Le 10 pizze più costose in Italia
La pizza è un cibo conosciutissimo in tutto il mondo, infatti i pizzaioli quotidianamente si sfidano nel trovare la ricetta più originale, combinando impasti e condimenti. Mai come in questo periodo hanno fatto parlare di sé alcune proposte gourmet dai prezzi decisamente alti. Oggi vi sveliamo le 10 pizze più costose d’Italia, o almeno quelle più note. 10) PIZZA MARGHERITA (22 euro) Al bistrot di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele a Milano viene servita la pizza margherita che ha tanto fatto discutere. L’abbiamo messa al decimo posto… ma la classifica dovrebbe essere molto più lunga per contenere tutte le pizze gourmet più diffuse. 9) ANTONIUS MUSA (44 euro) Tra gli ingredienti sfoggia caviale, uova di quaglia, uova rosse di salmone, panna acida e una spolverata d’oro alimentare a 23 carati. Viene servita dal ristorante Corte dei Medici di Catania. 8) SASHIMI DI GAMBERO (49 euro) La si può gustare alla pizzeria Ai Tigli di San Bonifacio (Verona) e tra i suoi ingredienti comprende: Sashimi di Gambero Rosso, burrata, “alga” di cavolo nero. 7) FIGAZZA 24 GOLD (50 euro) Proposta dalla Pizzeria Farlon di Fassola, in Veneto. È caratterizzata dalla presenza di una mozzarella da 300 grammi che quando viene tagliata sprigiona una cascata di bocconcini e panna fresca. L’impasto è lievitato 144 ore e tra i vari ingredienti vanta l’olio aromatizzato alle cinque spezie, il pesto di basilico e l’oro alimentare da 24 carati. 6) PATA NEGRA (65 euro) È la famosa pizza proposta da Flavio Briatore nella sua catena di locali Crazy Pizza, con un particolare tipo di prosciutto iberico pregiato, il “pata negra”. 5) 60 GRAMMI (90 euro) A metà classifica abbiamo la pizza con caviale Calvisius e burro di Normandia proposta a bagnolo di Mella (BS) da Sirani, il locale di Nerio Beghi, esperto in lievitati. 4) 4+4 (95 euro) Al quarto posto e con soli 5 euro in più della sua compagna, sempre da Sirani a Bagnolo di Mella (BS), si può gustare la 4+4 con scampi corona, gamberi carabineros e focaccia in pinzimonio. I carabineros sono gamberi rossi molto ricercati, considerati i più buoni del mondo. 3) MIMI LA REGINA D’ORO 24K (99 euro) È composta da fior di latte, salsa di pomodoro, 200 grammi di burrata di bufala e foglie e sfilacci d’oro commestibili al 100%. Viene proposta dalla pizzeria Robert di Jesolo. 2) OSTRICA ROSA (1.000 euro) Un fuori menu da richiedere in anticipo, anche per la sua lunga lievitazione, al ristorante Tablà di Adria, in provincia di Rovigo, è una proposta che vanta Ostriche rosa De Tarbouriech del Delta del Po, caviale di lime, plancton marino, gel di Franciacorta Bellavista Rosè e Foglie d’oro. Rigorosamente da gustare con posate in oro massiccio. 1) PIZZA LUIGI XIII (8.300 euro) La Luigi XIII, creata dallo chef Renato Viola, di Agropoli (Sa) costa 8.300 euro e viene servita direttamente a domicilio dal mastro pizzaiolo in persona, insieme a uno sommelier e uno chef, su stoviglie da collezione. Per quanto riguarda gli ingredienti: la farina rigorosamente biologica, lievito naturale e lievito di birra, il sale di Murrey River, Caviale Oscietra Reale Prestigio, Caviar Kaspia Oscietra Reale Classico, Caviar Kaspia di Beluga, Gamberoni rossi di Acciaroli (Cilento), Aragosta di Palinuro (Aragosta Palinurus Elephas), Cicala del Mediterraneo (Squilla mantis), Mozzarella di bufala campana.Per avere una pizza di qualità con ottimi ingredienti a prezzi più contenuti basta scegliere materie prime pregiate e del proprio territorio, come la nostra mozzarella per pizza. Ti è piaciuto questo articolo sulle 10 pizze più costose di’italia? Allora potrebbe interessarti anche le 10 pizze più costose del mondo.
