Le 10 pizze più costose in Italia

La pizza è un cibo conosciutissimo in tutto il mondo, infatti i pizzaioli quotidianamente si sfidano nel trovare la ricetta più originale, combinando impasti e condimenti. Mai come in questo periodo hanno fatto parlare di sé alcune proposte gourmet dai prezzi decisamente alti. Oggi vi sveliamo le 10 pizze più costose d’Italia, o almeno quelle più note. 10) PIZZA MARGHERITA (22 euro) Al bistrot di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele a Milano viene servita la pizza margherita che ha tanto fatto discutere. L’abbiamo messa al decimo posto… ma la classifica dovrebbe essere molto più lunga per contenere tutte le pizze gourmet più diffuse. 9) ANTONIUS MUSA (44 euro) Tra gli ingredienti sfoggia caviale, uova di quaglia, uova rosse di salmone, panna acida e una spolverata d’oro alimentare a 23 carati. Viene servita dal ristorante Corte dei Medici di Catania. 8) SASHIMI DI GAMBERO (49 euro) La si può gustare alla pizzeria Ai Tigli di San Bonifacio (Verona) e tra i suoi ingredienti comprende: Sashimi di Gambero Rosso, burrata, “alga” di cavolo nero. 7) FIGAZZA 24 GOLD (50 euro) Proposta dalla Pizzeria Farlon di Fassola, in Veneto. È caratterizzata dalla presenza di una mozzarella da 300 grammi che quando viene tagliata sprigiona una cascata di bocconcini e panna fresca. L’impasto è lievitato 144 ore e tra i vari ingredienti vanta l’olio aromatizzato alle cinque spezie, il pesto di basilico e l’oro alimentare da 24 carati. 6) PATA NEGRA (65 euro) È la famosa pizza proposta da Flavio Briatore nella sua catena di locali Crazy Pizza, con un particolare tipo di prosciutto iberico pregiato, il “pata negra”. 5) 60 GRAMMI (90 euro) A metà classifica abbiamo la pizza con caviale Calvisius e burro di Normandia proposta a bagnolo di Mella (BS) da Sirani, il locale di Nerio Beghi, esperto in lievitati. 4) 4+4 (95 euro) Al quarto posto e con soli 5 euro in più della sua compagna, sempre da Sirani a Bagnolo di Mella (BS), si può gustare la 4+4 con scampi corona, gamberi carabineros e focaccia in pinzimonio. I carabineros sono gamberi rossi molto ricercati, considerati i più buoni del mondo. 3) MIMI LA REGINA D’ORO 24K (99 euro) È composta da fior di latte, salsa di pomodoro, 200 grammi di burrata di bufala e foglie e sfilacci d’oro commestibili al 100%. Viene proposta dalla pizzeria Robert di Jesolo. 2) OSTRICA ROSA (1.000 euro) Un fuori menu da richiedere in anticipo, anche per la sua lunga lievitazione, al ristorante Tablà di Adria, in provincia di Rovigo, è una proposta che vanta Ostriche rosa De Tarbouriech del Delta del Po, caviale di lime, plancton marino, gel di Franciacorta Bellavista Rosè e Foglie d’oro. Rigorosamente da gustare con posate in oro massiccio. 1) PIZZA LUIGI XIII (8.300 euro) La Luigi XIII, creata dallo chef Renato Viola, di Agropoli (Sa) costa 8.300 euro e viene servita direttamente a domicilio dal mastro pizzaiolo in persona, insieme a uno sommelier e uno chef, su stoviglie da collezione. Per quanto riguarda gli ingredienti: la farina rigorosamente biologica, lievito naturale e lievito di birra, il sale di Murrey River, Caviale Oscietra Reale Prestigio, Caviar Kaspia Oscietra Reale Classico, Caviar Kaspia di Beluga, Gamberoni rossi di Acciaroli (Cilento), Aragosta di Palinuro (Aragosta Palinurus Elephas), Cicala del Mediterraneo (Squilla mantis), Mozzarella di bufala campana.Per avere una pizza di qualità con ottimi ingredienti a prezzi più contenuti basta scegliere materie prime pregiate e del proprio territorio, come la nostra mozzarella per pizza. Ti è piaciuto questo articolo sulle 10 pizze più costose di’italia? Allora potrebbe interessarti anche le 10 pizze più costose del mondo.

