Pizze da record: 5 primati a base di pizza
1. LA PIZZA PIÙ GRANDE DEL MONDO. Il 13 dicembre 2012 alla fiera di Roma è stata realizzata la pizza più grande del mondo, conquistando un nuovo Guinness World Records. La pizza è stata realizzata 100% gluten free, con oltre 9.000 kg di farina. La pizza più grande del mondo è stata chiamata Ottavia. Ottavia ha ricoperto un’area di oltre 1.261.65 mq per 40m di diametro essendo composta da 5.234 lastre d’impasti assemblati sul piatto e cotti insieme sul posto, condita con 4.000 kg di pomodoro, 4.000 kg di mozzarella per pizza, 190 kg di olio, 675 kg di margarina, 250 kg di sale marino, e un peso complessivo di 23.250 kg. 2. LA PIZZA PIÙ LUNGA DEL MONDO. La pizza più lunga del mondo è stata cucinata nel 2017 a Fontana, a pochi chilometri da Los Angeles, superando il record di 1.800m di Napoli del 2016. Tramite la collaborazione tra Pizzaovens, Venice Bakery, Orlando Foods e altre società del settore è nata questa pizza da record. In 54 ore un team di più di 100 persone ha realizzato la pizza più lunga del mondo, con una misura di 1930m di lunghezza e un peso di 7800 kg. Sono stati utilizzati 2542 kg di salsa di pomodoro e 1600 kg di mozzarella per pizza. 3. LA PIZZA PIÙ COSTOSA DEL MONDO. Pensate che la pizza sia un piatto più o meno low cost? La pizza che vi stiamo per presentare è la più costosa del mondo. Il l ristorante Pierchic di Dubai ha proposto una pizza 750.000 dirham, ossia circa 180.000 euro. Si chiama “Royal Pizza”, ed è stata creata dallo chef Abdel Muhammad al-Hallabi. Viene preparata con tartufi bianchi di Alba, tartufi neri del Périgord, foie gras di Gascony, zafferano Mongra del Kashmir, caviale Beluga imbevuto di Dom Pérignon, funghi giapponesi matsutake e due foglie d’oro (60 grammi). Soltanto la materia prima costa circa 110.000 euro. 4. IL PIZZAIOLO PIÙ VELOCE DEL MONDO. A Reggio Emilia il 15 aprile 2019, è stato proclamato il pizzaiolo più veloce del mondo. Il record appartiene a Giuseppe Mario Amendola, un pizzaiolo emiliano, titolare della pizzeria “Ci vediamo da Mario”. Già nel 2013 si era aggiudicato altri 5 titoli per la categoria velocità, dove la gara consiste nell’allargare cinque dischi di pasta nel minor tempo possibile, con un diametro di almeno 30 centimetri. Il tempo impiegato da Giuseppe Mario Amendola questa volta è stato di 46 secondi e 86 centesimi, un vero tempo da record da vero professionista. 5. IL MANGIATORE DI PIZZA PIÙ VELOCE DEL MONDO. Se da una parte abbiamo un pizzaiolo che cucina pizze alla velocità della luce, dall’altra abbiamo un cliente altrettanto veloce a divorarle, infatti, esiste il record del mangiatore di pizza più veloce del mondo. Kelvin Medina, filippino di Taguig, il 12 aprile 2015 a Metro Manila (Filippine) ha ottenuto il record in una competizione testa a testa, mangiando una pizza di 30 cm di diametro in soli 23,62 secondi. Con una buona dose di allenamento in pausa pranzo, forse potreste cercare di superarlo, ma probabilmente, è meglio godersi una pizza con tutta calma. MOZZARELLA PER PIZZA NOBILI Il nostro Caseificio ha progettato una linea professionale di mozzarella per pizza, adatta per pizzerie e ristorazione. Potete trovare il filoncino da 1000 g, oppure le vaschette di mozzarella per pizza con taglio julienne o a cubetti, così potrete risparmiare sul tempo di lavorazione della mozzarella e dedicarvi totalmente alla preparazione della vostra pizza.
