Ravioli di ricotta con salsa di zucca

]Un risotto cremoso e avvolgente, perfetto per una cena speciale. Gli spinaci freschi e la scamorza affumicata regalano a questo piatto un sapore unico e invitante.   Ingredienti: 320 g di riso Carnaroli 200 g di spinaci freschi 100 g di scamorza affumicata 1 cipolla 50 g di parmigiano grattugiato 1 noce di burro Olio extravergine d’oliva Sale e pepe q.b. Preparazione: Cuoci gli spinaci: Saltali in padella con un filo d’olio e tritali finemente. Prepara il soffritto e il riso: In una pentola, fai soffriggere la cipolla tritata, aggiungi il riso e fallo tostare. Aggiungi il brodo e gli spinaci: Versa il brodo caldo poco alla volta e unisci gli spinaci tritati. Manteca con scamorza e parmigiano: A fine cottura, aggiungi la scamorza a cubetti, il parmigiano e una noce di burro. Mescola per ottenere un risotto cremoso. Servi: Impiatta e servi caldo, con una spolverata di pepe. Un risotto dal sapore deciso e delicato allo stesso tempo, perfetto per coccolarsi con gusto. Buon appetito!

La Pinza: Un dolce per l’epifania del Nord Italia

L’Epifania, una festa cristiana celebrata il 6 gennaio, è un giorno ricco di tradizioni e folklore in Italia, specialmente nel Nord, dove si distingue per una delizia culinaria unica: la Pinza. Storia e origini La vigilia dell’Epifania in Veneto è caratterizzata dalla tradizionale notte del “Panevin”, un evento in cui si accendono grandi fuochi. In questa occasione, si costruiscono pire con rovi, rami e canne di mais intorno a un palo centrale, creando un’imponente fiammata. Il rogo viene acceso al calar della sera dal membro più giovane della famiglia, utilizzando un pezzo di legno parzialmente bruciato, conservato dalla notte di Natale. Il “Panevin” ha un profondo significato simbolico, radicato nelle antiche tradizioni solari e ignee delle culture pre-cristiane. Questo rito funge da esorcismo contro la paura di perdere il sole e la sua energia vitale durante il solstizio invernale, simboleggiando anche la fertilità della terra. Il rito si conclude con la consumazione della “pinza”, un dolce tipico cotto sotto la cenere secondo una ricetta tradizionale che prevede l’uso di farina di mais e frumento, impastati con il burro e cotti avvolti in foglie di cavolo. Mangiare la pinza insieme simboleggia la condivisione e la solidarietà, valori fondamentali della comunità contadina. Tradizioni legate alla Pinza La pinza, arricchita con finocchio, uvetta, pinoli e fichi secchi, viene accompagnata da vin brulé. In alcune località, si segue la tradizione di bere sette tipi diversi di vin brulé, preparati da sette persone diverse, come segno di buona sorte. Un pezzo di pinza e un bicchiere di vino vengono poi lasciati per la Befana, che si dice arrivi a mezzanotte per riempire le calze appese dai bambini al camino con doni. In alcune regioni, è usanza che i padrini e le madrine regalino la Pinza ai loro figliocci, simboleggiando auguri di prosperità e salute per l’anno nuovo. Curiosità Una curiosità legata alla Pinza è la sua forma. Spesso viene preparata a forma di stella o di cuore, simboli di fortuna e amore. In alcune varianti, al centro della Pinza viene inserita una moneta, augurio di prosperità per chi la trova. Varianti regionali La Pinza presenta diverse varianti regionali, ognuna con le sue peculiarità: Pinza piemontese: In Piemonte, la Pinza è spesso arricchita con frutta secca come nocciole e mandorle, ingredienti tipici della regione. Pinza lombarda: In Lombardia, si aggiungono spesso uvetta e canditi, rendendo il dolce più ricco e profumato. Pinza veneta: La versione veneta può includere spezie come la cannella e l’anice, che le conferiscono un aroma particolare. Pinza trentina: Nel Trentino-Alto Adige, la Pinza spesso si arricchisce di mele essiccate o di pinoli, riflettendo i sapori locali. Preparazione La preparazione della Pinza varia leggermente da regione a regione, ma gli ingredienti di base includono farina, zucchero, uova, burro o strutto, e lievito. A questi si aggiungono poi gli ingredienti specifici di ogni variante regionale.