I posti più strani dove stagionare i formaggi.
In Italia esistono moltissimi tipi di formaggio, noi del Caseificio Nobili siamo esperti nella preparazione di formaggi freschi, ma la stagionatura è un argomento sempre molto interessante. Sapevi, ad esempio che grotte e cantine vengono ancora utilizzate a questo scopo? Per questo tipo di stagionatura e conservazione i materiali con sono state costruite o scavate hanno una particolare importanza. Particolarmente adatti sono i materiali lapidei porosi, come il tufo e le rocce calcaree e arenarie, che mantengono più stabile la temperatura. Di norma la temperatura è tra i 10 e i 15°C con una percentuale costante di alta umidità (80 – 90%), che non deve superare il 90% onde evitare la formazione di muffe. Formaggi stagionati in grotta I formaggi pecorini di grotta sono formaggi a lunga stagionatura prodotti con latte di pecore e maturati nelle grotte per circa sei mesi, finché la pasta non diventa dura e friabile. Ne sono un esempio il Pecorino di Filiano DOP e il Pecorino Romano DOP. Il Pecorino di Filiano di Potenza è stagionato in grotte di tufo mentre il Pecorino Romano utilizza grotte Etrusco-Romane presenti in tutte le province del Lazio. Il Formaggio Grotta del Caglieron della provincia di Treviso è invece di latte vaccino e stagionato in grotte di pietra arenaria per una durata compresa tra i 60 e i 90 giorni. Tra i formaggi vaccini stagionati in grotta ricordiamo anche i diversi tipi di Caciocavallo Pugliese e Irpino. Formaggi di fossa La terra del formaggio di fossa si estende da Talamello, in provincia di Rimini, passa per Sogliano, e arriva al confine con le Marche fino alle valli del Montefeltro e del Metauro. Il formaggio viene messo in sacchetti di tela bianca e adagiati a strati nelle tipiche fosse ovali di tufo. Può essere di pure latte di pecora, di vacca, misto oppure di bufala. Formaggi stagionati in miniere e tunnel ferroviari A Valpelline, in Val d’Aosta, esiste un magazzino di stagionatura per la Fontina che è stato ricavato in un’antica miniera di rame, sfruttata fino al 1946. Le rotaie di estrazione del minerale sono oggi utilizzate per movimentare le forme di formaggio. Anche in Valtrompia (BS), Valserina e Valbrembana (BG) esistono miniere che vengono oggi utilizzate per la stagionatura di diversi formaggi locali. In Francia il tunnel ferroviario de La Collonge è stato adattato perfettamente per la stagionatura di un formaggio locale. Formaggi stagionati in castelli e prigioni Castelli e roccaforti, grazie alla loro struttura, possono essere utilizzati per la stagionatura dei formaggi all’interno di apposite aree allestite nei sotterranei. È il caso, ad esempio, del Castello di Schio, in provincia di Vicenza, che viene utilizzato per la stagionatura di prodotti agricoli e alimentari dal 2010. Hai mai provato un formaggio stagionato in una antica prigione medioevale? In alcune zone d’Italia, come a Sogliano al Rubicone (FC), esiste questa possibilità.Ti ha incuriosito questo articolo? Forse potrebbe interessarti conoscere anche i latti più strani per fare i formaggi.