Ricetta del khachapuri con uova e formaggio

Il khachapuri è una ricetta tipica della cucina georgiana, fatto con un impasto ripieno di uova e di formaggio. Nella versione originale si usa un formaggio tipico che in Italia non si trova – il Salguni – ma che si presta, per il suo gusto, ad essere sostituito con mozzarella e provolone. All’estero è anche conosciuta con il nome di Cheese Boat, per via la sua forma! INGREDIENTI PER 1 KHACHAPURI PER L’IMPASTO Farina 00 265 g Uova 1 Acqua 50 g Latte intero 50 g Lievito di birra fresco 4 g Zucchero 2,5 g Sale fino 2,5 g PER FARCIRE Provolone o provola affumicata 100 g Mozzarella per pizza 100 g Uova 1 PER DECORARE Uova 1 Burro 15 g Abbiamo utilizzato: Panetto di Mozzarella Nobili Provola affumicata Nobili PREPARAZIONE Per preparare i khachapuri come prima cosa realizza l’impasto. In una ciotola versa le uova, il latte e il lievito, sciolto precedentemente nell’acqua, e mescola il tutto. Poi setaccia all’interno della ciotola la farina e aggiungi il sale e lo zucchero. Impasta con le mani il composto, poi trasferiscilo su un piano e lavoralo per renderlo liscio. Copri l’impasto con la pellicola e lascia lievitare per 2 ore. Grattugia grossolanamente la mozzarella per pizza e la provola affumicata Nobili all’interno di una ciotola e unisci un uovo, poi mescola il composto. Prendi l’impasto, stendilo fino ad ottenere una forma ovale e, arrotolandolo sui lati lunghi, crea un bordo, pinzando le estremità con le dita. Trasferisci la barchetta all’interno di una teglia e farcisci con il composto di uova e formaggio, spennellando i bordi con il burro fuso. Cuoci in forno statico preriscaldato a 200° per 10 minuti, poi sforna il khachapuri e sistema un uovo al centro per decorare. Inforna per altri 10 minuti e servi quando è ancora caldo.
Quali sono i formaggi italiani più venduti all’estero?
Secondo la Coldiretti l’export dei formaggi italiani ha superato i 400 milioni di kg nel 2017. Un trend che confermano l’Italia tra i maggiori produttori ed esportatori di formaggi, ma soprattutto ci fanno capire quanto questi siano apprezzati anche all’estero. Vi siete però mai domandati quali sono i formaggi più venduti all’estero? Il Caseificio Nobili ha stillato una classifica per soddisfare la vostra curiosità. 1. GRANA PADANO Il Grana Padano è un formaggio italiano a pasta semi dura, bassa stagionatura, con una denominazione di origine protetta dal 1996, prodotto con latte vaccino della valle del Po. Nel 2017 sono state prodotte circa 5 milioni di forme di Grana Padano. I paesi che ne consumano maggiormente secondo Assolatte sono Svizzera, Germania, Spagna, Stati Uniti, Canada. 2. PARMIGIANO REGGIANO. Il Parmigiano Reggiano è un formaggio a pasta granulosa semi dura, prende il nome dalla zona di produzione, un’area che comprende le province di Parma, Reggio Emilia, Bologna, Modena e Mantova. I Paesi dove più viene esportato sono: Francia (9.800 tonnellate) Germania (9.460 tonnellate), Stati Uniti (9.075 tonnellate), Regno Unito (6.163 tonnellate) e Canada (2.380 tonnellate). 3. MOZZARELLA La mozzarella è un formaggio a pasta filata, il cui nome deriva dal metodo di lavorazione. Sono circa 100.000 le tonnellate di mozzarella esportate solo nel 2017, ovvero il 10% in più rispetto all’anno precedente. Viene venduta soprattutto in: Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Belgio, Germania, Giappone. 4. PECORINO ROMANO. Il Pecorino Romano è un formaggio italiano duro, salato, realizzato con latte di pecora. Il suo nome, rimanda, infatti, proprio a questo animale. Nell’antichità, il pecorino romano era un alimento base per i legionari dell’antica Roma. Le tonnellate esportate nell’anno 2017 sono circa 22.000. I principali mercati esteri in cui viene esportato sono: USA, Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi. 5. GORGONZOLA Il Gorgonzola è un formaggio erborinato, prodotto dal latte intero di vacca. Si tratta di un formaggio DOP originario della provincia di Milano. Oggi è prodotto principalmente nelle regioni del nord Italia, in particolare Piemonte e Lombardia. Sono, circa 20 mila le tonnellate esportate nel 2017. I principali Paesi sono: Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Svizzera, Canada, Stati Uniti. Hai trovato interessante questa classifica? Se abbiamo soddisfatto la tua curiosità forse ti potrebbe interessare anche Quale paese mangia più formaggio?