I posti più strani dove stagionare i formaggi.

In Italia esistono moltissimi tipi di formaggio, noi del Caseificio Nobili siamo esperti nella preparazione di formaggi freschi, ma la stagionatura è un argomento sempre molto interessante. Sapevi, ad esempio che grotte e cantine vengono ancora utilizzate a questo scopo? Per questo tipo di stagionatura e conservazione i materiali con sono state costruite o scavate hanno una particolare importanza. Particolarmente adatti sono i materiali lapidei porosi, come il tufo e le rocce calcaree e arenarie, che mantengono più stabile la temperatura. Di norma la temperatura è tra i 10 e i 15°C con una percentuale costante di alta umidità (80 – 90%), che non deve superare il 90% onde evitare la formazione di muffe. Formaggi stagionati in grotta I formaggi pecorini di grotta sono formaggi a lunga stagionatura prodotti con latte di pecore e maturati nelle grotte per circa sei mesi, finché la pasta non diventa dura e friabile. Ne sono un esempio il Pecorino di Filiano DOP e il Pecorino Romano DOP. Il Pecorino di Filiano di Potenza è stagionato in grotte di tufo mentre il Pecorino Romano utilizza grotte Etrusco-Romane presenti in tutte le province del Lazio. Il Formaggio Grotta del Caglieron della provincia di Treviso è invece di latte vaccino e stagionato in grotte di pietra arenaria per una durata compresa tra i 60 e i 90 giorni. Tra i formaggi vaccini stagionati in grotta ricordiamo anche i diversi tipi di Caciocavallo Pugliese e Irpino. Formaggi di fossa La terra del formaggio di fossa si estende da Talamello, in provincia di Rimini, passa per Sogliano, e arriva al confine con le Marche fino alle valli del Montefeltro e del Metauro. Il formaggio viene messo in sacchetti di tela bianca e adagiati a strati nelle tipiche fosse ovali di tufo. Può essere di pure latte di pecora, di vacca, misto oppure di bufala. Formaggi stagionati in miniere e tunnel ferroviari A Valpelline, in Val d’Aosta, esiste un magazzino di stagionatura per la Fontina che è stato ricavato in un’antica miniera di rame, sfruttata fino al 1946. Le rotaie di estrazione del minerale sono oggi utilizzate per movimentare le forme di formaggio. Anche in Valtrompia (BS), Valserina e Valbrembana (BG) esistono miniere che vengono oggi utilizzate per la stagionatura di diversi formaggi locali. In Francia il tunnel ferroviario de La Collonge è stato adattato perfettamente per la stagionatura di un formaggio locale. Formaggi stagionati in castelli e prigioni Castelli e roccaforti, grazie alla loro struttura, possono essere utilizzati per la stagionatura dei formaggi all’interno di apposite aree allestite nei sotterranei. È il caso, ad esempio, del Castello di Schio, in provincia di Vicenza, che viene utilizzato per la stagionatura di prodotti agricoli e alimentari dal 2010. Hai mai provato un formaggio stagionato in una antica prigione medioevale? In alcune zone d’Italia, come a Sogliano al Rubicone (FC), esiste questa possibilità.Ti ha incuriosito questo articolo? Forse potrebbe interessarti conoscere anche i latti più strani per fare i formaggi.

Quali sostanze nutritive contiene il formaggio?