Gli hamburger più buoni di New York
Oggi è la giornata mondiale dell’hamburger, scopri quali sono gli hamburger più buoni di New York, a cui proprio non puoi rinunciare se pianifichi un viaggio nella grande mela. I 5 hamburger più buoni di New York 1. Black Label Burger, Minetta Tavern L’hamburger più buono del mondo si gusta a New York alla Minetta Tavern ed è il Black Label Burger. È composto da un mix di 4 differenti tagli di carne: costine, controfiletto, punta di petto e costata, fatto frollare con la tecnica “dry-aged” ovvero mantenuto per un lungo periodo a temperatura, umidità e aerazione controllate. È condito con sale e pepe e burro chiarificato; vengono poi aggiunte le cipolle caramellate cotte con il grasso di manzo. Il pane utilizzato è simile al pan- brioche, con un interno cremoso. 2. L’hamburger del NoMad Hotel Al secondo posto troviamo l’accoppiata formaggio e carne con il cheeseburger del NoMad Hotel. Anche in questo caso la carne è composta da una miscela di carne dry-aged, con un quarto di carne grassa e midollo osseo. A completare il piatto uno strato di cheddar, cipolla rossa e una segreta salsa speciale. 3. Emmy Burger di Pizza Loves Emily Al terzo posto ancora un cheeseburger, l’Emmy Burger della pizzeria “Pizza Loves Emily”. Il panino è composto da una miscela di carne dry-aged, condita semplicemente con sale e scottata con burro chiarificato. In aggiunta alla carne viene utilizzato del Cheddar Grafton invecchiato del Vermont, cipolle caramellate, salsa speciale e salsa aioli con pepe rosso. Il pane utilizzato è quello dei pretzel. 4. Il burger di The Spotted Pig Al quarto posto si classifica l’hamburger di The Spotted Pig a New York, realizzato con una specie di pan-brioche grigliato, un mix di costata, controfiletto, petto e sugna di manzo, e, infine, formaggio Roquefort. 5. Shake Shack burger Al quinto posto un hamburger amato anche per il suo prezzo di soli 5,55 dollari della famosa catena statunitense Shake Shack. Fatto di carne di Angus, cotta a fuoco medio. Da provare la versione Shroom Burger, con fungo fritto ripieno di formaggi fusi.Questo articolo sugli hamburger ti ha fatto venire fame? Prova la nostra ricetta per un hamburger da Nobili.
20 idee per farcire tramezzini, tigelle e panini.
Il Veneto è la patria dei tramezzini ma ogni regione ha le sue specialità da farcire! Stai progettando un picnic, un pranzo all’aria aperta o un aperitivo tra amici? Stupisci i tuoi commensali con queste 20 idee per farcire tramezzini, tigelle, panini, piadine ecc… e se a Pasquetta piove? Leggi il nostro articolo su come realizzare un perfetto picnic dentro le mura di casa! Con il pesce: Salmone, avocado a fettine sottili, rondelle di cetriolo e salsa allo yogurt. Gamberetti in salsa rosa e zucchine crude a julienne. Tonno affumicato, mozzarella e capperi. Tonno sottolio, olive verdi e maionese. Vegetariani: Mozzarella, pomodoro, melanzane grigliate e origano. Gorgonzola, mela verde e noci. Pomodori secchi, ricotta e basilico. Feta, olive, cetrioli, pomodoro e origano. Con affettati: Stracchino, rucola e prosciutto crudo. Pollo grigliato, peperoni, salsa diavola e olive nere. Salame (soppressa vicentina), cavolo cappuccio e Asiago. Prosciutto cotto, uovo sodo a fettine e salsa tartara. Prosciutto arrosto, lattuga e senape. Roastbeef, patè di olive, rucola e pomodoro. Pancetta, funghi (o salsa ai funghi) e brie. Salame piccante e scamorza affumicata. Porchetta, cipolla caramellata e peperoni. Arrosto di tacchino, ricotta e pomodori secchi. Mortadella, provola e crema di carciofi. Caprino di capra, prosciutto affumicato e patè di olive.Ti sono piaciute queste idee? Forse potrebbero interessarti anche 10 modi sfiziosi per condire la mozzarella.