Sformato di broccoli con mozzarella

Questo sformato è una squisita combinazione di broccoli e mozzarella fiordilatte, perfetto per una cena nutriente e piena di gusto. INGREDIENTI 400g di broccoli 250g di mozzarella, tagliata a dadini 3 uova 100g di parmigiano grattugiato Sale e pepe, quanto basta Noce moscata, un pizzico Burro, quanto basta Pangrattato, quanto basta PREPARAZIONE Pulisci i broccoli, dividili in cimette e cuocili in acqua bollente salata per circa 5-7 minuti. Devono restare al dente. Scolali e lasciali raffreddare. In una ciotola, sbatti le uova con sale, pepe e noce moscata. Aggiungi il parmigiano grattugiato e mescola bene. Prendi una teglia, ungi il fondo e i lati con un po’ di burro e cospargila con il pangrattato. Disponi uno strato di broccoli sul fondo, poi aggiungi metà della mozzarella tagliata a dadini. Versa sopra metà del composto di uova e parmigiano. Ripeti gli strati finendo con il composto di uova. Preriscalda il forno a 180°C. Inforna lo sformato e cuocilo per circa 30 minuti, fino a quando non diventa dorato in superficie. Lascia riposare lo sformato per qualche minuto prima di servirlo. Questo permetterà di tagliarlo più facilmente e di apprezzarne meglio i sapori.

Mozzarella di bufala vs mozzarella vaccina: scopri le differenze

Conosci le principali differenze tra la mozzarella di bufala e quella fiordilatte? Oggi il Caseificio Nobili te le svelerà tutte. Mozzarella di bufala: spore intenso, consistenza cremosa La mozzarella di bufala, con la sua origine antica e autentica, regala un gusto unico e inconfondibile che affonda le radici nella tradizione casearia italiana. Ottenuta dal latte di bufala, questa mozzarella si distingue per il suo sapore leggermente più intenso e ricco, che spazia da note di latte fresco a sentori di burro e panna. La consistenza soffice e cremosa, unita alla sua capacità di sciogliersi in bocca, rende la mozzarella di bufala un’esperienza sensoriale da non perdere.Il trucco è non associarla ad alimenti che ne contrastino troppo il gusto, in quanto già al naturale la bufala ha un gusto molto corposo. Mozzarella vaccina: delicatezza nel gusto e nella consistenza La mozzarella vaccina, realizzata con latte di mucca, incanta con la sua dolcezza delicata e la sua consistenza morbida e vellutata. Il suo gusto leggermente più delicato rispetto alla mozzarella di bufala la rende una scelta versatile che si presta a molteplici preparazioni, dal condimento di insalate fresche all’aggiunta in piatti caldi come la pizza e la pasta. La mozzarella vaccina si distingue per la sua adattabilità e la capacità di fondersi perfettamente con altri sapori, donando un tocco di cremosità a ogni piatto.Confronto: gusto, consistenza e utilizzo in cucina Sebbene entrambe le varianti di mozzarella siano apprezzate per le loro caratteristiche uniche, il confronto tra mozzarella di bufala e mozzarella vaccina evidenzia differenze interessanti. Mentre la mozzarella di bufala si distingue per il suo sapore più intenso e la sua capacità di essere gustata da sola o con un semplice condimento di olio e basilico fresco, la mozzarella vaccina si adatta perfettamente a una vasta gamma di ricette, garantendo una cremosità avvolgente, senza sovrastare gli altri sapori presenti nei piatti. Entrambe le varianti sono un simbolo della maestria casearia italiana e possono essere apprezzate in molteplici contesti gastronomici.