Una buna alimentazione deve essere il più possibile equilibrata e varia, perché il nostro organismo ha bisogno di tutti i tipi di nutrienti per funzionare in un modo corretto. Alcuni sono essenziali a sopperire al fabbisogno di energia, altri a rendere possibili i processi fisiologici e ad alimentare il ricambio delle cellule, altri ancora hanno funzione protettive. Per questo in una dieta sana dovremmo inserire anche il consumo di formaggio, da consumare come secondo piatto 2-3 volte a settimana, prediligendo il consumo di formaggi freschi come la mozzarella e la ricotta. Quali sostanze nutritive contiene il formaggio? I formaggi sono ricchi di tutte le sostanze nutritive che sono presenti anche nel latte, essendone dei derivati. Infatti contengono: Proteine Minerali Vitamine Grassi Le proteine In un bicchiere di latte parzialmente scremato da 125 g sono contenute il 3,15% di proteine, in 100 grammi di formaggio ce n’è una quantità dieci volte superiore. I minerali Una delle sostanze più importanti, presenti nei formaggi, sono i minerali, come il calcio, il fosforo e il sodio. Il calcio, infatti, aiuta a mantenere ossa e denti sani e a regolare la coagulazione del sangue. Il fosforo, invece, aiuta a metabolizzare meglio il calcio. Le vitamine Nei formaggi sono presenti le vitamine A, B2, B12 e D le quali soddisfano circa il 30% del fabbisogno giornaliero di un adulto. Grassi Anche i grassi sono necessari a una sana alimentazione e questi sono contenuti in buona dose nei formaggi. I grassi sono necessari per dare la giusta energia al corpo.E tu hai già inserito i formaggi nella tua alimentazione? Allora potrebbe interessarti anche la classifica dei formaggi più light.

Come si conserva il formaggio in frigo?

Ti capita spesso che il formaggio faccia la muffa e non duri per il tempo che avevi sperato? Oggi il Caseificio Nobili ti dà 3 consigli su come conservare il formaggio in frigo e farlo durare più a lungo. 1. Temperatura I formaggi freschi, come mozzarella e ricotta, dovrebbero essere conservati a una temperatura tra i 2 e i 4 gradi, per questo è meglio riporli negli scaffali più bassi del frigorifero dove la temperatura è minore. I formaggi stagionati, come il grana, il pecorino e il parmigiano vanno conservati a una temperatura tra gli 8 e i 10 gradi, quindi il posto migliore sono gli scomparti più alti del frigo. Infine, i formaggi semi stagionati come la provola, il taleggio o la caciotta, invece, andrebbero conservati tra i 6 e 8 gradi, quindi, per loro sarebbero da prediligere gli scomparti centrali del frigorifero. 2. Quali contenitori usare Per quanto comune, la pratica di conservare i formaggi avvolgendoli con la pellicola trasparente è sconsigliata. Se vuoi riporre in frigo un formaggio stagionato, usa la carta alimentare. Per grana, parmigiano e pecorino, invece, è meglio usare panni di cotone o lino inumiditi. Anche i formaggi freschi possono essere conservati in frigo dopo averne consumato una parte, basta utilizzare contenitori ermetici o la carta forno. Un appunto va fatto per la conservazione della mozzarella, che deve essere riposta insieme al suo liquido di conservazione. 3. Cosa fare se si forma della muffa sul formaggio? Se la muffa compare in formaggi stagionati o semi stagionati rimuovila con un coltello o con una spugna abrasiva, se, invece si forma sui formaggi freschi allora è necessario buttare il prodotto. A proposito di muffe e commestibilità, la crosta del formaggio si può mangiare? Scoprilo in questo articolo.