Mozzarella condita: 10 idee sfiziose
La Mozzarella è un alimento gustosissimo anche al naturale, quando sprigiona tutto il suo sapore. Ma se cerchi qualche idea per renderla ancora più appetitosa e diversa dal solito, potresti provare qualcuna di queste sfiziose varianti. L’unica accortezza che ti consigliamo è quella di tagliare la nostra Fior di Latte Fiorita qualche minuto prima di condirla per lasciarle liberare un po’ di latte e non mischiarlo al condimento. Come condire la mozzarella 1. Il metodo classico Con olio extravergine di oliva, sale e pepe. 2. Con le spezie essiccate Mescola un cucchiaino di peperoncino tritato, uno di origano, una manciata di pepe. Condisci con olio extravergine di oliva e il trito di spezie. 3. Con le spezie fresche Metti a marinare le ciliegine Nobili con un intingolo di olio, sale, peperoncino fresco a fettine sottilissime e abbondante menta fresca. Lascia riposare per un ora prima di servire. 4. Alla ligure Cospargi con 2 cucchiai di pesto, allungato con un filo d’olio extra vergine d’oliva per renderlo più cremoso. 5. Alla mediterranea Frullando 4 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva, 2 spicchi d’aglio, mezzo mazzetto di basilico, sale, pepe e un cucchiaino di succo di limone. 6. Alla siciliana Con acciughe (o alici) e un battuto di capperi, origano e pomodori secchi sottolio, da amalgamare con un filo d’olio extra vergine. Potete aggiungere al battuto anche delle olive nere o usarle in sostituzione dei capperi. 7. Al balsamico Con olio d’oliva, qualche goccia di aceto balsamico di qualità o di glassa d’aceto, qualche foglia di crescione tritato o di basilico fresco, sale e un pizzico di pepe. 8. Con la bottarga Con un filo di olio extra vergine d’oliva, basilico fresco tritato e scaglie di bottarga. 9. Con il tartufo fresco Con un filo d’olio extra vergine di oliva, una spruzzata di pepe e scaglie di tartufo. 10. Con miele e foglie di menta Emulsionate 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva, un cucchiaio di miele d’acacia, 2 cucchiai di succo di limone e un pizzico di sale. Versate sulla mozzarella tagliata a fette, guarnite con la buccia di limone a striscioline e le foglie di menta (15-20 foglioline di menta per 500 gr di mozzarella) e spolverate con abbondante pepe.Ti sono piaciute queste idee? Forse potrebbero interessarti anche i migliori abbinamenti tra vini e mozzarella.
12 curiosità sul panettone, che forse non sapevi.
Il panettone, tipico dolce natalizio milanese, è il re indiscusso delle feste di Natale. Oggi il Caseificio Nobili ti svela, però, 12 curiosità sulla storia di questo dolce, che forse non sapevi. 12 curiosità sul Panettone 1. L’origine Le storie sull’origine di questo dolce sono molte, ma esistono tre leggende principali. La prima narra che il panettone, sia nato per errore, durante il pranzo di Natale, preparato per Ludovico il Moro. Il cuoco di corte avrebbe, infatti, scordato il dolce in forno, facendolo bruciare, ma lo sguattero Toni, trovò la soluzione per servirlo lo stesso, unì all’impasto salvabile burro, uvetta e canditi, dando così origine al Pan di Toni, poi divenuto panettone. Un’altra leggenda vuole che il tipico dolce natalizio sia stato inventato da Ughetto degli Antellari per conquistare Adalgisa, figlia del fornaio Toni. Infine, altra leggenda attribuisce la nascita del panettone alla monaca Ughetta, che per il giorno di Natale aggiunse all’impasto di pane e zucchero, burro, canditi e uvetta, tracciando sulla sommità del dolce una croce, in segno di benedizione. 