Fior di latte e bufala: quali sono le differenze
Quando pensiamo alla mozzarella, immaginiamo una sfera liscia e lucente color bianco-latte, al massimo i più fantasiosi e creativi la immaginano già combinata ad altri ingredienti. Crediamo allora che la mozzarella sia solo una, ma ne siamo proprio certi? Per esempio, quali sono le differenze tra fior di latte e bufala? Ecco la risposta del Caseificio Nobili. FIOR DI LATTE E BUFALA: IL LATTE La differenza tra fior di latte e bufala deriva prima di tutto dal latte utilizzato. La mozzarella fior di latte si produce con il latte di mucca, detto anche vaccino. Mentre la mozzarella di bufala si produce con il latte bufalino. Il latte vaccino presenta una percentuale minore di: Proteine, circa 30g al litro Sali minerali e vitamine Grassi, circa il 4%, molto inferiori rispetto a quello di bufala Calorie, circa 265Kcal in 100G. di prodotto Il latte di bufala invece è tra i più ricchi di: Grassi Proteine Sali minerali Il latte di bufala però ha un basso contenuto di colesterolo, per cui molto spesso viene introdotta anche nelle diete mediterranee ipocaloriche. LA MOZZARELLA DI BUFALA. La mozzarella di bufala ha un aspetto tondeggiante, liscio, lucente di color bianco porcellana. Al taglio si presenta ricco di latte, indice della freschezza del prodotto. Al primo assaggio, la mozzarella di bufala ha un sapore deciso e una pasta elastica da cui fuoriesce abbondante siero. LA MOZZARELLA FIOR DI LATTE. La mozzarella fior di latte all’aspetto è molto simile a quella di bufala, ma con una colorazione bianco-panna. Al taglio rilascia una quantità di siero minore rispetto alla bufala. All’assaggio la mozzarella di fior di latte risulta più delicata e simile al latte. La mozzarella fior di latte inoltre è un formaggio a pasta filata, fatto di latte vaccino intero. Per produrla a differenza della bufala occorre un processo di acidificazione del latte e l’aggiunta del caglio, per realizzare la pasta, che poi viene sminuzzata e filata grazie all’utilizzo di acqua calda. Infatti, con un litro di latte bufalino si realizzano più di 240 g di mozzarella, invece con un litro di latte di vacca se ne producono 130 g. Ora che conoscete tutto sulla differenza tra fior di latte e bufala, non vi resta che scoprire le 4 differenze tra la mozzarella per pizza e la mozzarella da tavola.
Le 4 differenze tra mozzarella per pizza e mozzarella da tavola
Vi siete mai chiesti qual è la differenza tra la mozzarella per pizza e la mozzarella da tavola? Il Caseificio Nobili ha deciso di risolvere tutti i vostri dubbi, svelandovi le 4 differenze tra la mozzarella per pizza, come il Panetto, e quella da tavolo, come la Fiorita. 1. I GRASSI DELLA MOZZARELLA PER PIZZA E DI QUELLA DA TAVOLA. La mozzarella per la pizza contiene generalmente una quantità minore di grassi rispetto a quella da tavola. La differenza è visibile anche nel colore della mozzarella, infatti, quella per la pizza risulterà con un colore diverso, più tendente al giallo, se confrontata con quella da tavola. 2. LA QUANTITÀ D’ACQUA NELLA MOZZARELLA. La mozzarella per pizza contiene una dose minore di acqua rispetto a quella da tavola. La mozzarella per pizza si presenta con una forma allungata e compatta, senza la presenza del liquido nella confezione, come il nostro Filone. Quella da tavola, invece, ha la classica forma tondeggiante ed è immersa in un composto di acqua e siero, come la nostra Fiorita o il nostro Bocconcino. La mozzarella per pizza ha una dose ridotta di siero perché altrimenti in cottura bagnerebbe l’impasto, lasciandolo crudo, mentre quella da tavolo risulta più apprezzabile al palato proprio grazie alla sua grande quantità di siero. 3. IL GUSTO DELLA MOZZARELLA PER PIZZA E DI QUELLA DA TAVOLA. Il gusto di una mozzarella per pizza è molto diverso da quello della mozzarella da tavola. La mozzarella per pizza, per il minor contenuto di grassi e acqua, ha un sapore molto meno definito, e risulta più pastosa. Questo le permette però di essere lavorata con più facilità. Come la nostra Vaschetta 2.500g con taglio julienne o cubetti per ristorazione. Mentre quella da tavola ha un sapore più deciso, che ricorda quello del latte, e al palato risulta molto cremosa. 4. FIORDILATTE E MOZZARELLA. Quando parliamo di mozzarella per pizza parliamo solo di fior di latte, ossia la parte migliore (fior) del latte. La mozzarella da tavola può essere invece di vari tipi, ma principalmente si distingue in fior di latte o di bufala. Vi abbiamo svelato tutte le differenze della mozzarella per pizza e di quella da tavola, se però ne vuoi saperne di più possiamo consigliarti di approfondire le differenze tra Fiorita e Panetto.