Degustazione di formaggi: come realizzarla a casa

Realizzare a casa una degustazione di formaggi da chef è più facile di quello che pensi. Perfetta come antipasto o aperitivo con ospiti, per le sue caratteristiche può diventare anche un ottimo piatto principale. Ecco come realizzarla a casa. Come predisporre la degustazione di formaggi Puoi presentare la tua degustazione di formaggi su un classico tagliere in legno, oppure su una lastra di pietra lavica, che va molto di moda, o un piatto da portata di colore scuro, in modo che i formaggi siano in contrasto con il supporto e che faccia ancora più scena. Sicuramente è un’ottima idea portare in tavola con i formaggi cracker, grissini o pane, da mangiare insieme ai formaggi più saporiti oppure tra un assaggio di formaggio e l’altro per rendere la bocca più neutra. Quanti formaggi proporre in una degustazione? Di solito si consiglia di procedere con una scelta di almeno 5 formaggi diversi. Puoi procedere con un tema, ad esempio scegliendo i prodotti di una determinata regione, o addirittura diversi tipi e stagionature dello stesso tipo di formaggio, con una degustazione “orizzontale”. Fai attenzione se scegli una degustazione di tutti formaggi erborinati (ovvero quelli con la muffa blu all’interno) perché, avendo un gusto particolarmente forte, potrebbero non piacere a tutti ed essere troppo impegnativa. Il nostro consiglio, se non sei un esperto, è di proporre i formaggi che più ami, o che ti hanno stupito. Prepara il tagliere in senso orario, partendo da quelli più freschi e morbidi a quelli più saporiti e stagionati. Salse, composte e confetture da abbinare ai formaggi In genere i formaggi si abbinano bene con il miele, la mostarda, le confetture e le marmellate. In commercio ci sono composte pensate specificatamente per accompagnare i formaggi, ma puoi anche realizzarle a casa. Gli abbinamenti sono fantasiosi e studiati per esaltare il gusto dei diversi tipi di formaggio. Cipolle di tropea e uvetta, ad esempio, è un abbinamento perfetto per formaggi semi stagionati, mentre le gelatine al vino bianco o rosso si sposano perfettamente con i formaggi erborinati. I formaggi più dolci, morbidi e cremosi sono esaltati da confetture di fragola, mirtillo, pera angelica e fico. Qui sotto una ricetta facile e veloce per la tua degustazione da chef! Salsa per formaggi vaccini delicati: ricetta facile Da abbinare a formaggi delicati a pasta bianca, come la nostra mozzarella Fiorita, è perfetta una salsa a base di cipolle rosse e succo di arancia, con un condimento di senape. Poi realizzarla in pochi minuti come segue: Taglia 500 g di cipolle rosse molto sottili, falle rosolare in una pentola con un filo di olio e un pizzico di sale. Unisci un cucchiaio di zucchero e fai caramellare. Quando la consistenza si farà densa, aggiungi il succo di un’arancia e cuoci per circa 10 minuti. A fine cottura aggiungi un cucchiaio di senape e amalgama bene. Lascia raffreddare a temperatura ambiente in un contenitore coperto da pellicola prima di servire. Abbinamenti tra formaggi e frutta Un’alternativa interessante a composte e salse varie è la frutta. Usa fresca di stagione (uva, pere, pesche, kiwi) per i formaggi morbidi; frutta secca (mandorle, noci, pistacchi, castagne, zenzero essiccato) per quelli più duri, frutta autunnale e sedano (fichi, mele, uva, pere) per gli erborinati. Caprini e pecorini si abbinano bene a frutta fresca estiva (melone, cocomero, pesche e frutti rossi).[ Quali bevande proporre con la tua degustazione di formaggi? Oltre all’acqua, che deve essere sempre disponibile, il formaggio si accompagna bene anche con alcune bevande alcoliche. Leggi gli articoli qui sotto per saperne di più sugli abbinamenti tra mozzarella e birre, vini o cocktail. Abbinamenti tra formaggi e cocktail Birra e mozzarella, un connubio perfetto Quali vini accompagnare alla mozzarella?