Pasta al pesto di ricotta

Nel mondo della cucina italiana, il connubio tra pasta e ricotta crea un’esperienza gastronomica straordinaria. Oggi, vi presentiamo una deliziosa ricetta di “Pasta al pesto di ricotta” che mette in mostra il sapore ricco e cremoso della nostra ricotta fresca. INGREDIENTI 350g di pasta (scegli la tua preferita) 200g di ricotta fresca Nobili 1 tazza di foglie di basilico fresco 1/4 di tazza di pinoli 2 spicchi d’aglio 1/2 tazza di olio d’oliva extra vergine 1/2 tazza di parmigiano reggiano grattugiato Sale e pepe nero macinato fresco a piacere PREPARAZIONE Inizia preparando il pesto di ricotta. In un mixer, unisci la ricotta fresca, il basilico fresco, i pinoli, l’aglio, il parmigiano reggiano grattugiato e un pizzico di sale. Frulla gli ingredienti fino a ottenere una consistenza cremosa. Aggiungi gradualmente l’olio d’oliva extra vergine mentre frulli, fino a ottenere un pesto liscio e omogeneo. Assaggia e regola il sale e il pepe a tuo piacere. In una pentola capiente, porta a ebollizione abbondante acqua salata. Aggiungi la pasta e cuocila seguendo le istruzioni riportate sulla confezione, finché non diventa al dente. Ricorda di mescolare di tanto in tanto per evitare che la pasta si attacchi. Quando la pasta è pronta, scolala conservando un po’ dell’acqua di cottura (circa 1/2 tazza) da parte. In una grande ciotola, unisci la pasta cotta e il pesto di ricotta preparato. Mescola bene, aggiungendo un po’ di acqua di cottura della pasta se necessario per ottenere una consistenza cremosa. Assicurati che il pesto di ricotta si distribuisca uniformemente sulla pasta. Servi la pasta al pesto di ricotta in piatti individuali, guarnendola con una spolverata di parmigiano reggiano grattugiato e un pizzico di pepe nero macinato fresco.

Cannelloni: storia e curiosità di un delizioso classico italiano

I cannelloni sono un piatto italiano amato in tutto il mondo, ma quanti ne conoscono davvero la storia e le curiosità affascinanti che li circondano? Scopriamo insieme sette interessanti curiosità sui cannelloni che ti faranno apprezzare ancora di più questo delizioso piatto. 1. Origini antiche: I cannelloni hanno origini antiche e sono profondamente radicati nella tradizione culinaria italiana. Il termine “cannellone” deriva dalla parola italiana “canna,” che significa “tubo” o “canna da zucchero.” In effetti, la forma cilindrica dei cannelloni è simile a quella di una canna. Le prime tracce storiche dei cannelloni risalgono all’epoca degli antichi Romani, che erano noti per preparare piatti di pasta simili. Tuttavia, il piatto come lo conosciamo oggi, con ripieni gustosi e salse abbondanti, ha radici più recenti. Nel corso dei secoli, la ricetta dei cannelloni si è evoluta nelle diverse regioni italiane. In Sicilia, ad esempio, si trovano versioni di cannelloni ripieni di ricotta e spinaci, mentre in Emilia-Romagna sono popolari i cannelloni ripieni di carne e besciamella. Oggi, esistono molte variazioni regionali e personali della ricetta dei cannelloni. 2. Nomi regionali: L’Italia è famosa per la sua cucina regionale diversificata, e i cannelloni non fanno eccezione. In diverse regioni italiane, il piatto è noto con nomi diversi. Ad esempio, in Toscana, vengono chiamati “crespelle,” una variante locale dei cannelloni. In Puglia, invece, sono conosciuti come “cannelloni di magro.” Questi nomi regionali riflettono la ricchezza della cultura culinaria italiana. 3. Piatti festivi: I cannelloni sono spesso associati a occasioni speciali e festività. In molte famiglie italiane, è una tradizione servire i cannelloni durante il periodo natalizio o nel giorno di Capodanno. Questo piatto diventa così un elemento di festa che unisce famiglie e amici in momenti di gioia e celebrazione. 4. Varianti vegetariane: Sebbene i cannelloni tradizionali siano solitamente riempiti con carne, esistono varianti vegetariane del piatto che fanno felici i palati vegani e vegetariani. Queste varianti includono ripieni a base di spinaci freschi, funghi, zucchine grigliate e altre delizie vegetali. Queste opzioni rendono i cannelloni un piatto flessibile e adatto a diverse preferenze alimentari. 5. Celebrità in cucina: I cannelloni hanno ottenuto un riconoscimento anche nel mondo dell’arte e del cinema. Un esempio notevole è il film italiano “La Grande Abbuffata” diretto da Marco Ferreri, in cui i cannelloni giocano un ruolo significativo nella trama. Questo dimostra quanto questo piatto sia un elemento importante della cultura italiana e come possa ispirare anche il mondo dell’arte. 6. Ripieni creativi: I ripieni dei cannelloni possono essere incredibilmente creativi. Molti chef e appassionati di cucina sperimentano con riempimenti non convenzionali, aggiungendo una nuova dimensione a questo classico piatto. Puoi trovare cannelloni con ripieni a base di salmone affumicato, prosciutto cotto, funghi porcini, o addirittura frutti di mare come gamberi o calamari. Questa creatività culinaria rende i cannelloni una tavolozza di sapori da esplorare. 7. L’Arte della preparazione: Preparare i cannelloni è un’arte culinaria che richiede cura e attenzione ai dettagli. Riempire i tubi di pasta senza danneggiarli è una sfida che richiede pratica e abilità. Un cuoco esperto sa come gestire con maestria la delicatezza dei cannelloni, creando piatti belli da vedere e deliziosi da gustare. Questo processo è una dimostrazione dell’amore e della passione che vengono messi in ogni piatto di cannelloni tradizionale.