Perchè si chiama Mozzarella?
Vi siete mai chiesti dove è nata la mozzarella, o perché si chiama mozzarella? Caseificio Nobili risponde a tutti i vostri dubbi su questo argomento. Probabilmente penserete che la mozzarella sia nata in Campania vista la sua ampia produzione di bufala. Ma le cose non stanno esattamente così! LE PRIME TESTIMONIANZE Le prime testimonianze sulla mozzarella ci vengono fornite da Plinio il Vecchio il quale, nella Naturalis Historia, cita il “laudatissimum caseum del Campo Cedicidio“, ossia un famosissimo formaggio, proveniente da dove ora sorge la Basilicata. Si trattava sicuramente di un antenato della mozzarella, prodotto con latte vaccino, in quanto le bufale non erano ancora presenti in quella zona. La seconda testimonianza sulla mozzarella risale al XII secolo, compare con il nome di mozza. Infatti, i monaci Benedettini usavano offrire, in occasione di alcune festività religiose, un pezzo di mozza. Questi monaci nell’811 si stabilirono a Capua, in seguito alla sconfitta del duca di Benevento, da cui erano protetti. Qui fondarono il monastero di San Lorenzo e da li si diffuse la pratica per la creazione della mozzarella o mozza. Venne creata inizialmente per evitare lo spreco di latte, che a volte veniva conservato nel modo sbagliato. La filatura a caldo, infatti, consentirebbe di ridurre l’acidità del latte mal conservato. Il nome completo di mozzarella appare però solo XVI secolo (1570) nel ricettario di Bartolomeo Scappi, nell’elenco dei formaggi comunemente serviti nella mensa papale. PERCHÉ SI CHIAMA MOZZARELLA? Il termine mozzarella deriverebbe quindi dalla pratica di mozzare, ossia tagliare in piccole sfere i filamenti, ottenuti tramite la cagliata, esposta ad elevate temperature. L’invenzione della pasta filata, come la mozzarella, è stato forse uno dei maggior contributi che l’Italia abbia mai dato all’industria casearia. LA MOZZARELLA DI BUFALA La mozzarella di bufala comparirà in Campania, solo a seguito dell’importazione del bufalo nel XIII secolo. Poi questa pratica si sviluppò in modo più influente nel Seicento, fino ad arrivare all’attuale grande produzione, che oggi tutti noi conosciamo. LA MOZZARELLA FIORDILATTE NOBILI Nel nostro Caseificio l’arte casearia della produzione di mozzarella Fiordilatte si tramanda di generazione in generazione da più di 50 anni. Oggi è prodotta in differenti formati, sia per il consumatore casalingo che per la ristorazione. Scopriteli tutti.