Gli hamburger più buoni di New York

Oggi è la giornata mondiale dell’hamburger, scopri quali sono gli hamburger più buoni di New York, a cui proprio non puoi rinunciare se pianifichi un viaggio nella grande mela. I 5 hamburger più buoni di New York 1. Black Label Burger, Minetta Tavern L’hamburger più buono del mondo si gusta a New York alla Minetta Tavern ed è il Black Label Burger. È composto da un mix di 4 differenti tagli di carne: costine, controfiletto, punta di petto e costata, fatto frollare con la tecnica “dry-aged” ovvero mantenuto per un lungo periodo a temperatura, umidità e aerazione controllate. È condito con sale e pepe e burro chiarificato; vengono poi aggiunte le cipolle caramellate cotte con il grasso di manzo. Il pane utilizzato è simile al pan- brioche, con un interno cremoso. 2. L’hamburger del NoMad Hotel Al secondo posto troviamo l’accoppiata formaggio e carne con il cheeseburger del NoMad Hotel. Anche in questo caso la carne è composta da una miscela di carne dry-aged, con un quarto di carne grassa e midollo osseo. A completare il piatto uno strato di cheddar, cipolla rossa e una segreta salsa speciale. 3. Emmy Burger di Pizza Loves Emily Al terzo posto ancora un cheeseburger, l’Emmy Burger della pizzeria “Pizza Loves Emily”. Il panino è composto da una miscela di carne dry-aged, condita semplicemente con sale e scottata con burro chiarificato. In aggiunta alla carne viene utilizzato del Cheddar Grafton invecchiato del Vermont, cipolle caramellate, salsa speciale e salsa aioli con pepe rosso. Il pane utilizzato è quello dei pretzel. 4. Il burger di The Spotted Pig Al quarto posto si classifica l’hamburger di The Spotted Pig a New York, realizzato con una specie di pan-brioche grigliato, un mix di costata, controfiletto, petto e sugna di manzo, e, infine, formaggio Roquefort. 5. Shake Shack burger Al quinto posto un hamburger amato anche per il suo prezzo di soli 5,55 dollari della famosa catena statunitense Shake Shack. Fatto di carne di Angus, cotta a fuoco medio. Da provare la versione Shroom Burger, con fungo fritto ripieno di formaggi fusi.Questo articolo sugli hamburger ti ha fatto venire fame? Prova la nostra ricetta per un hamburger da Nobili.

Cocktail e formaggi

Vuoi preparare un aperitivo a base di cocktail particolari e formaggi? Oggi, il Caseificio Nobili ti suggerisce quali cocktail abbinare ai diversi tipi di formaggio per valorizzarne il sapore.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] Formaggi freschi Con formaggi freschi, come la nostra mozzarella, la crescenza e il caprino, l’abbinamento migliore sono i cocktail a base di Prosecco, se poi l’evento si svolge nel primo pomeriggio, l’abbinamento con la frutta è quello più indicato. Infatti, conferiranno un tocco elegante e leggero al tuo aperitivo. HUGO: 1 calice di prosecco, 2 cucchiai di sciroppo di sambuco, foglioline di menta. SPRITZ: 1 parte di bitter, 2 parti di prosecco, 1 parte di acqua frizzante. BELLINI: 1 parte di granatina, 1 parte di succo di pesca, 2 parti di prosecco.[/vc_column_text][vc_column_text] Formaggi di media stagionatura Con formaggi di media stagionatura, come taleggio, caciotta e caciocavallo, l’abbinamento perfetto è con un Mexican Mule, un cocktail speziato ma dal gusto molto fresco. MEXICAN MULE: 1 parte di tequila, 2 parti di ginger beer, 2 spicchi di lime, 1/2 cucchiaino di zucchero di canna, mezzo cucchiaino di radice di zenzero tritata. Shakerate per 5-10 secondi con 4 o 5 cubetti di ghiaccio e servite guarnendo con una fetta di zenzero e un peperoncino fresco appena schiacciato. Formaggi a lunga stagionatura Per i formaggi a lunga stagionatura, come pecorino e parmigiano, i cui sapori sono decisi e intensi i cocktail ideale sono freschi e secchi, come il GIN TONIC AL ROSMARINO. Per un gustoso aperitivo analcolico provate con la polpa di un kiwi frullata, ghiaccio e ginger ale. Formaggi erborinati I formaggi erborinati sono quelli che, all’interno della pasta, presentano colonie di muffe che si palesano sotto forma di venature color verde, grigio o blu, come il Blue D’Aoste, il Castelmagno, il gorgonzola. Questi formaggi si abbinano perfettamente con i cocktail dolci a base di rum o whisky, come il Manhattan. MANHATTAN: 2 parti di whisky, 1 parte di vermut dolce, 2 gocce di angostura. Servire in un bicchiere a coppa ghiacciato. Ti è piaciuto questo articolo? Allora potrebbe interessarti anche birra e mozzarella un abbinamento da non sottovalutare.