Risotto alla pizzaiola: ricetta filante

Il risotto alla pizzaiola è perfetto per stupire i vostri parenti in un pranzo domenicale o qualsiasi altra occasione speciale. Ecco come prepararlo! INGREDIENTI 300g di riso Arborio 1 cipolla, tritata finemente 2 spicchi d’aglio, tritati 400g di pomodori pelati, frullati 1 Fiorita, tagliata a cubetti 100g di parmigiano grattugiato 1 cucchiaino di origano secco 1 cucchiaino di basilico secco 1/2 cucchiaino di peperoncino rosso in fiocchi (o più a piacere) 1/4 di tazza di vino rosso 1,2 litri di brodo di verdure caldo Olio d’oliva extra vergine Sale e pepe nero appena macinato Foglie di basilico fresco per guarnire PREPARAZIONE Inizia riscaldando un po’ d’olio d’oliva in una grande padella antiaderente a fuoco medio. Aggiungi la cipolla tritata e l’aglio e fai soffriggere fino a quando diventano traslucidi. Aggiungi il riso Arborio nella padella e tostalo per un paio di minuti, mescolando costantemente fino a quando diventa leggermente dorato. Versa il vino rosso nella padella e lascia evaporare, mescolando fino a quando il riso lo ha assorbito. Ora, inizia ad aggiungere i pomodori pelati frullati a poco a poco, mescolando costantemente. Continua a cuocere fino a quando il sugo si è leggermente addensato. Aggiungi l’origano, il basilico secco e il peperoncino rosso in fiocchi. Regola il livello di piccantezza a tuo piacere. Inizia ad aggiungere il brodo di verdure caldo, un mestolo alla volta, mescolando costantemente e attendendo che il liquido sia stato assorbito prima di aggiungerne altro. Continua questo processo per circa 18-20 minuti o fino a quando il riso è al dente e cremoso. A metà cottura del riso, aggiungi i cubetti di mozzarella e mescola fino a quando si fondono nel risotto, conferendo cremosità e un sapore irresistibile. Quando il risotto è pronto, togli la padella dal fuoco. Aggiungi il parmigiano grattugiato e mescola bene. Assaggia e aggiungi sale e pepe nero macinato, secondo il tuo gusto. Servi il tuo delizioso risotto alla pizzaiola ben caldo, guarnendolo con foglie di basilico fresco.