4 ricette con la mozzarella per pizza

Avete comprato uno dei nostri Panetti di mozzarella per pizza ma non sapete come riutilizzarla? Abbiamo pensato a voi! Ecco 4 ricette con la mozzarella per pizza facili, gustose e veloci! INVOLTINI DI MELANZANE ALLA PIZZAIOLA Ingredienti: Melanzane lunghe (4 fette) 120g Panetto di mozzarella Nobili 150g Passata di pomodoro 200g Olive taggiasche denocciolate 15g Basilico 4 foglie Aglio 1 spicchio Olio extravergine d’oliva 2 cucchiai Sale fino b. Pepe nero b. Preparazione: Preparate del sugo di pomodoro, scaldando in un pentolino l’olio con uno spicchio d’aglio, poi aggiungente la passata, salate, pepate e lasciate cuocere per 15 minuti. Lavate la melanzana e tagliatela a fette spesse circa 1 cm. Poi grigliatele da entrambi i lati e disponetele su una pirofila. Disponete il sugo di pomodoro sopra le melanzane e aggiungete un po’ di mozzarella per pizza Nobili tagliata a listarelle, un po’ di olio e una foglia di basilico. Arrotolate le melanzane con la chiusura rivolta verso il basso. Infine, ricoprite gli involtini con il sugo di pomodoro rimanente o e altra mozzarella. Cuoceteli nel forno statico preriscaldato a 180° per circa 10 minuti. RADICCHIO AL FORNO GRATINATO Ingredienti: Radicchi di Treviso 1 Porri 2 Prosciutto cotto 30g Mozzarella Nobili taglio cubetti 100g Parmigiano 30g Pangrattato 30g Olio extravergine d’oliva q.b. Sale q.b. Pepe q.b. Preparazione: Tagliate i porri a fettine sottili e fateli appassire in una padella con un po’di olio. Lavate e tagliate il radicchio a listarelle, e aggiungetelo ai porri. Cuocetelo per 3 minuti e poi aggiungete sale e pepe. Ponete il tutto in una pirofila oliata e aggiungete il prosciutto cotto, la mozzarella per pizza Nobili, e nella cima il parmigiano. Infornate il tutto su forno preriscaldato a 180° per 15 minuti. Servite ben caldo. SUPPLÌ AL TELEFONO Ingredienti: Riso 250g Ragù 200g Mozzarella per pizza 150g Sale 1 noce di burro 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato 1 uovo pangrattato olio di semi per friggere Preparazione (20 supplì): Cuocete il riso con un po’di brodo e verso la fine della cottura aggiungete il ragù. A cottura ultimata, aggiungete parmigiano e burro e mantecate. Poi versate tutto su un piatto piano e lasciate raffreddare. Tagliate a listarelle il Panetto Nobili di mozzarella per pizza. Con il riso raffreddato componete una forma allungata e ponete all’interno una listarella di mozzarella. Richiudete per bene. Passate i supplì nelle uova sbattute e nel pangrattato. Friggeteli in una padella con abbondante olio di semi preriscaldato. Servite i supplì al telefono ancora caldi. CESTINI CON MOZZARELLA, ASPARAGI E CANNELLA Ingredienti: Asparagi 15 Rotolo di pasta brisè 1 Vaschetta Nobili taglio cubetti 120g Olio d’oliva q.b. Sale q.b. Pepe q.b. Cannella q.b. Parmigiano q.b. Preparazione: Pulite gli asparagi e fateli sbollentare brevemente. Tagliateli a pezzettini conservando le punte come decorazione. Ritagliate la pasta brisè a cestino con i lati di circa 5cm, all’interno inserite la mozzarella per pizza Nobili, con i pezzi di asparagi. Condite con sale, olio, pepe Infornate tutto con forno a 200° per circa 15 minuti, finché la mozzarella non sarà dorata. Decorate i cestini con le punte degli asparagi e cannella. Otterrete una combinazione di sapori straordinaria. Ora che sapete come riutilizzare la mozzarella per pizza vi aspettiamo al nostro Caseificio Nobili.
Quale Paese mangia più formaggio?
