quali: ragù, amatriciana, arrabbiata. Insomma, un ingrediente davvero dai mille utilizzi. 5. Riso e pasta L’Italia è famosa per il suo amore verso pasta e riso, per cui questi ingredienti non dovrebbero mai mancare nelle cucine italiane. Di diverse forme e tipologie, con diversi condimenti, questi due ingredienti sono i più usati nella preparazione di primi piatti e piatti unici. Quindi, controlla sempre che in casa siano presenti almeno un pacco di pasta e uno di riso, per evitare di non sapere minimamente cosa cucinare. E tu, hai controllato di avere in cucina tutti questi ingredienti, o forse è giunto il momento di fare un po’ di spesa? Se ti è piaciuto questo articolo scopri anche le pizze preferite dagli italiani.
10 curiosità sul burro, che forse non sapevi.
Il burro è tra gli alimenti più usati in cucina, ma su cui sono stati creati anche tanti falsi miti. Oggi il Caseificio Nobili ti svela 10 curiosità sul burro, che forse non sapevi. 1. Diversi tipi di burro Il burro, più conosciuto è quello che troviamo tutti i giorni sugli scaffali del supermercato e prodotto per lo più da latte vaccino. In realtà però esistono vari tipi di burro. Infatti, questo prodotto può essere ottenuto anche a partire da latti diversi da quelli di vacca, come quello di pecora o capra. Inoltre, esistono burri prodotti a partire da panna fresca, da panna acida, da centrifugazione e con diversi gradi di salatura, come le varietà “senza sale”, “semi dolce” e “salato”. 2. Proprietà del burro e alimentazione dell’animale Potenzialmente ogni burro potrebbe contenere proprietà diverse. Infatti, le proprietà del burro, come vitamine e nutrienti, dipendono dal tipo di alimentazione dell’animale. Per questo motivo, il burro ottenuto da animali allevati a pascolo contiene maggiori proprietà e benefici rispetto a quello di allevamenti intensivi. Il burro Nobili è prodotto solo con latte vaccino italiano selezionato, per permettere ai propri clienti di gustare sempre prodotti di qualità e nel rispetto del territorio. 3. L’origine e la diffusione della burrificazione nel mondo La più antica testimonianza di un prodotto simile al burro è risalente all’epoca babilonese. Si trova in un bassorilievo conservato a Bagdad del III Millennio a.C. I primi, invece, a mettere in pratica la tecnica della burrificazione furono gli Arii nel 1500 a.C. e solo nel Basso Medioevo il burro sarà utilizzato come ingrediente per cucinare. 4. Il burro è ricco di vitamina K2 Il burro al suo interno contiene molte vitamine utili come quella A ed E. In particolare, contiene la vitamina K2 che, a differenza di quella A ed E, è difficilmente reperibile in altri alimenti. Questa vitamina è molto utile, infatti permette un buon funzionamento del sistema cardiocircolatorio e la prevenzione di malattie come l’osteoporosi e il cancro. 5. Il burro si ottiene attraverso il processo di zangolatura Dopo aver ottenuto la crema di latte, o meglio la panna, per produrre il burro bisogna effettuare un processo fondamentale, la zangolatura. Questo processo permette infatti che avvenga l’aggregazione dei grassi e la separazione dalla parte acquosa, latticello, attraverso lo sbattimento, in un recipiente tronco-cilindrico, della crema di latte. 6. Il burro alla cannabis Il burro alla cannabis è un burro che si ottiene integrando a quello classico dell’olio di CBD o di cannabidiolo. L’olio di CBD è un prodotto naturale che viene estratto dalla pianta della cannabis. Questo olio però, a differenza della cannabis, non altera lo stato psicoattivo delle persone, anzi, ha anche numerosi effetti benefici sulla salute. 7. Il burro è un’ottima fonte di butirrato Il burro è l’alimento che contiene maggior butirrato, ossia un acido carbossilico ottenuto da un processo di fermentazione eseguita da organismi anaerobici. Il butirrato ha una funzione fondamentale nella dieta, infatti ha un potere saziante, ha effetti antinfiammatori sul sistema digestivo e può abbassare il livello di trigliceridi e insulina nel sangue. l’Assolatte infatti consiglia per una dieta sana di consumare circa 10 grammi di burro al giorno. 8. L’india è il paese che produce più burro. L’India è il paese che produce e consuma in assoluto più burro al mondo. Infatti, da questo prodotto in India viene poi prodotto anche il ghee, una versione con maggiori grassi e senza lattosio del burro, utilizzata in particolare nella medicina ayurveda. 9. Il burro per rimuovere il chewingum dai capelli Chi ha provato a rimuovere un chewingum dai capelli sa quanto possa essere difficile, tant’è che spesso si è costretti a tagliare la ciocca di capelli coinvolta. Il burro potrebbe essere d’aiuto nel rimuovere la gomma da masticare dai capelli. Infatti, se viene spalmato nella zona interessata, i grassi a contatto con la gomma la fanno scivolare via con più facilità. 10. Il burro come metodo di conservazione per la cipolla Spesso la cipolla non viene utilizzata interamente e capita che ne avanzino dei pezzi. Per aiutare la conservazione della cipolla un consiglio è quello di ricoprire la parte interna con il burro, perché questo ne rallenta l’ossidazione. Conoscevi queste 10 curiosità sul burro? Allora potrebbe anche interessarti 10 curiosità sul Pandoro.