Polpettone: bietola e scamorza

Il polpettone di bietola e scamorza è un piatto perfetto per questo mese e per festeggiare la domenica con i parenti. Eccoti la ricetta! INGREDIENTI 500g di macinato di manzo 200g di mortadella (unica fetta) 3 fette di pancarrè 1 bicchiere di latte 2 uova Pangrattato q.b 1 spicchio di scamorza 500g di foglie di bietola pepe nero sale PREPARAZIONE Per preparare il polettone di bietola e scamorza, comincia sbollentando la bietola, poi toglila dall’acqua e lasciala scolare, strizzandola poi per bene. In una ciotola a parte, invece, fai ammollare il pancarrè nel latte, poi aggiungici anche le uova e mescola il tutto. Procedi sminuzzando la mortadella e amalgamandola con il trito di manzo, il sale e il pepe. Utilizza il pangrattato per ottenere la giusta densità del composto. Stendi il composto su un foglio di carta forno ben unto. Ricopri il composto con la bietola e poi aggiungi sul lato corto qualche pezzo di scamorza, tagliato a bastoncino. Aiutati con la carta forno per avvolgere il composto su se stesso per il verso lungo, in modo da ottenere un salsicciotto, poni attenzione a sigillare bene l’impasto alle due estremità. Cospargete la superficie del polpettone con i semi di sesamo su tutti i lati. Richiudi il polpettone nella carta forno, formando una caramella, poi ponilo in un teglia da forno a 200°C per 40 minuti. Estrai il polpettone e liberalo dalla cartaf orno, rinforna per altri 15 minuti. Prima di servirlo fallo riposare per 10 minuti.

Domande sulla pizza? Rispondiamo

Il fatto che la pizza abbia conquistato così tanto i palati di tutto il mondo ha fatto crescere molto le curiosità e le domande su di lei. Oggi, rispondiamo alle principali domande sulla pizza, che affollano il web. 1.    Le 10 pizze più buon del mondo Difficile dare una risposta, infatti, ogni anno si tengono diverse gare sulla pizza e con diverse categorie. Seguendo la classifica della competizione 50 Top Pizza World del 2022, le 10 pizze più buone del mondo sono: 1 I Masanielli – Francesco Martucci (Napoli) 1 Una Pizza Napoletana (New York) 3 Peppe Pizzeria (Parigi) 4 50 Kalò (Napoli) 5 10 Diego Vitagliano Pizzeria (Napoli) 6 I Tigli (San Bonifacio, VR) 7 Francesco & Salvatore Salvo (Napoli) 8 Seu Pizza Illuminati (Roma) 9 La Notizia 94 (Napoli) 10 Tony’s Pizza Napoletana (San Francisco) 2.    Cosa mettere sulla pizza? Capiamo l’indecisione, è difficile scegliere cosa mettere sulla pizza visto le sue tante varianti. L’importante è scegliere sempre ingredienti di prima qualità, come la nostra mozzarella per pizza. Ecco 10 proposte che potrebbero ispirarti per la tua prossima pizza. Marinara con alci e olive a crudo Pizza bianca con patate e scamorza Salsiccia e friarielli Pesto e pomodori secchi Crema di carciofi, pecorino e finocchiona Radicchio, provola e noci 4 formaggi Bianca con burrata e prosciutto crudo Provola e speck Teleggio e porcini 3.    Quali sono i vari tipi di pizza? Ci sono tantissime varianti di pizza che cambiano per spessore, grandezza, morbidezza. Qui un elenco dei principali: Napoletana Romana In teglia Su pala Focaccia Schiacciata Pizza siciliana Sfincione 4.    Le pizze più costose del mondo Fino a quanto può arrivare a costare una pizza? In questo articolo abbiamo inserito le 10 pizze più costose del mondo: le 10 pizze più costose 5.    Le pizze più gettonate dagli italiani Quali sono i gusti di pizza preferiti dagli italiani? Ecco la classifica: Margherita (con mozzarella fiordilatte per il nord, con mozzarella di bufala per il sud) Prosciutto e funghi Capricciosa Pizza con i carciofini Diavola Con tonno 6.    Le pizze più strane del mondo Non hai idea di quanto questo piatto così buono possa essere stravolto, per questo abbiamo creato un articolo sulle 8 pizze più strane del mondo, vai subito a vederlo. 7.    Dove si mangia più pizza al mondo? Pensi che la risposta sia Italia? E invece è l’Italia si trova solo al secondo posto, seguita dal Brasile. Al primo posto, invece, troviamo la super potenza degli Stati Uniti. Se consideriamo però che la popolazione degli USA è ben superiore a quella italiana, gli italiani restano gli amanti numero uno della pizza. 8.    Chi ha inventato la pizza Margherita? Nel Giugno del 1889, Margherita di Savoia con il consorte Umberto I era in visita a Napoli per questo ricevette in regalo alcune tipologie di pizza da parte del cuoco Raffaele Esposito. Sebbene piacessero tutte, una in particolare incontrò il favore della coppia: era molto semplice, condita con mozzarella, pomodoro e basilico (ingredienti di colore bianco, rosso e verde che, guarda caso, sono gli stessi della bandiera italiana). Quando i reali chiesero come si chiamasse una tale squisitezza, il signor Esposito rispose senza esitazione: “Margherita!”. 9.    Come tagliare la mozzarella per la pizza? Non esiste un taglio univoco di mozzarella migliore per la pizza, ma dipende molto dal tipo di pizza che si produce. In questo articolo trovi tutte le specifiche: Mozzarella per pizza: come tagliarla. In generale: Taglio Julienne per le pizze tondee per la pizza Napoletana. Taglio a cubetti per le pizze da palao per la pizza in teglia. Strappata a mano ideale per le pizze bufaline 10.     Mozzarella per pizza e mozzarella da tavolo Ti stai chiedendo se è indifferente usare la mozzarella da tavolo invece che quella per pizza? La risposta è che ci sono varie differenze tra i due prodotti e il secondo è stato pensato per essere cotto e non rilasciare troppa acqua, rovinando l’impasto della pizza, mentre il primo è pensato per essere assaporato fresco. Scopri tutti i dettagli nel nostro articolo.Hai trovato interessante questo articolo? Allora rimani sintonizzato nei nostri social per scoprire altre curiosità sulla pizza.