Quale Paese mangia più formaggio? Vi siete mai domandati quale paese mangia più formaggio? Il Caseificio Nobili ha stillato una classifica per soddisfare la vostra curiosità.[visualizer id=”2343″]Secondo il Wall Street Journal, nel 2013 per abitante sono stati consumati: 1. Francia: 25,9 kg. 2. Islanda: 25,2 kg. 3. Finlandia: 24,7 kg. 4. Germania: 24,3 kg. 5. Estonia: 21,7 kg. 6. Svizzera: 21,3 kg. 7. Italia: 20,7 kg. 8. Lituania: 20,1 kg. 9. Austria: 19,9 kg. 10. Svezia 19,8 kg. PERCHÉ I PAESI DEL NORD CONSUMANO PIÙ FORMAGGIO? Un dato che può subito saltare agli occhi è che i formaggi sono consumati più nel Nord Europa che nel Sud e potreste domandarvi il perché. Innanzitutto questi paesi sono anche tra i maggiori produttori di formaggi, in quanto il clima freddo permette di conservare il formaggio più a lungo e quindi di venderne in quantità maggiore. Il clima freddo influisce anche sulla dieta degli abitanti, a cui è richiesto un maggiore apporto di proteine, che si dimostrano anche maggiormente tolleranti al lattosio rispetto ad altri paesi come Cina, Asia, Africa e Sud America. Per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, il consumo è cresciuto con il variare delle abitudini alimentari. Dagli anni 60, il consumo di latte per abitante in questi paesi è quasi raddoppiato, secondo i dati forniti dalla FAO. Ad esempio, la Cina non consumava latte, oggi una famiglia cinese consuma 30 litri di latte all’anno, ma i formaggi rimangono una rarità. IL FORMAGGIO: UN ALIMENTO PREGIATO Inoltre, i formaggi sono un alimento pregiato il cui consumo dipende anche dal reddito dei cittadini, che risulta maggiore nei paesi del Nord. Esiste infatti un detto che recita: “al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere”, che indica che il formaggio è come un frutto nobile quale la pera, un alimento per i ceti abbienti e benestanti. IL FORMAGGIO: UN ALIMENTO VERSATILE L’aumento dei consumi si collega anche al fatto che molti tipi di formaggi, oltre a far parte di varie ricette tradizionali sempre di moda, permettono di preparare piatti prelibati con facilità e rapidità, anche come elemento principale. Quindi se cercate un ingrediente versatile per le vostre ricette o volete far arrivare l’Italia nel podio, i formaggi Nobili sono perfetti per voi.
Le 8 pizze più strane del mondo
La pizza è uno degli alimenti più amati al mondo. Bastano pochi ingredienti per ottenere una pizza perfetta… ma queste pizze hanno superato ogni confine. Scoprite le pizze più strane in circolazione… e se alla fine dell’articolo avrete ancora voglia di una buona pizza, procuratevi un panetto di mozzarella Nobili e liberate la fantasia! Le 8 pizze più strane del mondo 1. HAWAIIAN PIZZA La hawaiian pizza è la pizza più amata dagli americani, ma probabilmente la più detestata dagli italiani. È una pizza con prosciutto cotto e… ananas. Un ingrediente che i pizzaioli italiani sembrano non gradire nella loro pizza. Ma si sa, i gusti sono gusti. 2. PIZZA LECCA LECCA. La pizza lecca-lecca, è un’intelligente idea per conciliare pizza e snack da passeggio. Infatti, si realizza creando delle girelle di pizza con mozzarella e pomodoro, che vengono poi impilate in degli spiedini. Questa invenzione ha così soddisfatto tutti gli amanti del salato, creando il primo lecca-lecca al gusto pizza. 3. PIZZA BURGER Se siete dei grandi amanti dei fast food, ma anche della pizza, in questa creazione potrete trovare tutto quello che avete sempre sognato. Il pizza burger è realizzato con l’impasto della pizza al posto del classico pane e all’interno si trova un hamburger di carne con pomodoro e mozzarella filante. 4. CONO PIZZA Un’altra eccellente idea che ha conciliato la bontà della pizza con la comodità, e il dolce con il salato è il cono pizza. Per crearlo basta stendere l’impasto su una forma di cono e poi riempirlo con pomodoro e mozzarella, o con gli ingredienti che più vi piacciono. 5. PIZZA HOT DOG Sembra proprio che street food e pizza siano un’accoppiata vincente per creare qualcosa di assurdo e nuovo. Proprio come la pizza hot dog. Questa pizza è praticamente identica a una pizza normale, ma il suo cornicione è creato con tanti hot dog. Una pizza davvero golosa e scenografica. 6. PIZZA FRIES Tra tutti i street food nominati, potevano mancare le patatine fritte? Assolutamente no. Ecco pronte quindi le pizza fries: patatine fritte o nachos, ricoperti da una salsa di pomodoro e mozzarella. Non avete già voglia di provarle? 7. PIZZA ENGLISH BREAKFAST Siete talmente amanti della pizza che ci fareste anche colazione? Ecco allora l’idea che fa per voi, la pizza english breakfast. Una pizza farcita con uova, bacon, mozzarella, pomodoro e avocado. 8. PIZZA DOLCE Se siete tra quelli che non sanno scegliere tra dolce e salato, ecco il piatto che fa per voi la pizza dolce. Della pizza ha solo l’impasto per il resto si dà libero sfogo alla fantasia. Si può farcire con cioccolata, panna, confetti, nocciole, e tutto ciò che di dolce desiderate aggiungerci.