Risotto con mozzarella Nobili e piselli

INGREDIENTI PER 2 PERSONE 160g di riso arborio 50g di piselli 100g di Bocconcino Nobili 1 spicchi d’aglio 3 bicchieri di brodo vegetale Sale q.b. Pepe q.b. Olio q.b. PREPARAZIONE In una pentola antiaderente fate imbiondire lo spicchi d’aglio con un po’ d’olio. Inserite poi all’interno della pentola il riso con il brodo vegetale e i piselli. Chiudete la pentola con il coperchio e cuocete per 10-15 minuti. Ogni tanto mescolate il riso e state attenti al livello del brodo, se dovesse essere troppo asciutto aggiungete dei bicchieri di acqua calda. Quando il riso è al dente, aggiungete sale e pepe e la mozzarella tagliata a cubetti. Mescolate il tutto finché la mozzarella non sarà filante. Servite ben caldo.
Te ghè e man da puina: Cosa significa?
“Te ghè e man da puina” è un tipico modo di dire veneto che significa letteralmente avere le mani di ricotta, si usa quindi quando a una persona cascano spesso gli oggetti dalle mani, che sono tenere come appunto la ricotta. Un altro modo di dire molto usato in Veneto con questo termine è: “Ti si na puina”, usato per persone che tendono a essere troppo buone, tenere. Infatti, in generale il termine puina, usato come aggettivo, indica qualcosa di troppo tenero, buono, delicato. Che cos’è la puina? La parola puina oggi in veneto indica la ricotta, ma non è sempre stato così. Infatti, originariamente indicava un sottoprodotto del formaggio a base di albumina e globulina. Si otteneva facendo bollire il siero del latte in modo che le proteine coagulassero. In superficie si formava quindi una pasta, bianca e morbida, che veniva raccolta e poi fatta sgocciolare in un panno. Questo prodotto veniva realizzato anche in casa e venduto nei mercati e nelle fiere locali. In seguito, questo termine è andato a indicare la ricotta, in quanto quest’ultima si ottiene seguendo un processo di produzione simile a quello della puina. La torta de puina. Una testimonianza della presenza di questo prodotto si ha da un dolce tipico veronese, la torta de puina, un dolce che si creava appunto con ricotta vaccina, come quella Nobili, uova e farina e che era molto diffuso nelle campagne. Sapevi cosa significava man da puina? Allora potrebbe interessarti anche 10 curiosità sul Pandoro.
Sformato di cavoletti di Bruxelles e scamorza

Non sapete in che modo far magiare ai vostri figli i cavoletti di Bruxelles? Provate la nostra nuova ricetta dello sformato ai cavoletti di Bruxelles e scamorza, non sarà solo buona ma anche salutare e con prodotti di stagione. INGREDIENTI 900 g di cavolini di Bruxelles 350 g di patate 1 scalogno 2 uova 50 g di farina 00 50 g di Burro Nobili 600 ml di latte 250 g di Scamorza Nobili 1 cucchiaio Olio di oliva Sale q.b. Pepe q.b. PREPARAZIONE La prima cosa da fare è realizzare la besciamella. In un pentolino sciogliete il burro Nobili e poi aggiungete la farina setacciata. Mescolate la farina e il burro per 5 minuti, cercando di evitare la formazione di grumi. Spegnete il fuoco e unite a filo, un po’ alla volta, il latte caldo, mescolando con una frusta. Poi fate cuocere per altri 15 minuti circa. Insaporite con un sale e pepe. Pulite i cavoletti di Bruxelles e poi fateli cuocere a vapore per 15 minuti. Intanto fate rosolare lo scalogno in padella con un filo d’olio e poi aggiungete le patate sbucciate e tagliate a cubetti. Cuocete per una decina di minuti, aggiungendo se necessario un bicchiere di acqua. Infine, aggiungete i cavoletti di Bruxelles e fate cuocere per altri 2 minuti. A questo punto la besciamella sarà diventata tiepida per cui potete incorporarvi le uova. Prendete una pirofila e alternate uno strato di besciamella uno di cavoletti di Bruxelles e uno di scamorza Nobili a cubetti, finché non esaurite gli ingredienti. Completate con una spolverata di formaggio e infornate in forno già caldo a 220°C per 20 minuti. Servite dopo 5 minuti dalla cottura.