2. La prima testimonianza La prima testimonianza del panettone risale al 1599, nel registro delle spese del Collegio Borromeo di Pavia. Infatti, è presente il riferimento al Pane di Natale, servito agli studenti ospiti della struttura durante il pranzo di Natale. 3. La forma La forma del panettone, come la conosciamo oggi, e nata solo intorno al 1920, quando Angelo Motta, cercò di modificarne la ricetta per renderla più gustosa. Per questo utilizzò una guaina di cartone, detta guepiere, per fasciare il dolce, dandogli una forma a fungo, che permetteva di renderlo meno bruciato e più soffice. 4. I panettoni di San Biagio A Milano è tradizione conservare una fetta del panettone, mangiato a Natale, per consumarla a digiuno il 3 febbraio, festa di San Biagio. Infatti, questa tradizione deriva da un rito propiziatorio contro raffreddori e mal di gola, in quanto San Biagio è il protettore della gola, “San Biase l benediss la gola e el nas” (San Biagio benedice la gola e il naso). 5. Il rito del ciocco Un’altra tradizione legata al panettone, che però è andata a perdersi col tempo, è quella del ciocco. Il ciocco era una moneta d’oro o d’argento che veniva nascosta dentro alla Carsenza, antenato del panettone, poiché chi trovava il dono nella propria fetta avrebbe avuto fortuna per tutto l’anno nuovo. 6. Il pane-spezzato Pietro Verri racconta che nel IX secolo si era consolidata una tradizione natalizia legata al panettone, o meglio alla sua primaria ricetta. La tradizione voleva che venisse spezzato con le mani dal capofamiglia, che poi distribuiva i pezzi agli altri componenti della famiglia, in una sorta di rievocazione dell’Ultima Cena. 7. Il marchio panettone artigianale La Camera di Commercio di Milano ha registrato il marchio di panettone prodotto artigianalmente. Il marchio può essere utilizzato solo se si segue il regolamento del disciplinare di produzione, redatto dal Comitato dei Maestri Pasticceri Milanesi. 8. La prima comparsa nel vocabolario Il termine Panaton, per indicare il classico dolce natalizio milanese, compare per la prima volta nel glossario milanese-italiano nel 1606 e nel 1839 compare con il termine Panaton de Natal. 9. Il panettone è il dolce natalizio preferito dagli italiani Secondo Coldiretti tra panettone e pandoro, la contesa la vince il panettone, che durante il periodo natalizio viene preferito da 3 italiani su 4. 10. L’evento per gli amanti del panettone Ogni anno, dal 2008, a Milano a fine novembre si tiene l’evento Re Panettone, il cui fulcro è l’esposizione dei migliori panettoni artigianali italiani. 11. Come il bon ton consiglia di mangiare il panettone Se il panettone viene servito in naturalezza andrebbe mangiato con le mani, tenendo la fetta con la mano sinistra e mangiando con la destra, staccando dei piccoli pezzi. Se invece viene servito con salse e crema, allora bisogna disporre la fetta lateralmente su un piattino, accompagnandola alla crema, e utilizzare forchetta e cucchiaio da dolce. Con la forchetta si tiene ferma la fetta, mentre con il cucchiaio si spezzano i pezzi e si raccoglie la crema. Inoltre, il dolce andrebbe servito prima della frutta e categoricamente non insieme al caffè. 11. Il paninettone: come riciclare il Panettone avanzato Panini Durini, un concept Made in Italy nato nel 2011 a Milano, ha pensato di utilizzare il panettone avanzato per fare dei panini salati, seguendo l’indicazione della pasticceria salata.Conoscevi queste curiosità sul Panettone? Allora potrebbe interessarti anche 10 curiosità sul Pandoro.