5 curiosità sulla Parmigiana

La Parmigiana di melanzane è uno dei piatti più amati d’Italia, tanto che c’è chi non ci rinuncia nemmeno in spiaggia. Ma qual è l’origine di questo piatto? Perché si chiama Parmigiana? Qual è la ricetta originale? Oggi, il Caseificio Nobili ti svela 5 curiosità sulla Parmigiana. 1. Dove nasce la Parmigiana? L’origine del piatto viene contesa tra 3 regioni Emilia-Romagna, Sicilia e Campania. Se si segue la strada linguistica, la via più semplice conduce in Emilia-Romagna, in quanto Parmigiana sembrerebbe derivare dall’impiego del Parmigiano reggiano, prodotto tipico della regione. Dal punto di vista storico, però, l’ipotesi più accreditata vuole che la parmigiana di melanzane abbia origini siciliane. Infatti, l’ingrediente principale del piatto, le melanzane, furono importate per la prima volta dagli arabi, nel XV secolo, proprio in Sicilia. La prima testimonianza scritta della Parmigiana attribuisce, però, l’origine a Napoli. Infatti, è nel libro “Cuoco galante”, scritto nel 1733 da Vincenzo Corrado, cuoco alle dipendenze delle famiglie aristocratiche napoletane, che compare per la prima volta questo nome. 2. Perché si chiama Parmigiana? Anche l’origine del nome non è così chiara. Alcuni fanno derivare il nome Parmigiana, appunto dal Parmigiano Reggiano usato per la preparazione del piatto; altri invece ritengono che derivi dal siciliano “parmiciana“, ossia persiana, in quanto la disposizione delle melanzane fritte ricorderebbero la forma delle aste di legno che compongono l’oggetto. 3. Qual è la ricetta originale della Parmigiana? La prima ricetta della Parmigiana di Vincenzo Corrado non assomigliava a quella che conosciamo oggi, infatti, al posto delle melanzane usava le zucchine, fritte nello strutto e condite con parmigiano e burro. Più simile, invece, la ricetta che si trova nel trattato “Cucina teorico pratica” di Ippolito Cavalcanti, pubblicato a Napoli nel 1839: “E farai friggere le melanzane e poi le disporrai in una teglia a strato a strato con il formaggio, basilico e brodo di stufato o con salsa di pomodoro e coperte le farai stufare”. 4. Le varianti regionali In alcuni paesi del salernitano e in Sicilia nella ricetta originale della Parmigiana si aggiunge anche del cioccolato fuso tra uno strato e l’altro. In Calabria, invece, ai vari strati si usa aggiungerne uno con uova sode affettate, mentre la Parmigiana di melanzane napoletana prevede che le melanzane vengano rigorosamente fritte due volte. 5. La Parmigiana più grande del mondo La Parmigiana più grande del mondo è stata realizzata a Reggio Calabria alla Sagra della Melanzana nel 2010. Il piatto pesava in totale 378 Kg ed è stato realizzato con 450Kg di melanzane, 40kg di mozzarella, 180 litri di passata di pomodoro. Conoscevi queste curiosità sulla Parmigiana di melanzane? Allora potrebbe interessarti anche 7 curiosità sulla mozzarella in carrozza.

20 idee per farcire tramezzini, tigelle e panini.

Il Veneto è la patria dei tramezzini ma ogni regione ha le sue specialità da farcire! Stai progettando un picnic, un pranzo all’aria aperta o un aperitivo tra amici? Stupisci i tuoi commensali con queste 20 idee per farcire tramezzini, tigelle, panini, piadine ecc… e se a Pasquetta piove? Leggi il nostro articolo su come realizzare un perfetto picnic dentro le mura di casa! Con il pesce: Salmone, avocado a fettine sottili, rondelle di cetriolo e salsa allo yogurt. Gamberetti in salsa rosa e zucchine crude a julienne. Tonno affumicato, mozzarella e capperi. Tonno sottolio, olive verdi e maionese. Vegetariani: Mozzarella, pomodoro, melanzane grigliate e origano. Gorgonzola, mela verde e noci. Pomodori secchi, ricotta e basilico. Feta, olive, cetrioli, pomodoro e origano. Con affettati: Stracchino, rucola e prosciutto crudo. Pollo grigliato, peperoni, salsa diavola e olive nere. Salame (soppressa vicentina), cavolo cappuccio e Asiago. Prosciutto cotto, uovo sodo a fettine e salsa tartara. Prosciutto arrosto, lattuga e senape. Roastbeef, patè di olive, rucola e pomodoro. Pancetta, funghi (o salsa ai funghi) e brie. Salame piccante e scamorza affumicata. Porchetta, cipolla caramellata e peperoni. Arrosto di tacchino, ricotta e pomodori secchi. Mortadella, provola e crema di carciofi. Caprino di capra, prosciutto affumicato e patè di olive.Ti sono piaciute queste idee? Forse potrebbero interessarti anche 10 modi sfiziosi per condire la mozzarella.