I 10 piatti più buoni del mondo
Siete dei veri golosi e vi piace provare piatti nuovi? Allora questo articolo è perfetto per voi. Infatti, oggi il Caseificio Nobili vi presenta la classifica dei 10 piatti più buoni del mondo secondo la CNN. Due sono Italiani. 10) Chicken muamba, Gabon Il chicken muamba è un piatto tipico del Gabon, un paese dell’Africa equatoriale. È una zuppa a base di pollo, zucca, peperoncino piccante, burro di palme, olio di palma, pepe, aglio e molto pomodoro. Sicuramente un piatto molto gustoso ma anche ricco e nutriente. 9) Gelato, Italia Il gelato, in particolare quello artigianale preparato con ingredienti di prima qualità, è tra i piatti più apprezzati al mondo. Non c’è certo da stupirsi che una specialità italiana come questa rientri nella classifica. Infatti, grazie alla varietà di gusti, tra i più classici ai più innovativi, il gelato è in grado di accontentare qualsiasi palato. 8) Tom yum goong, Thailandia La tom yum goong è una zuppa thailandese piccante, molto diffusa anche in Cambogia, Vietnam e Laos. Viene realizzato con un brodo di pesce, lemongrass, kaffir, citronella, latte di cocco e peperoncino piccante. In seguito, vengono aggiunti gamberetti, funghi e patate (da cui viene la parola yum). Una specialità di pesce davvero da leccarsi i baffi e da provare almeno una volta. 7) Penang assam laksa, Malesia Al settimo posto un’altra zuppa tipica della Malesia, la penang assam laksa. È una zuppa di noodles piccante a base di pesce e tamarindo (assam laksa in malese). 6) Hamburger, Germania Di certo in classifica non poteva mancare l’hamburger. Un piatto che racchiude, in due fette di pane, un medaglione di carne di manzo e infiniti sapori diversi, a seconda degli ingredienti con cui viene imbottito. Nonostante la sua origine tedesca a renderlo famoso furono gli Stati Uniti, tant’è che oggi l’hamburger è uno dei simboli più legati allo stile di vita americano. 5) Anatra di Pechino, Cina L’anatra alla pechinese è tipico piatto cinese, in cui l’anatra viene cotta lentamente in forno, creando una pelle croccante e glassata. Infatti, l’anatra viene immersa in acqua bollente e ricoperta di sciroppo di miele. Infine, viene cotta al forno e tagliata sottilissima. Si consuma quasi esclusivamente in ristoranti specializzati. 4) Sushi, Giappone Se prima era un piatto conosciuto da pochi, oggi è ormai universale. Il sushi è piatto tipico giapponese a base di riso e pesce crudo. Spesso può essere abbinato ad altri ingredienti come alga nori, avocado, e pesce cotto. In Giappone la parola sushi significa letteralmente “aspro” e si riferisce a una vasta gamma di cibi preparati con riso e non solo al sushi come lo conosciamo. 3) Cioccolato, Messico Al terzo posto nel podio non poteva che esserci il cioccolato. I primi a coltivare il cacao furono i Maya in Messico. La pianta del cacao viene anche chiamata Theobroma cacao, nome che sembra significasse proprio cibo degli dei. Sebbene la coltivazione del cacao sia antica, la nascita del cioccolato, come lo conosciamo oggi, ha origini molto più recenti. 2) Pizza Napoletana, Italia Anche se noi l’avremmo di certo voluta al primo posto, la pizza napoletana si conquista una meritatissima medaglia d’argento. Questo piatto simbolo della città di Napoli è sicuramente il piatto italiano più apprezzato all’estero. Infatti, nel 2017 è stata dichiarata patrimonio immateriale dell’UNESCO. Per questo il nostro caseificio ha creato per tutte le pizzerie una linea professionale di mozzarella per pizza. 1) Massaman curry, Thailandia Al primo posto Il massaman curry, un piatto thailandese di origine islamica. È composto da pollo al curry con latte di cocco e innumerevoli altri ingredienti e spezie come: tamarindo, patate, cipolla, arachidi, anice stellato, cardamomo, alloro, cumino, zucchero di palma, noce moscata, chiodi di garofano e peperoncino piccante. Un piatto quindi dai molti sapori intensi e decisi, in cui ogni boccone è una sorpresa.Siete d’accordo con questa classifica dei piatti più buoni del mondo? Allora potrebbe anche interessarvi i formaggi più buoni del mondo.