I 10 piatti preferiti dagli italiani a Natale
Dubbi sul menù di Natale? Espresso Communication, analizzando gli hashtag su Instagram, ha stillato una classifica dei cibi preferiti dagli italiani durante le feste natalizie. Oggi il nostro Caseificio ti svela la classifica dei 10 piatti preferiti dagli italiani a Natale. I 10 piatti natalizi preferiti dagli italiani 1. Lasagna La lasagna è il piatto che più spopola a Natale, con bene 760mila hashtag. Il piatto emiliano a base di sfoglia, ragù e besciamella, sembra aver conquistato anche i palati, al di fuori della regione di origine. Se per Natale vuoi rendere questo piatto ancora più sfizioso, prova la nostra ricetta della lasagna filante. 2. Panettone Il panettone si classifica al secondo posto con 580mila hashtag. Il dolce tipico milanese riscuote gran successo nei social, superando il suo acerrimo avversario il pandoro. Se vuoi saperne di più sui gusti degli italiani su pandoro e panettone scopri il nostro articolo: “Panettone o Pandoro? Qual è il preferito dagli italiani?” 3. Tortellini Al terzo posto troviamo un altro primo, tipico della cucina emiliana, i tortellini, con 450mila hashtag. Con la panna o in brodo, questo piatto conquista adulti e bambini, aggiudicandosi un posto nel podio dei piatti preferiti dagli italiani a Natale. 4. Anguilla Al quarto posto troviamo un secondo tipico della tradizione napoletana, che sembra però aver sconfinato in tutta Italia. L’anguilla è il secondo piatto natalizio preferito dagli italiani, con ben 390mila hashtag. 5. Salumi e formaggi Come antipasto non possono mancare salumi e formaggi, con 293mila hashtag. Salumi e formaggi tradizionali e di prima qualità, come i prodotti del nostro Caseificio, rendono la degustazione dei taglieri una vera esperienza di degustazione, che non può essere persa nemmeno a Natale. 6. Tartine Al sesto posto, troviamo un altro antipasto, le tartine, con 270mila hashtag. Grazie alla varietà di combinazioni di sapori, le tartine sono il secondo antipasto preferito dagli italiani a Natale. 7. Zuppa All’ottavo posto, con 160mila hashtag, troviamo la zuppa. Un altro piatto con cui sbizzarrirsi in cucina, e dalle tantissime varianti a seconda degli ingredienti scelti. Questo piatto non solo riscalda la pancia degli italiani, ma anche il loro cuore a Natale. 8. Pandoro Solo nono posto, invece, per il secondo dolce simbolo del Natale, il pandoro, con 157mila hashtag. La combinazione di zucchero a velo, farina e abbondante burro, conquista però la preferenza di giovani e bambini. 9. Frutta secca Prima di chiudere con il dolce perché non concedersi un po’ di frutta secca? Bagigi, noci, pistacchi conquistano il decimo posto dei piatti preferiti dagli italiani a Natale, con 99mila hashtag. 10. Lenticchie Completano la classifica le lenticchie con 93mila hashtag. Questo è il contorno preferito dagli italiani durante le feste natalizie, sarà mica perché portano fortuna?Ti è piaciuta questa classifica dei 10 piatti preferiti dagli italiani a Natale? Allora potrebbe interessarti anche i 10 dolci più buoni e famosi d’Italia.