Le 4 differenze tra pizza Napoletana e pizza Romana
La lotta tra pizza Napoletana e pizza Romana è sempre attiva, c’è chi si schiera totalmente da una parte o dall’altra, chi invece cerca di mediare. Tutt’oggi in questa discussione non c’è ancora un vincitore, ciò che invece è certo è che la pizza rimane uno dei piatti più amati al mondo. Noi di Caseificio Nobili lo sappiamo bene e abbiamo creato una gamma di prodotti professionali con mozzarella fiordilatte italiana di qualità, per aiutare tutti i pizzaioli ad ottenere una pizza Napoletana o Romana di successo. Oggi dunque abbiamo deciso di svelarvi le differenze tra la pizza Napoletana e la pizza Romana, che risiedono per lo più nella lavorazione ma, a volte, anche negli ingredienti. LA PIZZA NAPOLETANA (alta e morbida) ASPETTO La pizza Napoletana è alta e morbida. Il cornicione o bordo è soffice, in quanto durante la lavorazione viene incamerata dell’aria nell’impasto. Sempre per questi motivi la pizza napoletana non è molto adatta da tagliare a spicchi. INGREDIENTI Farine raffinate di grano tenero di tipo 00 oppure 0 di media forza. La percentuale di acqua inserita in fase d’impasto oscilla tra il 60 e 70% sul peso della farina utilizzata, quindi con un’alta idratazione. Il lievito di birra che si utilizza è fresco e le dosi sono pensate in relazione alle ore di maturazione dell’impasto. Non vengono usati grassi di origine vegetale (olio) o animale (strutto) nell’impasto. Sale marino in percentuali intorno al 3 % sul peso della farina. LAVORAZIONE E COTTURA L’impasto viene realizzato con impastatrici a forcella o spirale. La lievitazione della pizza napoletana avviene a temperatura ambiente, con tempi che variano dalle 8 alle 24 ore. L’impasto è diviso in palline di circa 250 g. La stesura è fatta in stile napoletano con la tecnica dello schiaffo(o slap). Si cucina su forni a legna a 450 °C per circa 60-90 secondi, per mantenere la pizza tenera ed evitare ogni friabilità. In questa fase basta un errore e si può facilmente rendere la pizza gommosa, oppure troppo spessa. La pizza Napoletana è ottima appena sfornata. ALCUNI CONDIMENTI TIPICI Margherita (pomodoro, mozzarella e basilico) Caprese (con pomodorini freschi e mozzarella aggiunti dopo la cottura della base) Salsiccia e friarielli (senza pomodoro, con mozzarella o scamorza di bufala) Tonno e cipolle LA PIZZA ROMANA (bassa e friabile) ASPETTO La pizza Romana è tonda, bassa, scrocchiarella ossia friabile. Il cornicione è basso e croccante con qualche bruciatura, che non deve mai essere eccessiva. Grazie a queste caratteristiche è perfetta per essere tagliata a spicchi. INGREDIENTI Farine raffinate di grano tenero di tipo 00 oppure 0 di media forza. La percentuale di acqua inserita in fase di impasto oscilla tra il 55 e 60% sul peso della farina utilizzata. Il lievito di birra che si utilizza è fresco e le dosi sono pensate in relazione alle ore di maturazione dell’impasto. Nell’impasto si utilizza olio extravergine o di semi in percentuale tra il 2% e il 3%, per ottenere una maggiore croccantezza. Sale marino in percentuali intorno al 3 % sul peso della farina. LAVORAZIONE E COTTURA L’impasto viene realizzato con impastatrici a spirale. La lievitazione avviene a temperatura ambiente con impasti fatti la mattina per la sera, o mediante tecnica a freddo con riposo in celle frigorifere tra le 48 e le 72 ore. È diviso in palline tra i 150g e i 180g. La stesura era tradizionalmente fatta con il mattarello, ora sempre più spesso si usa stendere la pasta a mano, ma in ogni caso si dovrà ottenere un impasto molto sottile. L’impasto si cuoce a una temperatura di 350 °C circa per circa 3 minuti; dopo di che si fa asciugare in forno, per ottenere friabilità e croccantezza. ALCUNI CONDIMENTI TIPICI Romana (base margherita con aggiunta di acciughe e origano) Prosciutto e funghi Capricciosa (con vari ingredienti sparsi es: prosciutto, funghi, olive e carciofini) Ortolana (con verdure grigliate)