10 curiosità sul Pandoro
Nel giorno di Natale, nelle tavole venete non può certo mancare a fine pasto una fetta del tipico dolce veronese, il Pandoro. Ma siete sicuri di conoscere proprio tutto riguardo il Pandoro? Il Caseificio Nobili oggi vi svela 10 curiosità sul Pandoro. 1. Il Pandoro dell’antica Roma La prima ricetta di un dolce simile al Pandoro si può già trovare nel I secolo d.C. Infatti, Plinio il Vecchio scrisse di un certo “panis”, realizzato con farina, burro, olio da un certo Vergilius Stephanus Senex. 2. Domenico Melegatti, inventore del Pandoro. Il Pandoro fu però ufficialmente creato nel 1894 dal pasticcere veronese Domenico Melegatti, che il 14 ottobre sottopose all’ufficio brevetti del Regio Ministero dell’Agricoltura e del Commercio, la ricetta del famoso dolce. 3. Il nome del Pandoro. Il nome del Pandoro deriva dalla lingua veneta “pan de oro”, probabilmente in omaggio all’antica abitudine dei ricchi veneziani che impreziosivano il pane con foglie dorate. Una leggenda però narra che un garzone, prendendo in mano la prima fetta illuminata dal sole, esclamò “l’è proprio un pan de oro”. 4. Nadalin, l’antenato del Pandoro. Il vero antenato del Pandoro è però probabilmente il Nadalin, un dolce veneto casalingo che a sua volta deve le sue origini al Levà. Quest’ultimo era un dolce lievitato con mandorle e zucchero, realizzato la sera della Vigilia di Natale. 5. La forma del Pandoro. L’origine della forma del Pandoro è però da imputare ad Angelo Dall’Oca Bianca, un pittore veronese impressionista, che disegnò lo stampo a piramide tronca e a otto punte. 6. La sfida delle 1000 lire. Il Pandoro ebbe subito un grande successo, per questo molti cercarono di imitarlo. Fu così che Domenico Melegatti decise di indire la sfida delle 1000 lire. Chi si fosse presentato con il la ricetta originaria del dolce avrebbe vinto 1000 lire. Infine, non si presentò nessuno. 7. Il Pandoro non solo per Natale. Per quanto noi siamo ormai abituati a considerare il Pandoro come un dolce tipicamente natalizio, l’idea originale di Melegatti era quella di un dolce adatto alle più svariate occasioni. 8. Ingredienti semplici preparazione complessa. Nonostante gli ingredienti del Pandoro siano tra i più comuni: farina, zucchero, uova, lievito, e circa 175g di burro, come quello del nostro caseificio, la lavorazione è davvero complessa. Basti solo pensare che ci sono ben quattro fasi di lievitazione. 9. Come consumare il Pandoro. Un segreto, che non tutti conosceranno, per gustarsi a pieno il Pandoro è quello di riscaldarlo un po’ prima di mangiarlo. 10. Come conservare il Pandoro. Si sa che dopo il pranzo o la cena di Natale, può essere difficile finire l’intero Pandoro, spesso quindi capita che avanzino delle fette di Pandoro. Il nostro consiglio è quindi di avvolgerlo nell’alluminio e poi porlo in frigo, per una migliore conservazione. Conoscevate queste curiosità sul Pandoro? Allora potrebbe interessarvi anche 10 curiosità sulla pizza.
Come si fa la mozzarella?