I cibi preferiti dagli italiani a colazione
La colazione è sicuramente un pasto importante per cominciare bene la giornata, infatti, l’85% degli italiani dichiara di fare colazione ogni mattina. Ma quali sono i gusti degli italiani in fatto di colazione? Oggi il Caseificio Nobili ti svela la classifica degli 8 cibi e bevande preferiti dagli italiani per la colazione. I cibi preferiti dagli italiani a colazione 1. Caffè e biscotti Per molti italiani, il 62%, a colazione non può mancare una tazza di caffè, mentre il cibo preferito per fare colazione sono i biscotti, da quelli più semplici con farina, burro e zucchero, a quelli più ricchi con gocce di cioccolato, nocciole. 2. Latte e brioches Al secondo posto troviamo il latte, scelto dal 38% degli italiani, in quanto incontra maggiormente anche il gusto dei bambini e come alimento le brioches, un vero classico della colazione, scelte dal 43% degli italiani. 3. Cappuccino e fette biscottate con creme spalmabili Al terzo posto troviamo un altro classico della colazione, il cappuccino, scelto dal 29% degli intervistati. Sempre al terzo posto le fette biscottate o il pane con burro, marmellata o altre creme spalmabili. 4. Succo di frutta e cereali Al quarto posto della classifica troviamo i succhi di frutta e le spremute, 27% delle preferenze e i cereali (30%), che grazie alle loro moltissime varianti riescono ad accontentare i palati più diversi. 5. Te e yogurt Il te è la bevanda scelta per la colazione dal 23% degli italiani. Lo yogurt, invece, viene mangiato dal 27% degli italiani, circa 1 persona su 4. 6. Acqua e dolci Molti italiani hanno la sana abitudine di bere a colazione almeno un bicchiere d’acqua, circa il 19%, mentre i dolci sono la scelta preferita, come alimento per la colazione dal 20% degli italiani. 7. Tisane e frutta Tisane e frutta conquistano il settimo posto, le prime scelte dal 6% e la seconda dal 13% degli italiani. 8. Centrifughe e colazione salata La colazione salata è scelta da circa il 10% degli italiani, con toast, affettati, uova o formaggi. Mentre come bevande all’ottavo posto si classificano le centrifughe di frutta o verduraTi è piaciuta questa classifica dei cibi e bevande preferiti dagli italiani per colazione? Allora potrebbe interessarti anche i 10 dolci più buoni e famosi d’Italia.
I 7 formaggi più strani del mondo
I formaggi sono un mondo molto variegato di sapori, forme e odori. Alcuni prodotti come la classica mozzarella sono semplici e delicati, altri invece sono estremamente particolari e hanno caratteristiche uniche nel loro genere. Per questo oggi il nostro Caseificio ti svela i 7 formaggi più strani del mondo. I 7 formaggi più strani del mondo 1. Branza Il Branza è un formaggio rumeno di pecora a pasta pressata, prodotto principalmente nelle montagne dei Carpazi. Il latte viene fatto coagulare e poi viene tagliato in piccoli pezzi, salato e impastato. La vera particolarità di questo formaggio è la sua stagionatura, che viene fatta da maggio a luglio all’interno di cortecce di pino o abete, quando l’albero è ricco di resina. La corteccia viene poi privata dalla parte più legnosa e cucita con spago da cucina. Il risultato è un cilindro di formaggio dal gusto aromatico. 2. Motal Il Motal è un formaggio caprino prodotto tradizionalmente nella valle dell’Ararat in Armenia. Il latte è lavorato appena munto, quando è ancora tiepido, poi viene cagliato e fatto riposare sotto sale. Dopo aver riposato per almeno 40 giorni, viene sbriciolato a mano e condito con menta, timo ed estragone. Infine, il Motal viene sigillato in vasi di terracotta con cera d’api. 3. Geitost Il Geitost è un formaggio tipico norvegese, la cui origine risale a oltre cinquecento anni fa. Si ricava dal siero di produzioni di formaggi caprini, fatto bollire a 40° per 8-10 ore, con l’aggiunta di latte vaccino. Durante la cottura il lattosio si cristallizza e, in questo modo, conferisce il tipico colore marroncino al formaggio. Particolare anche il sapore che risulta dolce e caramellato. 