La crosta del formaggio si può mangiare?

Oggi facciamo chiarezza su un argomento curioso: la crosta del formaggio, ovvero la superficie che separa l’interno del formaggio dal mondo che c’è fuori. La crosta si forma già nelle prime fasi di lavorazione e salatura per poi modificarsi nel corso della maturazione e della stagionatura, anche a seconda del tipo di formaggio e dell’ambiente in cui è conservato. Ma la crosta del formaggio si può mangiare? La risposta è: dipende! Poiché la crosta è la parte più esposta a manipolazione e contatto con altre superfici, è anche quella più suscettibile alla contaminazione. Anche nel caso di formaggi con crosta edibile, particolare attenzione va posta sulla loro conservazione domestica, per evitare che si sviluppino microorganismi indesiderati. Formaggi senza crosta Innanzi tutto partiamo dai latticini e dai formaggi freschi: mozzarella, ricotta, stracchino, caprino e formaggi spalmabili non sono provvisti di crosta. Quindi tutto il prodotto può essere consumato senza problemi. Formaggi con crosta edibile, ovvero commestibile. In questa categoria rientrano diversi tipi di crosta. Partiamo da quelli a lunga stagionatura: il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano, il Trentingrana e il Vezzena, sono assolutamente edibili. Basta grattare con un coltello la parte più esterna. Poiché di solito si tratta di croste molto dure è abitudine quella di utilizzarle in cottura per insaporire i piatti. Molti le usano per zuppe, minestroni e risotti. È possibile anche passarle sulla griglia o in padella per una versione molto saporita e gustosa, oppure farle ammorbidire per qualche secondo in microonde. Le croste fiorite (ovvero quelle caratterizzate da una patina di muffa bianca) sono generalmente commestibili e anzi,  sono una parte integrante del formaggio e ne arricchiscono l’aroma. Fanno parte di questa categoria formaggi come il Brie o il Camembert. Le croste lavate, come quelle del Puzzone di Moena o del Taleggio, sono batteriologicamente “vive” e conviene eliminarle. La leggera scorza della scamorza e della provola affumicata, così come di altri formaggi poco stagionati, può essere consumata. Formaggi con crosta NON commestibile. In commercio esistono molti formaggi la cui superficie viene trattata con conservanti. Le croste artificiali, ad esempio quelle trattate con paraffine, cere e coloranti, sono tutte da evitare. Questo è il caso ad esempio degli strati protettivi utilizzati per formaggi come il Gouda, l’Edamer, alcuni pecorini o alcuni Fontal. Anche alcuni tipi di provolone e di caciocavallo utilizzano trattamenti simili e quindi è il caso di non consumarne la parte esterna. La crosta degli erborinati (come il Gorgonzola) è considerata non edibile, perché facilmente soggetta a contaminazione con microorganismi indesiderati, a differenza delle muffe contenute all’interno, che sono controllate e caratterizzano fortemente il gusto di questo tipo di formaggi. Quando le croste sono trattate con conservanti, in particolare con l’E235 (natamicina), vanno evitate. Questo è il caso, ad esempio, di alcuni pecorini, caprini freschi, ma anche di Asiago e  Montasio. In questo caso l’etichetta del formaggio deve riportare il conservante e la dicitura “crosta non edibile”.

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