Tutti quanti conosciamo la mozzarella, ma quanti di voi sanno come viene prodotta? Il Caseificio Nobili oggi vi svelerà tutte le fasi e i trucchi utilizzati per creare la mozzarella Nobili. MOZZARELLA DI LATTE ITALIANO Per ottenere la mozzarella si parte innanzitutto dalla materia prima, ossia il latte, che per la nostra mozzarella e 100% italiano. Questo viene pastorizzato, ossia portato alla temperatura di 73° e poi riportato alla temperatura di lavorazione, cioè 35°. COS’È LA CAGLIATA? In seguito, viene posto in delle “polivalenti” per aggiungere il caglio (un prodotto naturale, che modifica la composizione chimica della caseina, per permettere la coagulazione del latte) e fermenti lattici, per la produzione dell’acido lattico. Il composto viene poi fatto riposare finché diventa lucido e compatto, ottenendo la cagliata. A questo punto con un apposito strumento si rompe la cagliata in tante parti, facendola affondare nel siero. Questa operazione richiede molta attenzione, viene eseguita per lo più dal mastro casaro e, a seconda della “granulosità” ottenuta in questa fase, si prepareranno le diverse tipologie di mozzarella Nobili. Dopo la rottura, la cagliata viene lasciata acidificare sotto siero. Dopo qualche tempo, la parte solida si separa dal siero e viene posta su dei tavoli a colare finché non raggiunge il giusto PH, per rilasciare il siero in eccesso. Questa è una fase molto delicata che richiede l’esperienza e la competenza di un casaro esperto, oltre che temperatura e umidità controllata, altrimenti si rischia di creare una mozzarella di bassa consistenza. LA FILATURA DELLA MOZZARELLA La fase successiva è quella della filatura, fondamentale per la consistenza della mozzarella. La cagliata viene salata e passa poi nella filatrice, una macchina che, con acqua a 85°, trasforma la cagliata in pasta filata, che poi viene tagliata in strisce sottili, tritata e lavorata. È proprio per questo processo che la mozzarella viene classificata come formaggio a pasta filata. MOZZATURA E FORMATURA DELLA MOZZARELLA In seguito, avviene la mozzatura, ossia la porzionatura della pasta filata nelle varie forme, che danno vita a Fiorita, Bocconcino, Panetto, Filone. I prodotti vengono poi raffreddati, immergendoli in acqua fredda, per prepararli al confezionamento. Per i prodotti lavorati destinati alla ristorazione, ovvero Mozzarella Taglio Julienne e Taglio a Cubetto, si utilizza il Filone da 1 kg che, prima di essere confezionato, passa alla macchina per taglio e alla pesatura delle vaschette. Conoscevate tutte le fasi per produrre la mozzarella? Allora, potrebbe anche interessarvi le 4 differenze tra mozzarella per pizza e mozzarella da tavola.
Torta salata con cicoria e ricotta: ricetta.

La cicoria è un ottimo ingrediente per il mese di novembre e l’abbinamento con la ricotta è un grande classico che ne stempera il gusto amarognolo. Ecco perché il Caseificio Nobili ha deciso di proporvi la ricetta della torta salata con cicoria e ricotta. INGREDIENTI 500 g di cicoria fresca 400 g ricotta Nobili 1 rotolo di pasta sfoglia 1 uovo + 1 tuorlo per spennellare 100 g di parmigiano grattugiato Sale q.b. 1 spicchio d’aglio Abbiamo utilizzato: Ricotta Nobili PREPARAZIONE Cominciate lavando con cura la cicoria e asciugandola con un panno, poi rosolate uno spicchio d’aglio con un po’ di olio e aggiungete la cicoria, facendola cuocere per 10 minuti a fuoco basso. Terminata la cottura, strizzate bene la cicoria per eliminare l’acqua in eccesso e tritatela finemente. In una ciotola a parte cominciate ad amalgamare la ricotta con il parmigiano grattugiato, un uovo e un po’ di sale, poi unite anche la cicoria. Su della carta da forno stendete la pasta sfoglia e bucherellatela con una forchetta. Poi versate il composto di cicoria e ricotta e ripiegate i bordi della pasta sfoglia, spennellandola con il tuorlo d’uovo. Mettete la torta salata in forno preriscaldato a 180° e fate cuocere per 30 minuti. Sfornate e servite tiepida. Siete soddisfatti di questo piatto stagionale? Allora potrebbe interessarvi anche la ricetta per una lasagna filante.