4. Formaggio di yak Il formaggio di yak è un formaggio asiatico a base di latte di yak prodotto storicamente sugli altopiani dell’Himalaya. Il suo sapore è rustico e ha marcate note erbacee. Dal latte di yak è possibile ottenere sia formaggi freschi che stagionati. 5. Formaggio nel sacco Originario della Bosnia Erzegovina, il formaggio nel sacco, ovvero il Sir Iz Mijeha, è un formaggio prodotto con latte crudo di pecora o vacca. Subito dopo la mungitura, il latte è filtrato in un telo di cotone e lavorato. Il formaggio viene fatto cagliare due volte e poi riposto in un sacco di pelle di pecora, dove il formaggio viene fatto stagionare dai due mesi a un anno. 6. Oscypek L’Oscypek è un formaggio affumicato polacco, a base di latte di pecora, prodotto nei territori dell’antica Slesia e della Piccola Polonia. È presidio Slow Food e, dal febbraio 2008, è diventato il primo prodotto polacco a ricevere la denominazione di origine protetta (DOP) del paese. Si ottiene dal latte di pecore della razza Polska Owca Górska. La sua particolarità è la forma a fuso, ricavata da una palla cagliata intorno a un ferretto, che viene poi decorata con motivi ornamentali. 7. Zeleno Sirene Il Zeleno Sirene o formaggio verde è un cacio proveniente da Tcherni Vit, in Bulgaria. Viene conservato in contenitori di tiglio, prima in alpeggio e poi a valle. Al termine di questo periodo vengono aperti per consentire all’aria umida di Tcherni Vit di favorire la fioritura di muffe nobili. Questo processo ha dato vita a uno dei pochi erborinati naturali presenti al mondo.Ti è piaciuta questa classifica dei formaggi più strani del mondo? Allora potrebbe interessarti anche i 7 formaggi più puzzolenti del mondo.
I 5 formaggi italiani più buoni da cuocere alla piastra
Vai pazzo per il formaggio filante? Anche noi! È per questo che abbiamo deciso di suggerirti i formaggi perfetti per essere cucinati alla griglia. Caldi, filanti al punto giusto, con quella crosticina irresistibile… abbiamo già l’acquolina in bocca! I formaggi ideali per essere cotti alla piastra sono quelli a pasta dura o semidura, e non troppo stagionati. I 5 formaggi italiani più buoni da cuocere alla piastra 1. Tomino Ha crosta morbida e pasta semidura, che si scioglie facilmente. Una volta cucinato, puoi gustare un piacevole contrasto tra la crosta croccante e l’interno morbido. Per assaporare una versione più gustosa, avvolgi il tomino nello speck e poi cucinalo sulla piastra; è ottimo insieme alle patate lesse o al forno. 2. Fontina Tipica della Valle d’Aosta, la fontina si presta a essere fusa, come sembra suggerire il nome stesso, che potrebbe derivare dal termine francese antico fontis o fondis, a indicare la sua propensione a fondersi col calore. Rimuovi la crosta, taglialo a fette spesse e cucinalo per qualche minuto. Se di media stagionatura, anche la fontina può essere avvolta nello speck prima di essere grigliata. 3. Caciotta romana Originaria del Lazio, la caciotta romana è un formaggio a pasta semidura. Si può cuocere in due modi: in caso di pezzatura grossa, puoi tagliare la caciotta romana infette spesse o a cubetti, con i quali formare degli spiedini; in caso di una pezzatura di dimensioni ridotte, appoggiala direttamente sulla griglia, in modo da fondere i bordi, mantenendo la pasta morbida all’interno. 4. Scamorza La scamorza è ottima per la cottura alla piastra a prescindere dal grado di stagionatura. Tagliata a fette spesse circa 1 centimetro regala tutto il suo sapore. Se la pezzatura non è molto grande, puoi tagliarla a metà, cucinarla e poi servirla su una fetta di pane. 5. Provola Per una provola filante, tagliala a fette piuttosto spesse, cuocila a fuoco medio e poi condiscila a tuo gusto: con pepe, peperoncino, menta, timo, semi come finocchio o sesamo; frutta a guscio grossolanamente tritata, miele o marmellata.Ti è piaciuta questa classifica dei migliori formaggi alla piastra? Allora scopri anche i formaggi più buoni del mondo