Mousse di ricotta e fragole

Il caldo dell’estate ci fa ancora ricerca cibi freschi e dissetanti, ecco perché, oggi, ti proponiamo una versione dolce e leggera per rinfrescare la tua estate, una mousse di fragole, ricotta e un tocco sprint, con il limoncello. INGREDIENTI 200 ml di limoncello 300 g di ricotta 2 albumi 10 g di gelatina in fogli 150 g zucchero a velo 350 g fragole Sale q.b. Menta q.b. PREPARAZIONE Comincia pulendo le fragole con acqua fredda e privandole delle foglie. Poi tagliane 300g a fettine e mettile in una ciotola a macerare in frigo per un ora con 150 ml di limoncello e 20 g di zucchero a velo. Mentre aspetti, metti la gelatina a bagno nell’acqua fredda. In una ciotola, unisci e mescola la ricotta, precedentemente setacciata con lo zucchero a velo rimanente, un po’ di salsina creata con le fragole messe a macerare. Ripassa tutto al setaccio, finché non ottieni una crema liscia e omogenea. Ora, in un pentolino, scalda il resto di limoncello e unisci la gelatina strizzata, fino a farla sciogliere. Una volta completato questo processo aggiungi la gelatina di limoncello alla ricotta e lascia raffreddare.  Monta, in una ciotola a parte, gli albumi a neve con un pizzico di sale, poi incorporali alla ricotta. Prendi le fragole dal frigo e inizia a creare, in dei bicchieri profondi o delle coppe (dovrebbero venirne fuori circa 4), una base con un po’ di fragole, sopra, poi, disponi un buon strato di mousse e lascia rassodare in frigo per circa un ora. Decora la mousse con le fragole rimaste tagliate a metà e qualche fogliolina di menta.

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